«LIFE AFTER YOUTH - Land of Talk» la recensione di Rockol

Land of Talk - LIFE AFTER YOUTH - la recensione

Recensione del 06 giu 2017 a cura di Antonio Ciruolo

La recensione

Tanta è la malinconia che si respira in “Life After Youth” ultimo lavoro studio dei Land of Talk, band canadese nata dalle ceneri di un progetto solista della cantante Elizabeth Powell. Sin dal loro primo album “Applause Cheer Boo Hiss” del 2006, l’inquietudine è il sentimento che maggiormente affiora nei testi e nelle melodie del gruppo. Un sentimento che trova nella Powell la sua incarnazione terrena. Misteriosa e sfuggente, con quel fascino tormentato ed una voce sottile e cristallina che trasuda molta nostalgia, forse per il tempo che scorre velocemente e che non si è in grado di controllare. Questa è Elizabeth Powell. Un’artista che mette nero su bianco le sue emozioni più profonde che destabilizzano l’animo umano ma al tempo stesso ci ricordano che siamo vivi.

Dieci brani racchiudono tutta l’essenza creativa dei canadesi Land Of Talk. Il brano di apertura “Yes You Were” è un rock melodico che mette in musica un pezzo di vita vissuta ormai divenuto solo un lontano ricordo. “This Time” invece suona come qualcosa già sentito; una intro che richiama “1979” degli Smashing Pumpkins si accosta ad una voce alla PJ Harvey, il tutto riarrangiato in chiave moderna per essere al passo con i tempi anche se la possente carica dei riverberi delle chitarre ci riportano indietro con gli anni.

Ma in questo disco c’è spazio per tutto, dalla ballad più melodica come “What Was I Thinking?” alle sperimentazioni dei campionatori di “Inner Love” quasi sei minuti di musica da ascoltare piacevolmente. Il brano “World Made” rappresenta la traccia che più si allontana da questo tunnel malinconico con le sue ritmiche vivaci che si sposano alla perfezione con note semplici e dirette delle chitarre, mai sopra le righe. Una musica che non ha l’intento di impressionarci ma solo la volontà di farci riflettere sul tempo che stiamo vivendo.

Non è il classico indie sdolcinato tanto in voga in questo periodo ma un rock più introspettivo che racchiude in se qualcosa di appartenente al passato. Quindi niente di nuovo e innovativo c’è in “Life After Youth”. Melodie semplici e un ottimo arrangiamento - valorizzato al meglio dagli effetti di chitarra e piano - colorano i quaranta minuti scarsi di musica che sa molto di anni ’90 ma che al tempo stesso continua ad emozionarci e ci ricorda - con molta nostalgia - che c’è una seconda vita dopo la giovinezza.

TRACKLIST

01. Yes You Were (02:43)
02. This Time (05:48)
03. Loving (03:48)
06. Heartcore (03:53)
07. Inner Lover (05:22)
08. World Made (03:10)
09. In Florida (02:59)
10. Macabre (04:46)
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