«I GIORNI DEL RINOCERONTE - Foscari» la recensione di Rockol

Foscari: leggi qui la recensione de "I giorni del rinoceronte"

Tempo d'esordio per Marco Foscari in arte Foscari, classe ’87 di Cava de’ Tirreni, ma romano di adozione. Nove pezzi tra indie, pop e cantautorato.

Recensione del 19 apr 2018 a cura di Marco Jeannin

La recensione

Questo disco è principalmente un invito all’osservazione. Osservazione delle cose, degli eventi, del mondo che ci circonda, come condizione generale per la creazione di qualsiasi atto della nostra vita, sia poetico che quotidiano. E’ un invito all’empatia nei confronti del mondo animato ed inanimato fuori di noi, per accorgersi di esserne parte nelle stesse modalità. Avere il tempo di fermarsi a guardare con attenzione ciò che nella vita frenetica ci sfugge sotto gli occhi.

Marco Foscari in arte solamente Foscari, è un cantautore classe ’87 di Cava de’ Tirreni, ma romano di adozione. Tanta arte nella sua formazione, tanta musica studiata a tavolino e affinata sul palco. “I giorni del rinoceronte” è il suo disco d’esordio, nove pezzi anticipati dal singolo “Stabile non è” scritti interamente da Marco Foscari, prodotti da Antonio Rossi e Marco Foscari. Partendo dall’opening “Particelle” Foscari imposta la rotta immediatamente in una direzione a cavallo (indie) pop e cantautorato che ricorda molto un Brunori particolarmente spensierato (e De Gregori di rimando, vedi la conclusiva “Te lo confesso”). Il buon singolo “Stabile non è” conferma quanto appena detto, rallentando leggermente il ritmo per potersi prendere il tempo per una riflessione dai toni vagamente malinconici. Idem “Trasparente”, in cui buon lavoro sui suoni e sugli arrangiamenti inizia a prendere sempre più importanza: quelli di Foscari sono pezzi dalla grande contabilità proprio perché sostenuti da un apparato sempre molto melodico ma mai scontato. Quindi via con pezzi come “Giorno”, bello il crescendo di pathos (un pelo meno interessanti invece le sfumature Calcuttiane), la spigliata “Incline al canto” o il potenziale singolo “Tempesta”, un pezzo perfetto per la radio della mattina e affrontare la giornata:

Le nove canzoni che compongono il disco sono un viaggio, non necessariamente legato in senso logico, ma con, di fondo, un filo conduttore: la scoperta del mondo esterno dentro di noi. Sono nove domande all’universo, nove desideri lanciati nell’etere, che lasciano all’ascoltatore la possibilità di rispondersi o di decidere di non rispondersi.

… e mi preparo sereno ad un’altra tempesta.

TRACKLIST

01. Particelle (03:12)
02. Stabile non è (03:37)
03. Trasparente (03:21)
04. Giorno (03:54)
05. Incline al canto (03:05)
06. Stendhal (03:44)
07. Eliot (03:23)
08. La tempesta (03:18)
09. Te lo confesso (03:01)
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