Recensioni / 26 mag 2018

Parquet Courts - WIDE AWAKE! - la recensione

Parquet Courts, la vendetta del rock con le chitarre

Sì, si possono ancora fare bei dischi con le chitarre elettriche. Lo dimostra “Wide awake!”, sesto album della band di Brooklyn che mette in fila 13 canzoni dal suono elettrico pieno di fervore, lontano dalle produzioni "perfettine" contemporanee

Voto Rockol: 4.0/5
Recensione di Claudio Todesco
WIDE AWAKE!
Rough Trade Records (CD)

Il manifesto di “Wide awake!” è piazzato in bell’evidenza in apertura. Si chiama “Total football”, come il calcio totale degli olandesi negli anni ’70, ed è un’affermazione fiera e sovreccitata della forza del collettivo e un incitamento a sovvertire lo status quo. Si canta di operai, poeti e insegnanti uniti per smontare il sistema. Nel 2018, épater la bourgeoisie significa sbattere in faccia ai conservatori la propria fluidità, così canta Andrew Savage. E non è tanto quel che dicono, i Parquet Courts. È come lo suonano. È il modo in cui un semplice riff anni ’70 apre la strada a una linea di basso propulsiva, è come gli staccati sottolineano le parole, è il coro quasi militaresco, è il testo gridato che battaglia con le chitarre distorte, è la foga con cui la canzone sembra correre verso il finale, verso quel “In culo a Tom Brady”, quarterback dei New England Patriots usato qui quale simbolo del macho individualista.

Nel sesto album, la band americana racconta questo tempo caotico e lo fa non con ironia distaccata o nichilismo, ma con la voglia di buttarsi nel mischia. Ci sono pezzi che sembrano fatti apposta per prendersi a cazzotti e altri che rimandano a una soffice psichedelia. Ci sono canzoni declamate, come “Violence” su come la violenza permei la società americana. C’è un pezzo in cui la band si chiede che cosa sia normale e cosa non lo sia oggigiorno e uno che riflette sulla morte. C’è un’improbabile seconda parte di “Freebird” dei Lynyrd Skynyrd e c’è una canzone che, un po’ come Ani DiFranco anni fa, chiede come ci si fa ad abituarsi a camminare per strada, vedere un senzatetto accampato sul marciapiede e passare oltre.

Sono canzoni per lo più brevi e vitali, slabbrate e piene di clangori, suonate e cantate con sfacciataggine. Se per caso avete conosciuto i Parquet Courts con il concept album di Daniele Luppi “Milano” troverete qui un gruppo decisamente meno cool e più molesto, alla ricerca di un suono urbano ed elettrico. Sembra punk-rock, ma è art rock. “Wide awake” è costruito con intelligenza, le canzoni sono a volte legate l’una all’altra, non danno tregua, nel finale ci sono alcune sorprese come “Death will bring change”, una riflessione sugli effetti della morte in un incidente automobilistico della giovanissima sorella di Austin Brown arricchita da un coro di scolari.

Prodotto da Danger Mouse, una scelta inusuale per la band (entrambi hanno collaborato con Luppi), “Wide awake!” riporta il rock a un livello espressivo al tempo stesso primitivo e sofisticato. Primitivo perché queste sono canzoni dalle linee apparentemente essenziali, che anche nell’uso di strumenti estranei al canone basso-chitarra-batteria, come l’Omnichord, è sempre viscerale e sporco. Sofisticato perché i testi, a parte alcune eccezioni come la title track, sono più articolati e interessanti dei soliti slogan anti-sistema e perché i Parquet Courts prendono a prestito la fisicità e il senso ritmico da dub e funk, rendendo sexy il punk-rock. Questo suono elettrico e pieno di fervore e volutamente scorticato, lontano dalle produzioni perfette contemporanee, serve per raccontare il caos in cui viviamo senza farsi annichilire dalla rabbia. C’è del divertimento e persino della dolcezza. Come dice l’ultima canzone, un pezzo disco-funk guidato da chitarra e pianoforte, “ho bisogno di una dose di tenerezza”.

TRACKLIST

01. Total Football - (04:01)
02. Violence - (04:05)
03. Before the Water Gets Too High - (04:05)
04. Mardi Gras Beads - (02:43)
05. Almost Had to Start a Fight/In and Out of Patience - (03:14)
06. Freebird II - (02:55)
07. Normalization - (02:11)
08. Back to Earth - (03:54)
09. Wide Awake - (02:38)
10. NYC Observation - (01:22)
11. Extinction - (01:41)
12. Death Will Bring Change - (02:42)
13. Tenderness - (03:06)