«STANZA SINGOLA - Franco126» la recensione di Rockol

La noia nelle stanze singole degli hotel: l'album solista di Franco126

Due anni dopo il disco con Carl Brave, Franco126 pubblica il suo primo album solista, "Stanza singola". E non è esattamente quello che si aspettava chi "Polaroid" l'ha consumato: la recensione.

Recensione del 01 feb 2019 a cura di Mattia Marzi

La recensione

Mentre i seguaci della scena indie continuano a fare a gara per scoprire cos'è successo tra i due, come sono andate davvero le cose e - soprattutto - se prima o poi Carletto e Franchino torneranno a cantare insieme (il già annunciato seguito di "Polaroid" uscirà? Oppure è saltato tutto?), Franco126 pubblica quello che di fatto è il suo album d'esordio come solista, "Stanza singola". E non è esattamente quello che si aspettava chi "Polaroid" l'ha consumato.

Il cantautore trasteverino prende a sorpresa una direzione diversa, rispetto al disco del 2017. Il suo "Stanza singola" è un album che solo in parte recupera il linguaggio del progetto come duo e per lo più dal punto di vista musicale, incentrato su sonorità acustiche con una leggera spolveratina di elettronica (la produzione è di Ceri, già braccio destro di Frah Quintale e Coez, e tra i musicisti che hanno suonato nel disco c'è Giorgio Poi). Per il resto, le canzoni si collocano altrove rispetto alla Roma già ampiamente cantata in "Polaroid", con testi che pur continuando ad essere calati nell'immaginario capitolino ("E i gabbiani in girotondo mi sembrano avvoltoi", canta Franco in "Oi Oi", alludendo probabilmente a quelli che all'ora del tramonto volano intorno a Piazza Venezia e al Campidoglio, minacciosi e aggressivi) allargano un po' il campo.

Quelle di "Stanza singola" sono canzoni intimiste, riflessive, sussurrate appena, che strizzano l'occhio alla canzone italiana degli anni '70 e '80, come nella title track (il duetto con Tommaso Paradiso): "Ti direi che sono qua per caso / Ma tanto lo sappiamo tutti e due / E quando metto il caffè sopra al fuoco / Faccio ancora la moka per due", canta Franco126 nel ritornello, con un pizzico d'amarezza che sembra ricordare vagamente certe atmosfere à la Califano (non a caso citato tra i riferimenti del disco). Allontanandosi dal suo background rap e hip hop, il cantautore porta la sua scrittura e il suo stile ad un livello successivo, in cui i suoi trascorsi incontrano nuove influenze e producono un risultato originale e interessante.

Seduto sul bordo del letto, in una stanza d'albergo, con lo sguardo fisso sul pavimento, Franco ripensa alle coincidenze sbagliate, alle docce gelate, ai bronci, alle frasi fuori posto, alle birre e alle occasioni sprecate, ai treni persi, agli amici che non ci sono più (come Gordo, tra i fondatori della crew di cui fa parte il cantautore, la 126, venuto a mancare quando i ragazzi erano ancora adolescenti - a lui è dedicata "Ieri l'altro", che qualcuno ha invece interpretato come un saluto a Carl Brave) e tradisce la noia e la malinconia svuotando il frigobar.
La stanza sarà pure singola, ma il letto è doppio. Chissà che da un momento all'altro non arrivi qualcuno a tirare su di morale Franchino. Proprio ora hanno bussato alla porta: "Aprime, so' io, 'nnamose a fa' 'n giro ar Fontanone". 
È la scena che tutti si aspettano.

TRACKLIST

01. San Siro (04:01)
02. Stanza Singola (feat. Tommaso Paradiso) (03:16)
03. Brioschi (03:39)
04. Fa Lo Stesso (03:25)
05. Parole Crociate (03:06)
06. Nuvole Di Drago (04:17)
07. Frigobar (04:24)
08. Oi Oi (03:13)
09. Vabbè (03:34)
10. Ieri L'Altro (03:50)
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