«THE BEST OF BOND...JAMES BOND - Artisti Vari» la recensione di Rockol

Artisti Vari - THE BEST OF BOND...JAMES BOND - la recensione

Recensione del 23 gen 2000

La recensione

Sedersi per vedere un film della serie di James Bond significa, per un paio d’ore, vivere una fantasia pacchianamente britannica. Il mondo in pericolo - tutto, in blocco - e il migliore degli inglesi che lo salva, con buona pace delle Nazioni Unite, la NATO e (ci mancherebbe) l’Unione Europea. Rinunciare, in pratica, a qualsiasi legame con la realtà per tuffarsi in un immaginario retrò, che ha più legami con la fantascienza degli albori e i fumetti di serie B degli anni ’50 che non con la spy-story propriamente detta. Una fantasia che richiede di essere accompagnata da canzoni anch’esse un po’ pacchiane e retrò. Ma riascoltandole tutte assieme si nota quanto questi brani siano rimasti impressi - servendo allo scopo. In questa preziosa raccolta, messa in circolazione in concomitanza con l’uscita di “Il mondo non basta”, ci sono quasi tutti (difficile che qualcuno rimpianga l’assenza di “Mr. kiss kiss bang bang”, di Dionne Warwick), fornendo l’opportunità di individuare uno stile vero e proprio: la “Bond song”. Il miglior esempio è e resterà sempre “Goldfinger”, di Shirley Bassey, che apre le danze dopo il tema scritto nel 1963 da Monty Norman. Sulla scia di questi due pezzi, ci si può divertire a individuare coloro che stanno al gioco, scegliendo di vivere una fantasia che ha poco a che fare con la loro musica. Gettandosi a capofitto nell’eccesso di “thrilling” bondiano (ad esempio i Duran Duran, Tina Turner, Paul McCartney, Sheryl Crow). Viceversa, altri scelgono di essere se stessi (ad esempio gli A-Ha, Louis Armstrong, Sheena Easton, Carly Simon). In realtà sono i primi ad aver fatto il loro dovere, a prescindere dalla qualità del risultato. Infatti, nonostante “Nobody does it better” di Carly Simon sia fior di canzone, potrebbe far parte di qualunque film, al contrario di “Live and let die” (che, non ce ne vogliano i fans di McCartney, ha un incipit sublime che si risolve in un pastrocchio). Ma McCartney, così come Sheryl Crow che si improvvisa “torch-singer”, ha intuito che chi viene chiamato a cantare una “Bond song” deve accettare la sfida, e concedersi una licenza di strafare. Come dice con enfasi quasi parodistica Tom Jones in “Thunderball”, si sta parlando di un uomo che “ottiene tutte le donne che vuole”, e non uno che sussurra all’amata “We have all the time in the world”, come nella celebre, deliziosa canzone interpretata da Louis Armstrong. Forse il disco risulta molto bello proprio per l’equilibrio tra i veri e propri inni a 007 (“The man with the golden gun” di Lulu, o la impagabile “From Russia with love” di Matt Monro) e più ortodossi inni all’amore che in fin dei conti potrebbero vedere coinvolti altri protagonisti, dall’agente 008 fino a tutti noi.

Tracklist:

“James Bond theme” - Monty Norman Orchestra
“Goldfinger“ - Shirley Bassey
“Nobody does it better“ - Carly Simon
“A view to a kill“ - Duran Duran
“For your eyes only“ - Sheena Easton
“We have all the time in the world - Louis Armstrong
“Live and let die“ - Paul McCartney & Wings
“All time high“ - Rita Coolidge
“Living daylights“ - A-Ha
“License to kill“ - Gladys Knight
“From Russia with love“ - Matt Monro
“Thunderball“ - Tom Jones
“You only live twice“ - Nancy Sinatra
“Moonraker“ - Shirley Bassey
“On Her Majesty's secret service“ - John Barry Orchestra
“The man with the golden gun“ - Lulu
“Diamonds are forever“ - Shirley Bassey
“Goldeneye“ - Tina Turner
“Tomorrow never dies“ - Sheryl Crow
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