«STRANGERS - Ramona Flowers» la recensione di Rockol

Tutta la dolcezza dei Ramona Flowers - pure troppa

Un album delicato, forse troppo, che fa focalizzare l’attenzione più su quello che manca che su quello che c’è...

Recensione del 22 mag 2018 a cura di Daria Croce

La recensione

The Ramona Flowers escono con “Strangers” e noi, guardando la copertina, ci aspettiamo qualche fiammata (sarà il richiamo a "Lick" dei Lemonheads o quello alla Ramona Flowers, personaggio fumettistico sopra le righe?). Invece è un album delicato, sicuramente ben prodotto, a cui non mancano tocchi di eleganza.

La band inglese sa mescolare gli ingredienti giusti del synthpop, dell’electropop, dell’indiepop - e così via, con le solite catalogazioni da recensione - però, ascoltando con attenzione, si tende a focalizzare l’attenzione più su quello che manca che su quello che c’è.

Questo album tende la mano al pop ancora più dei lavori precedenti, tant’è che spesso si ha la sensazione di sentire degli allievi di George Michael, ai quali, tuttavia, manca il fuoco del maestro. L’intro di “Out Of Focus”, seconda traccia del disco, fa sperare in una versione 2.0 di “I Want Your Sex” del compianto George, ma di Sex c’è davvero poco o niente.

Forse The Ramona Flowers, con un pizzico di audacia, potrebbero provare a dipingere il pop con maggiore spinta, calore e intensità, ma è anche vero, come diceva Don Abbondio, che “il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare”. Quindi è molto probabile che i cinque ragazzi inglesi abbiano volutamente scelto il cammino della moderazione e della dolcezza, rinunciando anche a quell’influenza new wave che aveva caratterizzato le produzioni precedenti.

Sarà la recente suggestione legata alla serie spagnola “La casa di carta”, ma ci sembra di gran lunga più incisivo un brano come “Tokyo”, che apre “Dismantle and Rebuild” del 2014. Qualcuno dirà che ricorda i Muse, ma tutto può ricordare tutto in questa epoca di musica liquida - Bauman approverebbe? Chissà.

Quello che è certo è che “Strangers” può essere un buon album di sottofondo, per gli amanti del genere, ma manca una Tokyo in carne e ossa con il mitragliatore, come nella sequenza de “La casa di carta”, per colpirci davvero al cuore.

TRACKLIST

01. Strangers (03:29)
02. Out Of Focus (03:45)
03. Come Alive (03:15)
04. Ghost (03:44)
05. Dramatist (03:14)
06. Same Sun (04:12)
07. If You Remember (03:45)
08. Seeing Double (03:14)
09. Venice (03:27)
10. Numb Drunk (04:09)
11. Supplement (Slide) (02:47)
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