«LOVE IS DEAD - Chvrches» la recensione di Rockol

Chvrches - LOVE IS DEAD - la recensione

Recensione del 25 mag 2018 a cura di Mario Guerci

La recensione

Il trio synth pop, guidato dalla bella e talentuosa Lauren Mayberry, è tornato con un nuovo album a distanza di cinque anni dall’acclamato debutto “The Bones of What You Believe” e a tre dalla riconferma “Every Open Eye” del 2015. La sfida per i Chvrches doveva essere appunto quella di ripetersi dopo due lavori così ben riusciti: le attese e le aspettative dei fan erano altissime e l’impresa per la band scozzese era tutt’altro che semplice.

La band ha iniziato a lavorare su “Love Is Dead” il 7 febbraio 2017, a Los Angeles. Il disco è il primo album dei Chvrches non autoprodotto, il trio si è affidato infatti a Greg Kurstin, produttore statunitense noto per aver lavorato con artisti come Adele, Sia, Beck, Liam Gallagher e Foo Fighters.  Tra gli altri nomi che hanno collaborato alla realizzazione dell’album, ci sono quelli di Steve Mac (Shakira, Demi Lovato), David Stewart degli Eurythmics e Matt Berninger dei National, quest’ultimo presente nel brano “My Enemy”; insomma, mica nomi da poco.

“Love is dead” è uno di quei dischi da ascoltare tutto d’un fiato, fatto di canzoni molto diverse tra loro sia dal punto di vista delle sonorità che dei contenuti. L’opening track "Graffiti" è un pezzo che arriva dritto all’ascoltare, le immagini di adolescenti che scarabocchiano le loro emozioni sulle pareti bianche dei bagni riportano alla mente immagini esuberanti e nostalgiche; mentre le potenti "Graves" e “Heaven/Hell” sono un chiaro riferimento alla tragedia della Grenfell Tower dello scorso anno e alla crisi dei rifugiati in Europa. Le strofe arrivano all’ascoltatore come un pugno nello stomaco: "Lasciando corpi nelle trombe delle scale / Lavando i panni sulla spiaggia", “Ti chiedi mai cosa abbiamo imparato? / Possiamo alzare i bicchieri e ballare sulle ceneri mentre queste bruciano / È questo il paradiso o è questo l’inferno?”.

La leader del gruppo Lauren Mayberry spiega: "Gran parte del disco riguarda quello che sta succedendo nel mondo, la politica, l’emergenza umanitaria, la sfiducia nel governo, ma anche quello che succede nelle nostre vite ora, adesso". “Love Is Dead' è un album che parla di crescere e di fare i conti con il fatto che nel mondo ci sono cose sia grandiose ma anche terribili e che non si può vivere solo le une o le altre”.

La più grande delusione di tutto il disco è il duetto con Matt Berninger dei National in "My Enemy". Mayberry e Berninger sono due delle voci più interessanti della musica contemporanea, ma nel brano sembra quasi che i due si vogliano trattenere nel dare il tutto per tutto: Mayberry non è sfacciata e diretta, e Berninger non tocca quella profondità che ci ha abituati sentire con i suoi National. Il ritmo del brano è anemico ed entrambi cantano come se fossero nel momento romantico di una festa di fine anno del college.

“Love is dead” è un album che tratta un po’ di tutto, ma questa mancanza di specificità rischia di essere totalmente impersonale, il dolore e la rabbia messi lì un po’ a caso finiscono per rimanere fini a sé stessi. Il disco rimane comunque un’altra grande prova del trio scozzese, dopo averlo ascoltato, tutto si percepisce tranne che la “morte dell’amore”; anzi, i Chvrches ci spronano a mantenerlo in vita questo amore.

TRACKLIST

01. Graffiti (03:38)
02. Get Out (03:51)
03. Deliverance (04:12)
04. My Enemy (03:53)
05. Forever (03:44)
06. Never Say Die (04:23)
07. Miracle (03:08)
08. Graves (04:43)
09. Heaven/Hell (05:05)
10. God's Plan (03:31)
11. Really Gone (03:11)
12. ii (01:09)
13. Wonderland (04:35)
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