«VALELAPENA - Roy Paci & Aretuska» la recensione di Rockol

Mancavano da sette anni, Roy Paci & Aretuska sono tornati con "Valelapena"

Il nuovo album di Roy Paci & Aretuska "Valelapena"

Recensione del 02 ott 2017 a cura di Paolo Panzeri

La recensione

“Valelapena” è il sesto album di Roy Paci & Aretuska, e viene a rompere un silenzio discografico che durava ormai da sette anni. L’ultimo disco si intitolava “Latinista” ed era il 2010. Per dare qualche altra coordinata numerico-temporale, “Valelapena” giunge a venti anni esatti dalla formazione degli Aretuska da parte di Roy Paci nel settembre 1997. La produzione è affidata allo spagnolo Dani Castelar, già al lavoro con Paolo Nutini. Nell’album sono inclusi due brani firmati dal cantautore romano Daniele Silvestri, “Tira” – scelto come primo singolo – e “No stop”.

La storia del disco: Roy Paci e la sua band riescono a esprimere il meglio di loro stessi sul palco, questo è il motivo per cui prediligono l’esperienza live e calcano un palco non appena ne hanno la possibilità. Questo impegno penalizza inevitabilmente la composizione di nuovi brani. Un paio di anni fa Roy ha iniziato a pensare che però fosse giunto il tempo di scrivere qualche nuova canzone che andasse a formare la tracklist di un nuovo album. Si appuntò allora idee e spunti musicali e pian piano, con la calma di chi vuole fare le cose per bene, il disco iniziò a prendere una sua forma. Se non si fosse messa in mezzo qualche traversia di carattere personale questo disco avrebbe potuto vedere la luce già lo scorso anno, ma, si sa, a volte la vita non va come vorremmo. Comunque sia, a settembre 2017, “Valelapena” viene pubblicato.

Come suona e cosa c’è dentro: Uno pensa a Roy Paci e quasi inevitabilmente lo collega a “Toda joya toda beleza”, alle collaborazioni con Manu Chao e, in generale, a sonorità mediterraneo-sudamericane (non a caso il penultimo album ha come titolo “Latinista”). Uno pensa così, a ragione. Ecco, “Valelapena” corregge il tiro e usa quanto riportato sopra come base, per poi aggiungere altri ingredienti come l’afrobeat rivisitato di “Makuè” oppure ancora l’Africa che sposa i fiati di certa tradizione indiana in “Revolution”. In cabina di regia lo spagnolo Dani Castelar (produttore, tra gli altri, di Paolo Nutini) che ha regalato un tocco più rock e internazionale alle fatiche di Roy Paci e della sua band.

Perché ascoltarlo (o perché girare alla larga): L’ascolto di “Valelapena” è consigliato a quanti amano fiati e percussioni, in una parola: il ritmo. E oltre a questo non vogliono farsi mancare qualche spunto di riflessione ascoltando più attentamente i testi. All’inverso, “Valelapena” viene lasciato sul bancone del negozio da quanti preferiscono altre sonorità e altre tematiche perché in questo disco potrebbero non trovare spunti di godimento e riflessione. Male di nulla, il mondo è bello perché è vario. Proprio come la musica di Roy Paci e dei suoi Aretuska.

La canzone fondamentale: Difficile scegliere un brano rispetto ad un altro, perché nella sua varietà, sia musicale che lirica, l’album ha uno dei suoi maggiori punti di forza e questo rende il compito ancora più arduo. Ma tocca prenderne una, e allora indichiamo “Revolution”. Una rivoluzione che deve partire da noi stessi per essere sempre migliori, per circondarci di un mondo migliore. Musicalmente è il manifesto del variegato mondo di “Valelapena”, poiché vengono rielaborate sonorità provenienti dall’Africa occidentale insieme a un uso dei fiati diffuso in alcune regioni dell’India. Il tutto sublimato da un assolo di tromba da lasciare senza fiato di Roy Paci.

TRACKLIST

01. Makué (03:27)
02. Tira (03:08)
03. Destino Sudamerica (03:48)
04. No Stop (04:47)
05. Revolution (03:25)
06. Ipocrita (03:41)
07. Medicine Man (04:19)
08. Beautiful Like The Sunshine (03:36)
09. Valelapena (03:39)
10. Augusta (04:24)
11. Untitled_Outro (03:13)
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