«SUPER - Paletti» la recensione di Rockol

Paletti: leggi qui la recensione di "Super"

Terzo lavoro in studio per il cantautore bresciano Pietro Paletti, undici pezzi tra electro pop e cantautorato.

Recensione del 22 feb 2018 a cura di Marco Jeannin

La recensione

Ciao Marco, provo a parlarti un po' del mio disco: ci sono molte identità diverse che abitano la mia persona, sembro schizofrenico ma in realtà è la normalità di ogni essere umano. In questo disco esistono molte voci che parlano all'unisono e creano il caos perfetto delle mie contraddizioni, facendole sfogare ho trovato uno strano equilibrio che mi ha aiutato ad accettarmi per quel che sono. Ho scritto di getto, senza filtri e riascoltando ciò che ho fatto mi sento un po' in imbarazzo nel realizzare che degli sconosciuti sapranno cose molto intime sul mio conto ma è l'unica maniera che ho per esprimere me stesso, credo molto nella verità, per quanto complessa possa essere. Stranamente tutto questo minestrone di emozioni e di domande ha trovato un suo equilibrio in queste undici canzoni e ne vado molto fiero. Amo fare dischi ma questo è decisamente il lavoro che mi rappresenta di più.

Io e Pietro siamo amici. L'ho sentito l'altro giorno al telefono e, tra una cosa e l'altra, gli chiesto di raccontarmi qualcosa di “Super”, il suo nuovo disco, terzo lavoro in studio. L'ho fatto perché, conoscendolo, sapevo poteva dirmi qualcosa in più, qualcosa di interessante. Perché Pietro Paletti è un cantautore vero, in particolare uno di quelli che conosce la lingua e la sa usare (che Dio lo benedica) scegliendo sempre le parole con cura, in un modo senza dubbio originale. Poi, parlarci un po’ per me è stato importante perché questo disco è particolarmente importante per lui. Al centro di “Super”, undici pezzi scritti da Pietro paletti, suonati da Pietro con Matteo Cantaluppi (che ha anche curato registrazione e mix) e Simone Gelmini, c’è dunque Pietro Paletti che canta inevitabilmente se stesso, d’amore, di relazioni, di vita. Perché “Super”?

Non importa che tu sia un calciatore, un insegnante o un musicista, qualunque cosa tu faccia fai del tuo meglio e un giorno rimarrai sorpreso da te stesso. Il Socrates della copertina, per esempio, non era soltanto un calciatore raffinato, ma anche un medico, un attivista politico (suo all’80% il passaggio del Brasile da una dittatura militare alla democrazia), un padre, un bohemien, un cantante, un filosofo e un leader carismatico, ma anche una persona con le sue debolezze, che ha però saputo accettare nonostante la loro complessità.

Un calciatore super. Una persona super. “Super”, il disco, conta undici pezzi che formalmente si assestano sui binari di un pop molto ben confezionato, dall’animo sintetico ed elettronico, ottimamente costruito per fare da supporto alle interpretazioni di un Paletti sempre molto misurato nel modo di porsi, meno esplosivo rispetto al passato, più maturo, ma non per questo meno graffiante o intelligente nel rappresentare storie che vanno ben oltre la semplice melodia. Melodia che fondamentalmente non viene mai a mancare e anzi, rende pezzi come “La notte è giovane” o “Nonostante tutto”, primi due singoli del disco, quasi impossibili da dimenticare sia nel medio che nel lungo termine. Sono però i momenti di passaggio quelli che danno senza dubbio più soddisfazione, e mi riferisco all’ottima opening “A che serve l’amore”, vera chiave di lettura di tutto il disco, all’incedere minimale di “Lei, lui, l’altro” in cui dolcezza e malinconia si intrecciano nel racconto di un triangolo amoroso costruito e raccontato in purezza, un cantautorato candidamente pop, e “Pazzo”, piccola scheggia in cui il songwriting di Paletti risplende in tutta la sua affilatissima semplicità.

E ancora: “Jimbo”, electro pop free form dalle sfumature dark, e “Chat ti amo”, pezzo in assoluto più in linea con il Paletti fin qui apprezzato (e quel “finché c’è linea c’è speranza” è tanta roba davvero), quel Paletti che sa giocare con le parole e le piega al suo volere come se fosse la cosa più facile che c'è. Bel disco questo “Super”… Come dicevo già in principio, Pietro è un cantautore vero, uno di quelli vecchia scuola, che sta affrontando il nuovo che avanza (e quel pop che deve per forza diventare sintetico ed elettronico) senza mai tradire il sé più profondo.

La sua essenza. Il suo essere super.

TRACKLIST

03. Lui, lei, l'altro (02:59)
04. Più su (03:15)
05. Pazzo (03:38)
06. Nonostante tutto (03:22)
07. Eneide (03:41)
08. Capelli blu (03:01)
09. Jimbo (04:22)
10. Chat ti amo (03:25)
11. Accidenti a te (03:11)
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