NEW ENERGY

Text Records (Digital Media)

Voto Rockol: 4.5 / 5
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di Gianni Sibilla

Se cercate un artista indipendente, ma indipendente davvero, non dovete cercarlo nell'indie rock, ma nell'elettronica: Karen Hebden, in arte Four Tet. Qualche anno fa, dopo un decennio passato con la Domino Records, ha tagliato i ponti con la discografia tradizionale, e ha iniziato a fare tutto da solo. Musica fatta in casa con un laptop (guardate questo bel video per vedere come lavora), pochissime interviste, tanti DJ Set, e tanta musica pubblicata in autonomia sulla sua etichetta Text, stampata in vinile, ma soprattutto distribuita in digitale su ogni piattaforma possibile - soprattutto Bandcamp, che gli artisti possono gestire con margini di profitto più alti e controllo diretto.
Niente altro - se non grande musica, che esula dai generi e può piacere a chiunque, non solo agli appassionati di settore.

Negli ultimi giorni da quando è uscito "New energy" ho fatto un piccolo esperimento: l'ho fatto ascoltare ad amici e conoscenti che, come me, sono più poppettari o rockettari e meno dentro ai meccanismi e agli stili dell'elettronica. L'effetto è stato lo stesso: "bello, non immaginavo potesse piacermi questa musica - dimmi cos'altro posso ascoltare di suo". Lo stesso effetto che fece a me 11 anni fa, quando ascoltai "Slow jam", da "Rounds" alla fine di un concerto rock: l'artista, un gigante, l'aveva scelta come musica di uscita dal palco.
Era il periodo in cui quella musica veniva definita "Folktronica", etichetta che Hebden ha sempre odiato. Il bello di Four Tet è proprio quello: è fortemente radicato nell'elettronica, ma ha un gusto unico sui suoni "tradizionali", sul campionamento di strumenti reali. Sa unire il tutto in musiche ipnotiche, coinvolgenti, melodiche ma mai banali. E accessibili. Non a caso, è uno dei più cercati per i remix (ha lavorato per Radiohead, Coldplay, Lana Del Rey, Sia), oltre ad avere una lunga storia di collaberazioni sia nell'elettronica (Burial) che nel pop (ha prodotto Neneh Cherry) che nel Jazz (ha lavorato con Steve Reid) e nella world music. Ma se seguite l'elettronica, tutte queste cose le sapete già.

In caso contrario, vi basti sapere che "New Energy" è un altro piccolo gioiello. "Musica terapeutica", come scriveva un amico sui social qualge giorno fa; profonda per la stratificazione e la complessità dei suoni e rilassante per il mood. Da mettere in sottofondo, da ascoltare in primo piano per apprezzarne le sfumature, o da ascoltare mentre si lavora per concentrarsi.

Se il precedente "Morning/Evening" del 2015 era composto da due lunghe suite in cui Hebden studiava le sue origini culturali (la nonna indiana), "New energy" torna a composizioni più brevi. Non c'è la forma canzone - non c'è quasi mai, anche se Hebden la studia nei remix e ci si è avvicinato molto nel suo capolavoro "There is love in you" - ma ci sono brani più accessibili non solo perché più brevi, ma anche perché più melodici. Un minimalismo che fonde l'elettronica con il jazz, la musica etnica, il rock e il pop.

Semplificando in maniera brutale: Four Tet fa musica elettronica per chi non ascolta l'elettronica, ed è apprezzato anche dagli appassionati del genere. Da ascoltare in loop.

TRACKLIST

01. Alap - (01:21)
02. Two Thousand and Seventeen - (04:12)
03. LA Trance - (05:47)
04. Tremper - (01:29)
05. Lush - (05:11)
06. Scientists - (04:59)
07. Falls 2 - (01:12)
08. You Are Loved - (06:08)
09. SW9 9SL - (07:55)
10. 10 Midi - (01:25)
11. Memories - (03:17)
12. Daughter - (04:55)
13. Gentle Soul - (01:12)
14. Planet - (07:18)