«CONQUERORS OF ARMAGEDDON - Krisiun» la recensione di Rockol

Krisiun - CONQUERORS OF ARMAGEDDON - la recensione

Recensione del 06 mar 2000

La recensione

Il Brasile è conosciuto dai turisti occidentali come una terra dai paesaggi incantevoli, baciata dal sole e dalle belle donne. Contrapposto ad un panorama da cartolina ne troviamo accanto uno meno bello e soprattutto tristemente noto: quello delle favelas. Miseria, violenza e fame sono all'ordine del giorno nel ghetto brasiliano e cotanto strazio non poteva che ispirare musicalmente alcuni gruppi di metal estremo provenienti da quella nazione: Sepultura, Ratos De Porao e Krisiun. Questi ultimi sono forse i meno conosciuti, ma i più aggressivi e visionari del mucchio appena citato, autori di un death-metal brutale e senza compromessi i cui argomenti spesso sfociano in profezie apocalittiche. Il nuovo disco su Century Media "Conquerors of armageddon" si avvale della produzione di Erik Rutan, già chitarrista di Morbid Angel, Hate Eternal e Ripping Corpse, ma anche amico e compagno di tour degli stessi Krisiun. L'inquietante sensazione di assistere ad una vera e propria guerra per la sopravvivenza e la salvezza dell'anima si dipana per tutto l'ascolto di "Conquerors of armageddon". Il preludio ad un'imminente fine del mondo è annunciato dalla prima e sconvolgente canzone introduttiva, "Ravager", dove il drumming di Max Kolesne è veloce, preciso e potente come un martello pneumatico, mentre i vocals del bassista Alex Camargo sono brutali e taglienti come mai. La mano di Rutan e l'influenza del death metal floridiano tipico dei Morbid Angel si fa sentire nella successiva "Abyssal gates", proseguendo anche nell'introduzione ritmata di "Soul devourer" e nella cavalcata di "Cursed scrolls", il cui incedere si trasforma in una vera ondata di brutalità sonora orchestrata dai riffs schizoidi di Moyses Kolesne. Pur non appartenendo propriamente alla schiera di gruppi osannati dagli adepti del black-metal, il death brutale contenuto nel nuovo album dei Krisiun si farà ben apprezzare anche da questi ascoltatori abituati ad inneggiare violentemente all'oscurità e al Signore delle tenebre. Non sarà poi un caso se un gigantesco pentagramma compare ben visibile sulla mascherina del cd.
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