EAT THE ELEPHANT

Bmg (CD)

Voto Rockol: 3.5 / 5

di Claudio Todesco

Ci sono sfide da superare che sembrano enormi, elefanti in una stanza che non sappiamo come affrontare e solitudini letali e desideri deleteri da abbandonare. Ci sono illusionisti da cui tenersi alla larga, uomini di potere arroganti, ossessioni al silicone. C’è una nuova beatitudine evangelica e non recita più “beati gli afflitti, perché saranno consolati”, ma “vaffanculo, sei da solo”. C’è l’ombra della morte sul quarto album di A Perfect Circle, ma c’è anche un finale incoraggiante. Il tempo per esitare è finito, canta Maynard James Keenan che chiede di “modellare assieme l’arcobaleno”. La frase fa tanto hippie di cinquant’anni fa, ma il tono è quello di un essere umano a cui è stata succhiato via ogni rimasuglio di vita. L’elefante che all’inizio dell’album sembrava spaventoso e gigantesco può essere mangiato, un boccone alla volta.

I fan di Maynard James Keenan sanno che cosa vuol dire aspettare. L’ultimo album dei Tool risale al 2006 e per trovare un disco di canzoni autografe firmate A Perfect Circle bisogna risalire al 2003. A quanto pare, anche grazie alla mediazione del produttore Dave Sardy, i due leader e autori della band, Maynard James Keenan e Billy Howerdel, hanno finalmente trovato l’equilibrio necessario per dare una direzione a un disco che dice alcune cose molto chiare su ipocrisia, potere, volontà, isolamento, corruzione. Le dice mischiando vari registri, dall’immaginifico al biblico, con un’enfasi che non appartiene alla musica del nostro tempo.

Nella prima parte, “Eat the elephant” ha un passo lento e maestoso, è placido e assieme incantatore. Al posto di colpire con forza, costruisce trame sonore con pacatezza. Note sparse di pianoforte e lenti cambi armonici descrivono un tipo di sottile malinconia, una sorta di smarrimento. Il carattere essenziale del disco è però illusorio: “Eat the elephant” è maestoso e potente anche quando la band non dispiega tutte le sue forze. Poi succede qualcosa. Una frase di chitarra evoca l’“Enola Gay” degli Orchestral Manoeuvres in the Dark e difatti in “So long, and thanks for all the fish”, titolo preso in prestito dallo scrittore Douglas Adams, si canta di olocausto nucleare come di “un radioso crescendo”, il tutto accompagnato da una casa in quattro e una melodia che fa tanto pop anni ’60.

Nella seconda parte, “Eat the elephant” mette assieme echi di Pink Floyd e di Porcupine Tree, riff brutali e melodie pop che alleggeriscono il tono, crescendo epici, suoni cui viene dato il tempo di espandersi, passaggi prog metal, chitarre alla Cure, un pezzo già noto ma in versione lievemente differente (“By and down the river”), uno strumentale, voci robotiche e qualche assolo di chitarra. È musica fuori da questo tempo eppure mira a raccontarla, quest’epoca, a dire dei “thoughts and prayers” che riempiono i social mentre “i cadaveri s’accumulano”, dei danni collaterali di cui nessuno si cura, di speranze svanite. In definitiva, del bisogno di disconnettessi da tutto ciò che ci aliena e di riconnetterci fra di noi.

Accompagnati da James Iha (ex Smashing Pumpkins), Jeff Friedl e Matt McJunkins, che nel novembre 2015 era sul palco del Bataclan con gli Eagles of Death Metal, Keenan e Howerdel hanno assemblato un disco di rock adulto affascinante e cupo, sebbene imperfetto. Non tutte le canzoni hanno lo spessore che uno vorrebbe, nella seconda parte il disco diventa musicalmente meno coeso, il songwriting s’appanna, ma nei momenti migliori arrangiamenti e tessiture espandono il senso delle composizioni. Nonostante i difetti, “Eat the elephant” ha il fascino che manca ad altri dischi rock. E poi c’è Keenan che gioca con la voce, passa dal suo timbro più roco a quello più delicato e ottiene il medesimo effetto: riesce a far sembrare grandi rivelazioni anche le parole più semplici.

TRACKLIST

01. Eat The Elephant - (05:13)
02. Disillusioned - (05:53)
03. The Contrarian - (03:58)
04. The Doomed - (04:41)
05. So Long, And Thanks For All The Fish - (04:26)
06. TalkTalk - (04:15)
07. By And Down The River - (05:04)
08. Delicious - (03:49)
09. DLB - (02:06)
10. Hourglass - (05:14)
11. Feathers - (05:48)
12. Get The Lead Out - (06:40)