«SUGAR RUSH - Nic Cester» la recensione di Rockol

Nic Cester, dal rock dei Jet ai languori blues del suo primo album da solista

L'esordio di Nic Cester in "Sugar Rush" con la compagnia di Calibro 35 e The Milano Elettrica, ecco l'australiano dal cuore italiano

Recensione del 08 nov 2017 a cura di Marco Di Milia

La recensione

Tiene il cuore italiano, Nic Cester. Quella che potrebbe apparire come una semplice passione per la vita nel belpaese nasconde in realtà un legame ben più profondo dato che il nonno di Nic, emigrato dal Friuli nella terra dei canguri, il suo cognome lo pronunciava Cestér. Radici che il frontman dei Jet – da lui fondati assieme al fratello Chris e agli amici Mark Wilson e Cameron Muncey - ha voluto fossero presenti nel suo esordio da solista, “Sugar Rush”: un album sì in lingua inglese, ma dalle coordinate decisamente italiane, che mescola passione, blues e colonne sonore, registrato con dei veri professionisti del settore, i Calibro 35.

La band ha offerto il giusto apporto vintage al timbro ruvido del cantante, che, scomparso per un lungo periodo dalle scene, ha scelto di riproporsi al pubblico con un lavoro molto diverso da quelli a cui ha legato il suo nome, dimostrandosi un musicista dotato di una versatilità inaspettata all'epoca dei Jet. “Sugar Rush” è infatti un album d’altri tempi, non solo per i nomi coinvolti nel progetto, ma soprattutto per la sua composizione, con quel sound meticcio e variegato figlio di un tempo lontano, capace di mettere insieme lo spirito avvincente e un po’ melodrammatico di certe sonorizzazioni del nostro cinema, come in “God knows” e “Walk on”, con un tocco “cool” per la melodia agrodolce.

Sul piano stilistico, il disco mette in mostra la ricca geografia musicale di Cester, capace di strizzare l’occhio (o entrambi) a un immaginario antico attraverso brani che spaziano dai toni malinconici di “Hard times” alle reminiscenze plastic soul di “Who you think you are” e “Little things”. Un ricco quadro di riferimenti provenienti dal passato, a cominciare dal trip di “Psichebello”, lisergico quanto i sogni acidi - o incubi, nel caso - che hanno generato il cartoon del Sottomarino Giallo, dalle morbide reminiscenze Motown di “Eyes on the horizon”, fino ai Black Keys più cupi di "Not fooling anyone", ciascuna traccia mostra una capacità rara nell'amalgamare le varie influenze in risultati vividi e passionali, dove il registro principale dell’album è proprio la voce, sincera e diretta, in una sorta di colloquio a due con l’ascoltatore.

Nostalgico, ma non solo, il debutto di Nic Cester è un intreccio solido di languori retrò, costantemente in bilico tra tensioni e suggestioni che pescano tanto dalla nostra canzone d’autore quanto dall’estetica dei Settanta. Ormai di casa a Como dopo un periodo nomade a seguito dello scioglimento del suo gruppo, dalle sponde del Lario il barbuto Nic di oggi si propone come un musicista più consapevole rispetto al clamore di una volta, ritrovando nella scrittura eterogenea di “Sugar Rush” quella cifra stilistica che nei Jet non sentiva più sua, eppure ancora evidentemente capace di impartire la rotta pure in un disco fin troppo variegato.

Dal vivo “Sugar Rush” è affidato al collettivo The Milano Elettrica, ensamble, ancora una volta tutto italiano, di nove elementi con due batterie e una sezione di fiati di cui fanno parte anche Sergio Carnevale (Bluvertigo e molto altro ancora), Daniel Plentz (Selton), Adriano Viterbini alla chitarra (Bud Spencer Blues Explosion), Raffaele Scogna al basso e Roberto Dragonetti alle tastiere (entrambi in forze con Ghemon) e gli ottoni di Domenico Mamone e Paolo Ranieri. Per quanto riguarda il futuro dei Jet invece è ancora presto da dire anche se pure da quelle parti di tanto in tanto qualcosa continua a muoversi: ufficialmente separati nel 2012, la formazione si è riunita su esplicita richiesta di Bruce Springsteen per l’apertura dei suoi concerti australiani. E si sa, se il Boss domanda non ci si può proprio rifiutare.

TRACKLIST

01. Sugar Rush (03:21)
03. Psichebello (04:09)
04. Hard Times (04:23)
05. Strange Dreams (02:38)
07. On Top of the World (01:08)
08. God Knows (03:59)
09. Not Fooling Anyone (03:50)
10. Little Things (02:21)
11. Neon Light (03:31)
12. Walk On (02:20)
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