«LA MIA GENERAZIONE - Mauro Ermanno Giovanardi» la recensione di Rockol

Mauro Ermanno Giovanardi canta i suoi anni Novanta in "La mia generazione"

L'ex voce dei La Crus in un album interamente dedicato al repertorio di quella che fu la grande stagione della musica "alternativa". La nostra recensione

Recensione del 25 set 2017 a cura di Marco Di Milia

La recensione

Ritornare agli anni Novanta, lì da dove si è diventati grandi, senza cascare nella rete dei facili sentimentalismi. Così Mauro Ermanno Giovanardi affronta la sua età dell’oro, quel grande balzo in avanti della scena “alternativa”, diventata di colpo visibile agli occhi di pubblico e classifiche, in un disco tributo dal titolo “La mia generazione”. Archiviata la Targa Tenco vinta per “Il mio stile” del 2015, la calda timbrica di Joe si offre ora a un album che omaggia la musica e la cultura di un periodo di straordinario fermento artistico, libero di trovare una sua strada affrancandosi dall’imitazione di modelli esteri. Giovanardi, protagonista con i suoi La Crus di quella rivoluzione, ne ha fatto un lavoro di ricerca e selezione prima, e di stile, ovviamente, poi.

Un filo conduttore storico quello de “La mia generazione”, in grado di legare con fascino sofisticato brani diversi per carattere e genere che, uniti dalla voce profonda di Joe, riescono ad ottenere una comune identità musicale di fondo. Non più il repertorio dei classici d’autore del passato con cui misurarsi quindi, ma quello ancora inesplorato dell’Italia di fine millennio: Bluvertigo, Afterhours, Ritmo Tribale, Massimo Volume, Üstmamò, Cristina Donà riletti in tredici tracce che il cantante lombardo conquista con naturalezza, a prescindere da quella che era la forma originaria. Così in “Aspettando il sole”, dove dalle maglie strette del rap di Neffa è riuscito a tirare fuori l’anima più blues del brano e, ancora, trasformare “Corto Maltese” dei Mau Mau in una malinconica ballata tanto intensa da farne uno dei momenti delicati e passionali del disco. Fuori dallo schema della semplice cover, Mauro Ermanno preferisce il rischio di cucirsi addosso quelle parole che più sentiva sue, seguendo il proprio istinto. Un lavoro a tutti gli effetti complesso, con lo scivolone nella facile retorica sempre presente anche per un artista che con l’esecuzione di opere altrui ha un certo mestiere.

Pochi gli ospiti selezionati e nessuno alle prese con un pezzo proprio in un gioco di rimescolamento delle carte: “Huomini” con l’amico Manuel Agnelli, Samuel Romano presta la sua voce in “Cieli neri”, Cristiano Godano e Mimì Clementi a dare nuova forza alla carica da novanta di “Forma e sostanza”, che al tempo ha spinto i C.S.I. a un eccezionale primo posto, fino alla sensuale resa vintage di “Baby dull” assieme a Rachele Bastreghi, unica presenza estranea alla scena di riferimento ma che i suoi Baustelle hanno saputo riagganciare per spirito, attitudine e musicalità.

Musicalmente “La mia generazione” si muove sulle atmosfere tipiche del Giovanardi solista, fatte di riverberi anni Sessanta, orchestrazioni e suggestioni western, senza tralasciare un certo gusto per la new wave e gli chansonnier francesi. “La mia generazione” racchiude in sé tutta l’estetica raffinata e magnetica del suo interprete, capace di lasciare un’impronta sicura in ciascuna traccia, anche quando si tratta di riportare con una drammatica epicità nuova luce in “Nera signora” dei suoi La Crus. Il risultato è un carico di sfumature in chiaroscuro, in grado di ritrovare quello spirito di rottura dell’epoca e al tempo stesso risultare perfettamente coerente con l’attuale urgenza espressiva di Joe, a metà tra tatto confidenziale e sanguigna tensione. Non si tratta perciò di una via di fuga facile né una mera raccolta di brani dal canzoniere di amici con cui si è condivisa una stagione che ha lasciato una eco lunghissima nella musica italiana, quanto piuttosto una personale celebrazione della propria generazione. Una generazione che alla fine ha vinto.

TRACKLIST

01. Aspettando il sole (04:39)
02. Lieve (03:03)
03. Huomini (with Manuel Agnelli) (02:26)
04. Non è per sempre (03:28)
05. Cose difficili (04:06)
08. Lasciati (03:31)
10. Corto Maltese (03:49)
11. Stelle buone (03:23)
12. Nera signora (04:15)
13. Il primo Dio (04:23)
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