«ONLY HUMAN - Calum Scott» la recensione di Rockol

La recensione di "Only Human" di Calum Scott

Recensione del 26 apr 2018 a cura di Redazione

La recensione

Segue in tutto e per tutto il tono e le atmosfere della canzone con la quale Calum Scott ha fatto la sua bella figura al talent show Britain’s Got Talent nel 2015 il disco d’esordio dell’artista britannico nato nello Yorkshire. Il brano era “Dancing On My Own”, reso celebre dalla cantante svedese Robyn nel 2010 e da lei composto insieme a Patrik Berger. All’epoca della sua uscita, Robyn aveva detto della traccia che si trattava di un tributo a “quegli inni gay da discoteca intrinsecamente tristi”. Ecco, “Only Human”, è in qualche modo questo, e non a caso contiene ben due versioni di “Dancing On My Own”, una delle quali nel remix del DJ e produttore olandese Tiësto. Il tema è essenziale per l’artista classe 1988, che centra il disco sul percorso che l’ha condotto verso il suo coming out e che sente un urgente bisogno di condividere. Lo fa con un British folk emozionale con derive dance e un ruolo di primo piano affidato alla voce ma lo fa soprattutto seguendo modelli come Adele, Sam Smith, Ed Sheeran, da lui citati come punti di riferimento. Sono i suoi preferiti, e si sente: “Tutti loro scrivono dal cuore, dai loro passati”, ha dichiarato in un’intervista a Billboard Calum Scott, che persegue esattamente lo stesso obiettivo, con l’idea che scrivere canzoni sia come “tirare fuori diversi pezzi di cuore”.

Se “If Our Love Is Wrong” è il centro tematico del disco – “è il brano del mio coming out. Sono stato terrorizzato per molto tempo da quello che la gente pensava della mia sessualità e non volevo trovarmi nella posizione di perdere i miei fan e non poter fare il mio lavoro” -, dal punto di vista della linea musicale la canzone simbolo è “Come Back Home”, un soul pop da radio intenso e facile alla lacrima. La ballata romantica è la sottotraccia di ogni brano, più ritmato (“Rhythm Inside”), più languido (“Hotel Room”) o più spezzacuore (“You Are The Reason”) che sia.

L’impressione è che Calum Scott sia molto bravo a fare quello che fa, come un atleta che insiste ad allenarsi sugli stessi muscoli fino allo sfinimento, con poco interesse ad alzare lo sguardo. Sia dal punto di vista della musica che da quello dei testi, infatti, il nostro ha un approccio ostinato. La stessa scelta di concentrare tutto l’album sul travagliato percorso che l’ha infine portato a vivere liberamente il suo orientamento sessuale può risultare un po’ eccessiva, rischiando di saziare in fretta. Senza dimenticare che si tratta di un primo disco, la speranza è che nei successivi il taglio si faccia meno manieristico: un po’ di duttilità in più potrebbe fare miracoli.

TRACKLIST

02. Give Me Something (03:16)
03. Rhythm Inside (03:32)
04. You Are The Reason (03:24)
05. Come Back Home (03:10)
07. Dancing On My Own (04:20)
08. Only You (03:45)
10. What I Miss Most (03:51)
11. Hotel Room (03:40)
12. Good To You (03:50)
13. Not Dark Yet (03:35)
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