«FREE YOURSELF UP - Lake Street Dive» la recensione di Rockol

“Free Yourself Up” il disco liberatorio e più pop dei Lake Street Dive.

Il quartetto di Boston si presta in questo sesto disco a un suono decisamente più radio friendly, e infatti sta già salendo, per la prima volta, la top 10 della classifica Billboard.

Recensione del 21 mag 2018 a cura di Michele Boroni

La recensione

I Lake Street Dive sono una band di eccellenti musicisti del New England Conservatory of Music di Boston partiti dal soul jazz e dal r&b che oggi, giunta al sesto disco, vira decisamente verso un pop radiofonico e adulto, e la presenza in questi giorni per la prima volta nella top 10 della Billboard 200 lo conferma.

La prima traccia “Baby don't leave me alone with my thoughts” farà gioire gli amanti di quel yacht rock misto a r&b stile Dobbie Brothers, poi il disco però prende delle tinte più rock fm (“You are free”, “Dude”), ma c'è anche spazio per soul (“Shame, Shame, Shame”) ed efficaci ballad (“I can change”).

I Lake Street Dive possiamo definirli come una band multi-genere, nel senso che con la loro preparazione musicale possono davvero fare quel che vogliono, in questo caso all'interno del pop accessibile e leggermente retrò. Ed è proprio questo eclettismo ad essere il pregio e, allo stesso tempo, il limite del quartetto (+ tastierista) di Boston e di questo loro sesto disco. Alla base di questo “Free Yourself Up” c'è la voce calda e soul di Rachael Price che in più parti ricorda quella di Dusty Springfield, anche se è la bassista Bridget Kearney (già autrice di un disco solista nel 2017) ad essere l'autrice della maggior parte delle tracce. Forse sono proprio i testi molto femminili tra l'empowerment, l'ironico e il fiero - che in tempi di #metoo stanno sempre bene – a fare la parte da leone: in “Good Kisser” la Price ammonisce l'ex fidanzato che non riesce a trattenersi dal parlare agli amici della loro relazione ("Se vuoi dirli tutto / Digli che sono una buona baciatrice / Dì loro tutte le cose mi hai detto / Nel tuo bisbiglio disperato"), in “Dude” si mette insieme politica e differenze di genere (“Vorresti di più? Se io fossi un ragazzo?”) e infine nella ballata positivista del singolo “I Can Change” che rende onore al titolo “Free Yourself Up”.

Un disco piacevole e suonato divinamente ma che, da queste parti, si fa presto a dimenticare, anche se è comprendibile l'attrazione dell'ascoltatore medio FM americano. Dai Lake Street Dive è lecito però aspettarsi di più.  

TRACKLIST

02. Good Kisser (03:38)
04. I Can Change (03:11)
05. Dude (05:33)
06. Red Light Kisses (04:11)
08. You Are Free (03:46)
10. Hang On (04:43)
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