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Recensioni / 31 ott 2017

Lucio Battisti - MASTERS - la recensione

Sessanta volte Battisti su vinile

Otto LP, sessanta canzoni, un numero uno: “Masters” è la raccolta definitiva di Lucio Battisti. L’abbiamo ascoltata su vinile.

Voto Rockol: 5.0/5
Recensione di Redazione
MASTERS
Sony Music (LP)

È una delle più apprezzate operazioni di rimasterizzazione e ristampa su vinile che la musica italiana ricordi. Sessanta canzoni di Lucio Battisti rimesse a nuovo e rientrate in classifica, fino al numero uno. “Masters” è la raccolta definitiva dell’artista di Poggio Bustone. E il bello è che nell’era dello streaming, non ne esiste una versione digitale. Va ascoltato su quadruplo CD oppure sui cari, vecchi, nuovi dischi in vinile. Ne esistono due versioni: tre LP (27 tracce) oppure otto LP (60 tracce), con un booklet con fotografie e interviste a chi conobbe l’uomo di “Mi ritorni in mente”, Geoff Westley, Alessandro Colombini, Franz Di Cioccio, Alberto Radius. Persino in un’epoca in cui ristampe, rimasterizzazioni ed edizioni deluxe sono all’ordine del giorno, “Masters” rappresenta un evento.

Per confezionare l’album, i master analogici originali custoditi in Germania sono stati recuperati e sottoposti a un’opera di pulizia e restaurazione. Sono stati poi digitalizzati usando lo standard a 24 bit/192 kHz. Non si tratta di tecnicismi. Nella musica pop anche il suono veicola il messaggio. Lucio Battisti e i musicisti che lo accompagnavano lo sapevano bene. La cura dei particolari che misero in queste incisioni riemerge in “Masters”, dalla linea di basso di “Una donna per amico” agli archi di “Emozioni”, con quella voce imperfetta, ma… perfetta. Ne guadagna anche la dinamica, fondamentale in molte di queste registrazioni. A diciotto anni dalla morte di Lucio Battisti, le sue canzoni rappresentano ancora una sintesi formidabile di immediatezza e grande artigianato pop. E perciò “Masters” non ci racconta solo dell’autore e del cantante, ma anche del cultore del suono, un aspetto non sempre valorizzato.

La versione più ricca di “Masters” comprende anche una decina di brani tratti dai cosiddetti album bianchi, i cinque LP pubblicati dal 1986 al 1994 con i testi scritti da Pasquale Panella. Le canzoni post Mogol sono quelle che meno guadagnano dall’operazione di ristampa, ma ritrovarle qui rinfranca circa il senso complessivo dell’operazione e ci ricorda che anche quel modo ardito e cervellotico di far musica è stato rivoluzionario. Ma a differenza delle canzoni firmate con Mogol, il repertorio con Panella ha lasciato una traccia meno forte, certamente non decisiva nella DNA musicale della nazione. Battisti è stato il cuore pulsante della canzone italiana e ha pure avanzato un’ipotesi di rinnovamento radicale, due prospettive che “Masters” riconcilia con una nitidezza sorprendente.

TRACKLIST
Un'avventura
29 settembre
Balla linda
Io vivrò senza te
Nel cuore, nell'anima
Acqua azzurra, acqua chiara
Fiori rosa, fiori di pesco
Il tempo di morire
Mi ritorni in mente
Emozioni
Dieci ragazze
Anna
7 e 40
La collina dei ciliegi
Pensieri e parole
Il mio canto libero
Il nostro caro angelo
La luce dell'est
I giardini di marzo
Io vorrei... non vorrei... ma se vuoi
La canzone del sole
Innocenti evasioni
E penso a te
Anche per te
Comunque bella
Le tre verità
Dio mio no
Anima latina
Due mondi
La canzone della terra
Ancora tu
Dove arriva quel cespuglio
Il veliero
Sì, viaggiare
Respirando
Amarsi un po’
Neanche un minuto di "non amore"
Ho un anno di più
Una donna per amico
Aver paura d'innamorarsi troppo
Nessun dolore
Perché no
Prendila così
Con il nastro rosa
Una giornata uggiosa
Perché non sei una mela
Don Giovanni
E già
La sposa occidentale
Equivoci amici
L’apparenza
Scrivi il tuo nome
Le cose che pensano
A portata di mano
Così gli dei sarebbero
La bellezza riunita
Hegel
Potrebbe essere sera
Cosa succederà alla ragazza
A Song to Feel Alive