TREE – ROOTS & CROWN

The Wolf (Digital Media)

Voto Rockol: 4.0 / 5

di Fabrizio Zanoni

Valeva la pena attendere tre anni dal precedente "Soul of a Supertramp" e anche i sei mesi di ulteriore ritardo rispetto alla prima annunciata data di uscita di questo album. Non starò a tediarvi con la spiegazione dei giochi numerici che Mezzo, appassionato di numerologia, si è inventato anche per questo album: la sostanza di questo disco doppio abita altrove.

Stiamo parlando di un rapper che divide come pochi la scena. La sua fanbase ascolta praticamente solo lui, sostenendo che nessuno raggiunge il suo livello, altri gli rimproverano una sostanziale pesantezza. La verità spesso cammina a metà strada, ma in questo caso il braccio della bilancia pende più a favore del rapper con il passamontagna.

È vero, Mezzosangue a volte rimane impigliato nelle sue buone intenzioni, ma mette costantemente una enorme quantità di dettagli in ogni singola traccia, fa riferimenti intelligenti, si tiene lontano da trap, autotune e molti cliché del genere. Alla voce difetti possiamo imputargli il fatto che non sempre riesca a salvarsi da qualche caduta retorica.
Difetti marginali dato che "Tree Roots & Crown" è, a parere di chi vi scrive, il disco rap italiano più interessante che sia uscito nel 2018. Va premiato per la complessità del progetto (due cd da nove tracce cad., uno vecchia scuola con samp synth batterie elettroniche e scratch, il secondo interamente suonato). La qualità delle tessiture liriche, la varietà dei temi, le partiture del secondo disco e diversi gioiellini meritano palcoscenici più ampi dei suoi attuali fedelissimi.

Ecco gli appunti sulle 18 tracce. "Io sono mezzosangue" apre in modo molto convincente "Roots", il primo disco. Bello il samp vocale femminile.  "La mia famiglia" ha una costruzione del testo usata ed abusata nel rap, iniziare ogni frase con il titolo del pezzo ma è comunque un pezzo godibile. In "System error" arrivano i primi scratch e un extrabeat. Il brano ricorda molto il flow di Nitro.  "Ologramma" è un brano ambizioso depotenziato da due skit evitabili e un bit piatto.  "Umanista" ha un suono molto classico costruito su tastiera e percussioni elettroniche. 
"Backdoor" è l'ennesima critica alla scena rap, tema che ritorna in più brani di entrambi i dischi.  "Mi accompagni" inizialmente può dare l'idea di un brano d'amore ma nella seconda parte vira su altro. Su 18 tracce nessuna love song.  In "God bless ignorance" un coro ripete come un mantra "Dio benedica l'ignoranza" è Mezzo ci rappa sopra.  "Verità pt.II" riprende e sviluppa i concetti del brano che chiudeva il precedente lavoro del cantante.  E passiamo a "Crown" che apre e da il titolo al secondo album. Un cuore che batte in sottofondo, una sezione d'archi e una riflessione breve ma serrata sulla scrittura come bisogno e strumento di comunicazione.  "Fuck them Fuck rap": ancora rabbia sulla scena rap,
"Tree" per tematica ricorda un vecchio capolavoro di Frankie Hi Nrg "Autodafé" Qui Mezzosangue scrive "Alle volte male accompagnati è in compagnia di sé stessi " Francesco di Gesù lo precedeva di 25 anni con "In cattiva compagnia soprattutto se sto solo". Canzone intensa e sincera molto nello stile del rapper romano. Piacerà agli estimatori della prima ora.  "Winter" ha probabilmente il ritornello migliore del disco ed è un altro brano particolarmente convincente.  "Ned Kelly" singolo che ha fatto da anteprima all'opera sfoggia una delle frasi più d'effetto "si vende più coi dissing che coi dischi" ed è il brano più immediato e ritmato dei 18 ma suona Salmo lontano un chilometro. Praticamente il figlio illegittimo della fusione tra "Old boy" e "Killer game". Due brani con parecchi anni sulle spalle. Confrontare per credere.  "Wonderland" è una delle gemme del disco con un sax a impreziosire il tutto (perché viene usato così poco nel rap? È dai tempi di "Odio" dei 99 Posse che se ne è capita la potenzialità evocativa unita alla metrica.  "Io e te" è invece uno dei brani più intimi e personali e anche uno dei testi migliori del disco. Carina l'idea del fischio in stile western di Morricone. 

"Upside Down" affida l'unico featuring del disco a Rancore, da anni uno dei rapper più trascurati dello stivale capace di testi troppo articolati per essere apprezzato dall'ascoltatore medio italiano. La fan base del rap tricolore è ormai anestetizzata da scolaretti che si ergono a maestri  e che attaccano l'autotune anche per russare di notte, sbiascicando banalità riciclate talmente tante volte da trasformarsi nella parodia di una scena musicale. Non a caso Rancore in questo brano rappa "Se questa musica ci tratta come soldatini. Io sono pazzo, non voglio omogeneizzarmi per essere poi dato in pasto a bambini" "Destro, sinistro, montante" porta ai titoli di coda il secondo disco che dei due è, a nostro avviso, anche il migliore, con un altro piccolo capolavoro. Da sottolineare la bella suite musicale di oltre tre minuti che chiude il brano.

TRACKLIST

#1
01. Io Sono MezzoSangue - (03:28)
02. La Mia famiglia - (02:51)
03. System Error - (03:15)
04. Ologramma - (03:42)
05. Umanista - (03:06)
06. Backdoor - (03:17)
07. Mi accompagni - (03:36)
08. God Bless Ignorance - (03:16)
09. Verità Pt. II - (03:02)

#2
01. Crown - (01:43)
02. Fuck Them Fuck Rap - (03:58)
03. Tree - (03:58)
04. Winter - (04:01)
05. Ned Kelly - (02:49)
06. Wonderland - (03:18)
07. Io e Te - (03:18)
08. Upside Down (feat. Rancore) - (03:54)
09. Destro, Sinistro, Montante - (04:35)