«SYNTHESIS - Evanescence» la recensione di Rockol

Evanescence - SYNTHESIS - la recensione

Recensione del 10 nov 2017 a cura di Redazione

La recensione

L'operazione è simile a quella fatta dai Cranberries all'inizio dell'anno con l'album "Something else": come Dolores O' Riordan e compagni, la band guidata da Amy Lee ha riarrangiato e reinciso alcune delle canzoni del suo repertorio in chiave orchestrale. Le analogie sono parecchie: anche Amy Lee, proprio come Dolores O' Riordan, dopo il "congelamento" degli Evanescence aveva provato ad avviare una carriera solista che, di fatto, non era mai decollata. Così, la cantante si è riunita ai suoi compagni di band e gli Evanescence si sono rimessi al lavoro su un progetto che potesse riportare in vita il gruppo ("Bring me to life", cantavano loro, ricordate?).

Le rielaborazioni orchestrali saranno pure un genere abusato, ma agli Evanescence deve essere piaciuta parecchio l'idea di poter reincidere le loro canzoni insieme ad un'orchestra (e non, quindi, ad un semplice quartetto d'archi). Per questo progetto Amy Lee (voce e piano), Tim McCord (basso), Will Hunt (batteria, reduce dalla collaborazione con Vasco), Troy McLawhorn (chitarra e cori) e Jen Majura (chitarra) hanno collaborato con il compositore e arrangiatore orchestrale canadese David Campbell, il padre di Beck, che ha provato a dare una rinfrescata al repertorio della band.

Il disco è stato anticipato dal singolo "Imperfection", che è uno dei due inediti contenuti all'interno dell'album e che rappresenta bene l'idea alla base del progetto: ci sono le chitarre elettriche e i tastieroni che hanno sempre caratterizzato la produzione degli Evanescence, accanto ai quali c'è il suono imponente dell'orchestra.

Alla fine il risultato non è neppure così male: a pensarci bene, sotto tutte quelle batterie, quei tastieroni e quelle chitarre, nelle canzoni degli Evanescence, ci sono altri strati. E questo lavoro fa emergere in maniera più spiccata l'essenza di certi pezzi di Amy Lee e soci: a riascoltarle in questa veste, canzoni come "Bring me to life", "Lithium" e "My immortal" suonano in maniera completamente diversa. E più che un album di rivisitazioni, "Synthesis" sembra un nuovo disco.

TRACKLIST

01. Overture (00:58)
02. Never Go Back (04:50)
03. Hi-Lo (05:06)
04. My Heart Is Broken (04:33)
05. Lacrymosa (03:42)
09. Imaginary (04:03)
10. Secret Door (03:48)
11. Lithium (04:04)
12. Lost in Paradise (04:43)
13. Your Star (04:37)
14. My Immortal (04:24)
16. Imperfection (04:22)
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