«CIRCO MANICOMIO - Après La Classe» la recensione di Rockol

Gli Apres La Classe, album dopo album, non smettono mai di sorprendere

Gli Apres La Classe, dal lontano 1996 ad oggi, non sono mai cambiati. È possibile restare sempre uguali e, allo stesso tempo, risultare sempre freschi ed originali? La risposta è “Circo Manicomio”: la nostra recensione.

Recensione del 17 giu 2017

La recensione

di Anna Gaia Cavallo

Tornano gli Apres La Classe, con “Circo manicomio”, il loro settimo album in studio, arrivato a circa tre anni di distanza da “Riuscire a volare”. E a ben 21 anni di distanza dal loro esordio sulla scena musicale. Premessa: gli Apres La Classe, dal lontano 1996 ad oggi, non sono mai cambiati. È possibile restare sempre uguali e, allo stesso tempo, risultare sempre freschi ed originali? La risposta è “Circo Manicomio”. Mai scontati, mai ripetitivi, ma capaci di rinnovarsi, di reinventarsi sempre, cercando continuamente nuove mete: questi sono gli Apres La Classe.

Per l’occasione, decidono di indossare gli abiti di una folle compagnia circense d’altri tempi. Del resto, il loro fine ultimo è sempre stato quello di restare fuori dagli schemi. E lo fanno, ancora una volta, ancora con originalità. Quattro sono le lingue utilizzate: italiano, spagnolo, francese e… salentino. Quattro lingue ed un sapore internazionale, accompagnato degnamente dai ritmi latini e dalle metriche raggamuffin, non sono bastati per allontanare gli Apres La Classe dalla loro terra d’origine, il Salento, da cui sono partiti, ma a cui sono sempre legati.

Ci pensa la voce di Caparezza, amico da sempre della band, qui in veste di presentatore, ad aprire il lavoro, in “È arrivato il circo”. Per poi lasciare spazio alla prima vera e propria, omonima, traccia, nonché traccia guida di tutto il lavoro. “Manicomio! Ecco il circo giunto al porto…”. E che abbia inizio la festa.

Gli Apres La Classe hanno un grande pregio: sanno comunicare. Che siano temi leggeri oppure impegnati; che si parli di felicità oppure di malinconia… sanno comunicare sempre. E lo sanno fare sempre con un tocco di spensieratezza. Nessun argomento diventa troppo pesante, quando è cantato da loro. Ma, allo stesso tempo, nessun argomento diventa banale. E non solo. Sanno passare da un clima all’altro con una facilità disarmante.

Possono parlare di festa (“Circo manicomio”) e un attimo dopo di un sistema che plasma le menti con il solo scopo di ottenere denaro e potere (“Pueblo”). Possono parlare di gelosia intollerabile (“La gelosia”) e un attimo dopo parlare dell’implacabile passione per la musica, che scaccia tutti i mali (“Pasa la banda”). Possono parlare di un grande amore, talmente grande da spingere il protagonista a fare di tutto pur di veder splendere la sua donna (“Guerra romantica”) e poi talmente sincero da ispirare una dichiarazione d’amore (“Estoy loco por ti”). E un attimo parlare del valore inestimabile della vita, il bene più prezioso, che noi tutti dovremmo sempre difendere e valorizzare (“Solo tu”). Possono parlare delle oppressioni e dittature (“El presidente”) e un attimo dopo parlare della voglia di lasciarsi tutto alle spalle e ricominciare a sorridere (“Voliamo via”).

L’album è di stampo raggae, dub rock, ska. Ci sono suoni etnici, ritmiche patchanka. C’è il calore dell’America Latina, raccontato pienamente in “Alma latina”, feat. Attila. Ci la loro inarrestabile grinta e la loro interminabile energia. C’è il loro sconfinato amore per la musica (a cui dedicano ben due canzoni, “Pasa la banda” e “La desventura”). C’è la loro schiettezza, in “È vero”, quattro minuti di confessioni a cuore aperto. C’è spazio anche per una cover, “Il cuore è uno zingaro”, di Nicola Di Bari e Nada, del 1971.

Sarà per la loro attitudine, per il loro stile di vita rock & roll, per la loro capacità di coinvolgere, per il loro perenne e costante entusiasmo… Gli Apres La Classe, album dopo album, divertendosi e divertendo, non smettono mai di sorprendere.

TRACKLIST

01. È arrivato il circo (00:36)
02. Circo manicomio (03:27)
03. Pueblo (03:57)
04. Guerra romantica (03:34)
05. Estoy loco por ti (03:46)
06. Solo tu (04:24)
07. È vero (03:45)
08. La gelosia (03:31)
09. Pasa la banda (03:15)
10. Il cuore è uno zingaro (05:21)
11. La desventura (03:58)
12. Alma latina (04:39)
13. El presidente (04:02)
14. Voliamo via (07:16)
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