«CHRIS CORNELL - Chris Cornell» la recensione di Rockol

La grande voce di Chris Cornell nel primo disco postumo

Ad un anno e mezzo dalla scomparsa, un cofanetto ricorda il grande cantante: la recensione

Recensione del 16 nov 2018 a cura di Redazione

La recensione

La morte improvvisa di Chris Cornell è uno di quelle cose da cui non ci siamo ancora ripresi. Una scomparsa improvvisa, di un artista relativamente giovane, che non aveva mai dato particolari segni di squilibrio (almeno in pubblico) né di disagio. E, soprattutto, una delle voci più belle che il rock abbia mai avuto.
Un anno e mezzo dopo, ecco il primo disco postumo, una raccolta che esce in due versioni: una singola 7 brani e Box Deluxe da 64 tracce, 11 delle quali inedite. 

La storia del disco: 
Il progetto è stato curato dalla vedova Vicky Cornell  per conto della Chris Cornell Estate con Universal Music (che pubblicava i dischi dei Soundgarden e di Cornell solista). La scelta è stata quella di ricostruire la carriera di Cornell, dai Soundgarden (si apre con il rumore di un jet che sorvola il cielo in "Hunted down") alle prove soliste, alle sue varie sfaccettature.

Cosa c’è dentro
Di tutto, in ordine cronologico: Soundgarden, dischi solisti, estratti dai lavori con gli Audioslave e dalla reunion dei Temple of The Dog, nonché - i vari pezzi sparsi qua e là, a partire da quello scritto e inciso per "Casino Royale", di James Bond, "You Know My Name".
Ahinoi, ci sono anche un paio di pezzi del periodo di "Scream", l'album dance prodotto da Timbaland ("Talento sprecato", ne scrivemmo al tempo): il remix di Steve Aoki di "Part of me" è, se possibile, ancora più brutto dei pezzi del disco. Tra le varie chicche c'è pure "Lies", che Cornell incise con il collettivo italiano Gabin nel 2010.

11 gli inediti, a partire da  "When bad does good", canzone usata comne singolo. Sono presenti  "Reach down" e "Stargazer" (cover dei Mother Love Bone) tratte dal concerto a Seattle del tour della reunion dei Temple of Dog, "Hey baby (Land of the new rising sun)", che Cornell incise insieme ai M.A.C.C. (progetto formato insieme a McCready, Ament e Cameron) per un disco tributo a Jimi Hendrix e un duetto con Cat Stevens/Yusuf Islam su "Wild world".
Mancano inevitabilmente molte cose - ne facciamo notare una, una soltanto: "Fell on black days" da "Superunknown", canzone centrale della produzione dei Soundgarden, che Cornell ha praticamente sempre cantato dal vivo.

Perché ascoltarlo
"Chris Cornell" cerca di mettere d'accordo tutti: i fan, offrendo una raccolta con brani inediti e rarità; e l'ascoltatore casuale, che può avere un'immagine completa della "legacy" di questa voce, che ne ha fatte veramente di ogni colore.

La canzone fondamentale
"When bad does good", l'inedito centrale: paerte voce e organo, con l'acustica che si unisce, poi entra la batteria. Un'interpretatazione vocale da brividi, perfetta. Una gran canzone  che lascia intuire cosa avrebbe ancora potuto fare. Si dice che ci siano diversi inediti nei cassetti - sia dei Soundgarden, che stavano già lavorando ad un disco al momento della scomparsa, sia di Cornell solista. Speriamo vedano la luce presto.
Intanto, questa raccolta fa male e bene, pensando a cosa abbiamo perso, e a cosa ci ha lasciato.

TRACKLIST

#1
01. Hunted Down (02:41)
02. Kingdom Of Come (02:35)
03. Flower (03:26)
04. All Your Lies (03:50)
05. Loud Love (04:57)
06. Hands All Over (06:01)
07. Say Hello 2 Heaven - 25th Anniversary Mix (06:22)
08. Hunger Strike - 25th Anniversary Mix (04:02)
09. Outshined (05:11)
10. Rusty Cage (04:26)
11. Seasons (05:45)
12. Hey Baby (Land Of The New Rising Sun) (05:29)
13. Black Hole Sun (05:18)
14. Spoonman (04:07)
15. Dusty (04:34)
16. Burden In My Hand (04:49)

#2
01. Sunshower (05:54)
02. Sweet Euphoria (03:06)
03. Can't Change Me (03:22)
04. Like A Stone (04:53)
05. Cochise (03:43)
06. Be Yourself (04:39)
07. Doesn't Remind Me (04:15)
08. Revelations (04:11)
09. Shape Of Things To Come (04:36)
11. Billie Jean (04:41)
13. Scream (06:15)
15. Ave Maria + Intro (06:09)

#3
01. Promise (04:40)
02. Whole Lotta Love (03:51)
06. The Keeper (03:57)
07. Been Away Too Long (03:37)
08. Live to Rise (04:39)
09. Lies (04:29)
10. Misery Chain - From "12 Years A Slave" (05:08)
11. Storm (05:23)
13. Only These Words (03:28)
17. The Promise (04:22)
18. When Bad Does Good (04:25)

#4
01. Into The Void (Sealth) - Live At The Paramount Theatre, Seattle/1992 (07:32)
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