«TI AMO - Phoenix» la recensione di Rockol

“Ti Amo”: synth pop e zucchero. L'Italia rivista dai Phoenix

La band di Versailles si tuffa nel synth pop dolce e malinconico ambientando in Italia dieci canzoni che più estive non si può. Ispirazione piuttosto che citazione.

Recensione del 16 giu 2017 a cura di Michele Boroni

La recensione

I Phoenix giunti al loro sesto disco - l'ottimo esordio “United” era targato 2000, mentre l'ultimo “Bankrupt” non particolarmente riuscito era del 2013 - si concedono una pausa di romantica leggerezza pop. E per farlo prendono piena ispirazione dal fascinoso immaginario italiano fatto di torrida malinconia, avventure estive e frivolezza emotiva: il tutto per contrastare quel clima pesante che la band di Versailles respirava durante la registrazione del disco all'indomani dell'attentato di Nizza e la strage del Bataclan.

Non è stato neanche troppo difficile per i vari componenti della band immedesimarsi nell'atmosfera italica visto che la famiglia dei due fratelli Laurent Bracowitz e Christian Mazzalai proviene da qui e il cantante Thomas Mars si è sposato vicino a Matera con la regista Sofia Coppola e hanno di recente preso casa lì.

Diciamolo subito. L'idea di un disco intitolato “Ti Amo” e con canzoni nella tracklist intitolate “Fiordilatte”, “Via Veneto” e “Telefono” ad opera di una band fighetta francese che citavano la Vitti e Mastroianni ci aveva fatto temere il peggio. In realtà i Phoenix con “Ti Amo” pur spingendo molto l'acceleratore su un synth pop assai appiccicoso, fortemente evocativo e piacione, riescono paradossalmente a sfuggire molti stereotipi e ad immaginare un'Italia anni 80 visionaria e nostalgica (“versione fantascientifica dell'Italia” ha detto il cantante Mars): evitando del tutto la citazione facile e scontata e prendendo una propria via creativa dove il nostro paese diventa una ideale piattaforma d'ispirazione per un synth pop zuccheroso ma di sostanza.

“Lovelife” è la canzone che avrebbero potuto scrivere i Kraftwerk se avessero avuto l'intenzione di fare un pezzo pop, “Goodbye Soleil” invece poteva benissimo essere contenuta in “Random Access Memories” dei Daft Punk, “Fior di Latte” è malinconicissimo yacht rock, tra 10cc e Hall&Oates, che avremmo visto benissimo come colonna sonora di “Red Oaks”, serie sugli anni 80 prodotta da Steve Soderbergh per Amazon Studios di cui si parla sempre troppo poco.

Le citazioni di Battiato e Lucio (Dalla o Battisti?) insieme ai Buzzcocks, Festival di Sanremo e Bonanza in “Ti Amo” fanno il giro completo e anche la storia d'amore a distanza tra il cantante e la Coppola in “Telefono” sono così spudorate da farti strappare un sorriso. Non manca poi un signor pezzo come “Fleur de Lys” che si basa su un campione di Fela Kuti e che con un adeguato remix potrebbe diventare una bella hit estiva o “Role Model” che nel refrain con quei synth carichi di reverberi si avvicina al suono dei Tame Impala.

“Ti amo” è un disco ben più profondo rispetto alla patina luccicante e estiva della superficie e che ci racconta, ancora una volta, del gigantesco serbatoio d'ispirazione sia di immaginario sia di suoni (c'è tantissima italo-disco tra le note di questo disco) che continua ad essere l'Italia.

TRACKLIST

01. J-Boy (04:08)
02. Ti Amo (03:25)
03. Tuttifrutti (03:52)
04. Fior Di Latte (04:03)
05. Lovelife (02:31)
06. Goodbye Soleil (03:55)
07. Fleur De Lys (03:43)
08. Role Model (04:35)
09. Via Veneto (02:41)
10. Telefono (03:45)
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