Recensioni / 03 mag 2018

Neil Young - ROXY: TONIGHT'S THE NIGHT LIVE - la recensione

Neil Young uccide il proprio mito al Roxy

“It’s party time, folks”, dice Neil Young. Un live del 1973 al Roxy di Los Angeles mostra la vitalità e la voglia di divertirsi assenti dallo spettrale “Tonight’s the night”.

Voto Rockol: 4.0 / 5
Recensione di Claudio Todesco
ROXY: TONIGHT'S THE NIGHT LIVE
Silver Bow Productions, Inc. (Digital Media)

“The first topless girl who get up here gets one of these boots, ladies and gentlemen”, dice scherzosamente Neil Young prima di eseguire “Tonight’s the night”, requiem per un amico morto per overdose. Che c’entrano le ragazze in topless con una musica da funerale? Che succede al Roxy? “Tonight’s the night” del 1975 è l’album in cui il cantante canadese si mette definitivamente alle spalle la cultura hippie per esplorare la decadenza sua e della scena rock dell’epoca. Basato su quel disco, “Roxy – Tonight’s the night live” ne rinnova il culto e ne arricchisce il significato. Il disco raccontava, tra le altre cose, anche il bisogno di pace, la necessità di fuggire, la promessa di una vita migliore. Sul palco del Roxy, Neil Young e i Santa Monica Flyers sembrano volere mantenere quella promessa, almeno per una sera. Il funerale di “Tonight’s the night” si trasforma in una gioiosa veglia fra amici.

Registrato nel 1973 e pubblicato solo due anni dopo, “Tonight’s the night” rappresenta la reazione di Neil Young alle morti legate all’uso di droga di due amici, il chitarrista dei Crazy Horse Danny Whitten e il roadie Bruce Berry. “Mi spiace”, scriveva il canadese. “Non conoscete queste persone, questa roba non ha alcun significato per voi”. Non era necessario conoscere le vicende di Berry e Whitten per calarsi nel mondo cupo e privo di gioia di “Tonight’s the night”. L’album raccontava la cultura della droga dei primi anni ’70 con testi diretti e prosaici, colori musicali scuri, una produzione da buona la prima. Era un Neil Young stonato (letteralmente e metaforicamente) e a volte difficile da ascoltare. Le canzoni erano tetre e prive d’ogni senso di gioia, la produzione slabbrata, quasi fosse il frutto di una mano malferma. Pur non essendo uno degli album di Neil Young più amati dal pubblico e nemmeno uno dei suoi migliori dal punto di vista musicale, “Tonight’s the night” è circondato da un culto assoluto, da una devozione genuina per il senso di disperazione e nichilismo che esprimeva.

Poche settimane dopo aver registrato l’album, Neil Young inaugurò il Roxy di Los Angeles proponendolo sostanzialmente per intero durante due set ogni sera. In “Roxy – Tonight’s the night live”, registrato tra il 20 e il 22 settembre 1973, appaiono nove canzoni tratte dall’originale, più una versione solare di “Walk on” dall’album “On the beach” che sarebbe uscito nel luglio 1974, finale perfetto con quella frase che diceva più o meno: alcuni si fanno, altri diventano strani, ma prima o poi la realtà bussa alla porta. Accompagnato dai musicisti con i quali ha inciso l’album, ovvero Ben Keith, Nils Lofgren, Billy Talbot e Ralph Molina, Young trasforma il disco. Le registrazioni in studio hanno un tono funebre e un passo traballante, le esecuzioni dal vivo sono più lucide e vitali. Nei Young sembra divertirsi. “Welcome to Miami Beach”, dice appena salito sul palco. E poi: “Dieci anni nel music business, gente. Mi sento come Perry Como”.

Sul palco del Roxy, le canzoni di “Tonight’s the night” escono come normalizzate, nel bene e nel male. Neil Young e i Santa Monica Flyers le raddrizzano, offrendo versioni paradossalmente più centrate e meno bislacche di quelle appena registrate. Da alcune performance emerge un lato ironico e soprattutto il piacere di suonare assenti dalle registrazioni in studio che sembrano gravate da dolore e alterazione dei sensi. Il live al Roxy non ha il fascino crudo, l’atmosfera spettrale, il pathos di “Tonight’s the night”, eppure ne è il perfetto complemento. È la risposta alla domanda di requie sottesa a “Mellow my mind”, piazzata programmaticamente subito dopo l’apertura: “Baby, placami i pensieri”.

Pubblicato in edizione speciale per il Record Store Day e giunto pochi giorni dopo nei negozi e sulle piattaforme di streaming, “Roxy – Tonight’s the night live” è un’altra prova del carattere iconoclasta di Neil Young. Ascoltatelo e troverete un artista che fa a pezzi il personaggio sensibile e pensoso con cui lo si identificava in quegli anni. Ascoltatelo e, col senno di poi, troverete un artista che distrugge persino il mito di “Tonight’s the night”, disco drogato e disperato: “Benvenuti a Miami Beach, è tutto più a buon mercato di quanto sembri”.

TRACKLIST

01. Intro - Live - (00:50)
02. Tonight's the Night - Live - (06:48)
03. Roll Out the Barrel - Live - (00:52)
04. Mellow My Mind - Live - (03:10)
05. World on a String - Live - (02:43)
06. Band Intro - Live - (01:23)
07. Speakin' Out - Live - (06:37)
08. Candy Bar Rap - Live - (00:30)
09. Albuquerque - Live - (03:51)
10. Perry Como Rap - Live - (00:17)
11. New Mama - Live - (02:29)
12. David Geffen Rap - Live - (00:35)
13. Roll Another Number (For the Road) - Live - (04:40)
14. Candy Bar 2 Rap - Live - (00:27)
15. Tired Eyes - Live - (07:02)
16. Tonight's the Night - Pt. II Live - (06:37)
17. Walk On - Live - (03:37)
18. Outro - Live - (00:31)