«XXX 20TH ANNIVERSARY EDITION - Negrita» la recensione di Rockol

I primi vent'anni di "XXX", l'album "americano" dei Negrita

Tra Arezzo e New Orleans, i due mondi distanti che convivono in "XXX", ritornano in una nuova edizione ampliata dell'album più celebre dei Negrita

Recensione del 27 mag 2017 a cura di Marco Di Milia

La recensione

La provincia toscana e gli Stati Uniti, nel mezzo un disco a cui dare forma e migliaia di chilometri, quelli che i Negrita hanno percorso per raggiungere il Kingsway Studio di Daniel Lanois a New Orleans, un luogo quasi mitologico dove sono passati personaggi come Peter Gabriel e un non ancora premio Nobel per la Letteratura Bob Dylan. Nel 1997, iniziava così l’avventura di “XXX”, l’album “pop” e “americano” da centomila copie vendute con cui la band aretina ha compiuto quel salto in avanti che i precedenti “Negrita” e “Paradisi per illusi” avevano solo preparato.

Il lavoro che finalmente portava l’allora formazione a cinque di Pau, Drigo, Mac, Frankie e Zama alla conquista della grande notorietà, metteva in sequenza una scaletta di brani legati al sound del Delta, ma con uno sguardo tutto italiano sul proprio mondo. Un modo di raccontare quei confini, a volte un po’ soffocanti, con sincerità e disillusione, senza per questo scadere nella facile retorica, anzi, mantenendo come filo conduttore un tono leggero e piacione quel tanto che basta per essere recepito con entusiasmo da una platea pronta a fare di molte quelle canzoni dei vessilli del rock Made in Italy degli anni Novanta.

Riascoltare “XXX”, celebrato oggi per i suoi primi vent’anni con una nuova edizione ampliata di inediti, versioni alternative e un dvd diario di viaggio, è come aprire un varco su una dimensione fuori dal tempo fatta di suoni - e immagini - che continuano a parlare a un pubblico che ha mandato giù a memoria quei brani composti nella tranquillità della campagna di Arezzo e poi registrati tra le sponde del Mississippi e il caldo torrido della Louisiana. Quegli stessi umori che sono di fatto confluiti nelle tracce di “XXX”: un disco che ancora adesso è una delle chiavi di volta nel passaggio del rock italiano da un millennio all’altro, ricco di influenze e coloriture differenti ma anche e soprattutto suonato con l’energia di una band che all’epoca stava esplorando tutto il suo miglior potenziale.

Da “Ho imparato a sognare”, che, complice anche la partecipazione alla colonna sonora di “Tre uomini e una gamba” di Aldo, Giovanni e Giacomo, è diventata ben presto uno dei grandi e immancabili superclassici del gruppo, di quelli da cantare in coro, accendini alla mano - almeno fino all’avvento degli smartphone, ché in effetti anche i riti da stadio hanno ceduto il passo alla tecnologia che avanza - passando per “A modo mio” e “…e intanto il tempo passa” fino a un anthem ribelle e passionale come “Sex” o alla morbida malinconia di “In un mare di noia”, la scia di quanto “XXX” ha lasciato dietro in effetti è lunga, dimostrando come una via mediterranea e un po’ meticcia tra southern rock e blues era in effetti possibile, anche divincolandosi dai canoni tracciati dai vari Litfiba e Ligabue. Certo, ritrovarsi vent’anni dopo con un brano come “Io Pocahontas me la farei” lascia trasparire bene tutto l’entusiasmo e una certa propensione al cazzeggio che da adulti potrebbe dare luogo a qualche colpetto di tosse imbarazzato, ma, suvvia, riaprire alcune scatole della memoria, porta anche quel po’ di inevitabile disagio che si prova quando si guardano le vecchie fotografie chiuse per troppo tempo in un cassetto. E di materiale celebrativo, in effetti, nella nuova ristampa di “XXX” ce n’è in abbondanza, tanto da poter scegliere tra due differenti versioni, una standard cd/dvd e una deluxe, prodotta in esclusiva per Amazon, che aggiunge al lotto anche il vinile dell’album e un libro fotografico con gli scatti realizzati per la promozione del disco, molti dei quali del tutto inediti. Una nota a parte merita proprio il docufilm “Da Arezzo a New Orleans”, precedentemente edito su vhs e che raccoglie la testimonianza del quintetto partito dalla Toscana alla volta degli States in uno dei luoghi simbolo della cultura musicale dell’America. Riedito su supporto digitale ma con quella stessa patina vintage che aveva all’epoca della sua registrazione, racconta il percorso intrapreso dai Negrita a spingersi verso quel sound americano che ne ha accelerato di misura l’evoluzione stilistica. Un viaggio geografico, umano e artistico che passa anche per un curioso e divertente spot per la Coca Cola, con tanto di brano jingle composto per un “battere cassa” che poi non è andato in porto, almeno fino ad ora.

A completare il già corposo programma per le celebrazioni infine, sono emersi dai nastri incisi nelle session alla fattoria dell’Albereto due tracce inedite che all’epoca non furono incluse nella lavorazione dell’album e della cui esistenza la band stessa ne aveva perso memoria. Una è l’inno all’indolenza “Pigro”, sorta di omaggio a distanza a Ivan Graziani, mentre l’altra è la più diretta “Il peso di quest’eredità”: molto più di semplici demo, i brani offrono un ulteriore sguardo su quanto il gruppo stava all'epoca realizzando.

Nonostante l’inevitabile incedere tiranno del tempo “XXX” regge ancora bene il peso di queste due decadi trascorse dalla sua pubblicazione. Fotografa i Negrita in uno dei loro migliori momenti storici, sotto la guida musicale di Fabrizio Simoncioni e del compianto Carlo U. Rossi a definire quello stile che ne avrebbe caratterizzato l’intero percorso artistico negli anni a venire. Un disco, ancora oggi, nel suono e nei temi, schietto e immediato, seppure non originalissimo. Un omaggio al mito americano così come al mondo semplice che gli fa da cornice. Al centro, le storie raccontate in prima persona, al di là delle facili fascinazioni di liriche diventate degli slogan conosciuti anche dai sassi - tipo “C’era chi era incapace a sognare / E chi sognava già” - spontanee e dirette al punto da parlare direttamente alla pancia, senza paura di temerne i giudizi. Manifesto di una generazione che nonostante tutto questo tempo sia davvero fuggito via, è ancora lì a fare i conti con le sue chimere.

TRACKLIST

01. Bong - Remastered 2017 (00:39)
06. 544 Esplanade - Remastered 2017 (01:26)
15. A Modo Mio - Tex Mex Version (03:53)
16. Per Quello Che Dai - 8 Tracks Demo (03:04)
17. Era Magico - 8 Tracks Demo (03:41)
19. Pigro - 8 Tracks Demo (03:29)
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.