«IN CONCERTO – ARRANGIAMENTI PFM - Fabrizio De André» la recensione di Rockol

De André e PFM, incontro fra giganti

Riecco su vinile uno dei grandi album dal vivo della storia discografica italiana, il concerto del 1979 di Fabrizio De André con la PFM.

Recensione del 02 feb 2018 a cura di Redazione

La recensione

Una cosa così non s’era mai vista, non s’era mai sentita. Un grande cantautore come Fabrizio De André, intellettuale e poeta e maestro della parola cantata, andava in tour con uno dei gruppi più famosi d’Italia, la PFM, protagonisti tra le altre cose del processo d’internazionalizzazione del nostro rock. Era l’incontro fra mondi diversi, che all’epoca, e cioè nel 1978-79, molti consideravano distanti, se non addirittura ostili. E si trattava di un rapporto alla pari, con De André che lasciva alla band milanese la libertà di riarrangiare le sue canzoni più famose aggiungendo introduzioni strumentali, irrobustendo gli accompagnamenti, cambiando la faccia a pezzi che erano già entrati nell’immaginario collettivo.

Pubblicato nel 1979, l’album “In concerto – Arrangiamenti PFM” è entrato nella storia come un grande esempio d’incontro fra l’energia del rock e il rigore linguistico della canzone d’autore. A riascoltarlo oggi, ci sembra che le canzoni di De André, o almeno alcune di esse, siano sempre state così. È il caso di “Il pescatore”, che trova la sua identità definitiva nell’arrangiamento festoso della band, con una memorabile frase di violino di Lucio Fabbri, aggregatosi per l’occasione alla PFM. I controtempi e l’assolo di “Bocca di rosa”, l’introduzione a “La canzone di Marinella”, il basso elettrico fretless che si ascolta in “Giugno ’73”, l’arrangiamento drammatico di “Amico fragile” o la parte di fisarmonica di “Un giudice”, uno degli highlight dell’album, sono il complemento sorprendente e assieme perfetto alle composizioni di De André.

Registrato nel gennaio 1979 nelle date di Firenze e Bologna, ripubblicato di recente su vinile, “In concerto – Arrangiamenti PFM” contiene sette brani effettivamente ripensati dal gruppo milanese e altri tre, tratti da “Rimini”, che il cantautore volle lasciare simili agli arrangiamenti contenuti nell’album. Ebbe talmente successo da convincere la casa discografica a pubblicare nel 1980 un secondo volume. A quasi quarant’anni di distanza è ricordato come uno degli episodi chiave della storia musicale di De André, documento di un tour memorabile. “Ero tormentato da interrogativi sul mio ruolo, sul mio lavoro, sull’assenza di nuove motivazioni”, ha detto il cantautore. “La PFM mi risolse il problema, dandomi una formidabile spinta verso il futuro”.

TRACKLIST
Lato A:
Bocca di Rosa
Andrea
Giugno ’73
Un giudice
La guerra di Piero

Lato B:
Il pescatore
Zirichiltaggia
La canzone di Marinella
Volta la carta
Amico fragile

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