«LUV IS RAGE 2 - Lil Uzi Vert» la recensione di Rockol

Lil Uzi Vert, il trap depresso primo in classifica.

l nome nuovo della trap USA viene da Philadelphia. Testi emo e dark e un certo gusto per la melodia. Solo per amanti del genere.

Recensione del 14 set 2017 a cura di Michele Boroni

La recensione

Da qualche tempo le classifiche dei dischi più venduti (ehm dischi... ehm, venduti, più che altro canzoni ascoltate) negli States e quelle italiane tendono paradossalmente ad assomigliarsi, non tanto nei nomi, quanto nel genere. Le prime posizioni sono infatti entrambe occupate da giovani (t)rapper misconosciuti, con la voce camuffata dall'autotune, con nomi e titoli difficili da pronunciare o ricordare, diretti a un pubblico di millennials e anche poco supportati dai media mainstream.

Negli USA Lil Uzi Vert è forse la punta di diamante di questa scena composta da gente come Playboi Carti, Lil Yachty, 21 Savage e Desiigner. Fra tutti Lil Uzi Vert è, insieme forse ai Migos, il più “commestibile” anche alle orecchie di chi ha più di una ventina d'anni, con una sua “poetica” e anche un discreto uso della melodia.

Lil Uzi Vert, il cui nome deriva dal suo flow veloce come un mitra Uzi, viene da Philadelphia e questo “Luv is rage 2” è il suo secondo disco che, dopo pochi giorni dalla sua uscita, è balzato in testa alle classifiche di Billboard. C'è da dire che oggi, a seguito delle nuove regole per la formazione delle classifiche, basta che un artista abbia un paio di singoli molto forti nelle piattaforme streaming e trascina con sé tutto il disco. E' il caso appunto del giovane Lil Uzi Vert (classe 1994) che con “XO TOUR Lif3” e un altro paio di pezzi (“The Way life goes” e “Sauce it up”) tutti contenuti in questo “Luv is rage 2” è riuscito a conquistare la vetta.

Ma com'è la musica di Lil Uzi Vert? E' classico trap, dai testi piuttosto cupi e lamentosi (non a caso il rapper è molto amato da Marilyn Manson), una sorta di emo e dark in salsa black a base di Xanax, dolori d'amore e istinti suicidi. “XO TOUR Lif3” la traccia che chiude il disco, oltre che essere il singolo di successo è anche una sorta di manifesto di questo trap dolce e disperato dedicato alla sua ex ragazza “Piangi pure, in fondo non me ne frega niente / Sinceramente, non avresti mai dovuto mentire / Avreste dovuto vedere il modo in cui mi ha guardato / Mi ha detto: "Baby, non ho paura di morire." E poi quel “All my friends are dead / Push me to the edge” che viene ripetuto come un mantra, rischia di diventare una frase chiave per gli amanti della trap. Il resto delle canzoni si alternano tra testi intimisti e celebrazioni di come sia arrivato al successo così velocemente.

Il disco vede una serie di produttori del momento, da Don Cannon a Pierre Bourne, da Metro Boonin a Ike Beatz, e anche un paio di featuring mainstream come Pharrell (“Neon Guts”)e The Weeknd (“Unfazed”), che partecipano ai brani più pop. E' evidente che Lil non è un artista da album: il problema infatti, almeno per chi scrive, sta nell'ascolto continuativo di tutto il disco, 16 tracce in poco meno di un'ora: un'esperienza estenuante e sfiancante, che va anche a inficiare ciò che di buono contiene questo disco.  

TRACKLIST

01. Two® (03:05)
02. 444+222 (04:07)
03. Sauce It Up (03:27)
04. No Sleep Leak (03:09)
05. The Way Life Goes (03:41)
06. For Real (02:57)
07. Feelings Mutual (03:53)
08. Neon Guts (feat. Pharrell Williams) (04:18)
09. Early 20 Rager (04:34)
10. UnFazed (feat. The Weeknd) (03:10)
11. Pretty Mami (04:24)
12. How To Talk (03:21)
13. X (02:53)
14. Malfunction (03:19)
15. Dark Queen (02:53)
16. XO TOUR Llif3 (03:02)
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