«ANIME RESTANTI - Unicostampo» la recensione di Rockol

Unicostampo - ANIME RESTANTI - la recensione

Recensione del 29 mar 2017 a cura di Anna Gaia Cavallo

La recensione

“Anime restanti” è il titolo dell’album di esordio degli UnicoStampo. Album di esordio sì, ma frutto del lavoro di musicisti tutt’altro che esordienti. Un passo indietro. Galeotta fu una serata in un locale romano: Fabio Massimo Colasanti (con all’attivo una collaborazione ventennale con Pino Daniele, oltre ad aver lavorato al fianco di artisti come Giorgia e Gianluca Grignani), sente suonare live gli UnicoStampo, e, convinto soprattutto dal modo di scrivere e di cantare di Danilo Cioni, decide di produrli. Dopo vari cambi di formazione, subentra la necessità di aggiungere una seconda chitarra… Ed ecco spiegato l’ingresso dello stesso Colasanti nella band. Parte tutto da qui. Dalla voglia di mettersi in gioco, creando qualcosa di unico. Non a caso, UnicoStampo. Lasciato in eredità dalla vecchia formazione, più che un semplice nome riassume la loro indole: la loro voglia di restare unici, fedeli a se stessi e alle loro idee, di fare ciò che desiderano, come lo desiderano.

 “Anime restanti” nasce in seguito ad un viaggio in Giappone. L’idea di base trae ispirazione dai canoni estetici della cultura giapponese, influenzati dal Buddhismo, secondo cui tutte le cose sono un’evoluzione o un dissolvimento nel nulla. Un nulla inteso non come spazio vuoto, bensì come spazio di potenzialità. Allo yin – yang cinese corrisponde lo in – yo giapponese. “In” rappresenta la parte negativa, dolce, femminile, ubbiente, passiva. “Yo” rappresenta la parte positiva, forte, maschile, aggressiva e progressiva. In e Yo, però, non sono antagonisti: si completano a vicenda e sono in continua interazione. Così i contrasti, gli opposti, tornano in diversi brani dell’album, nonché nei rispettivi video musicali. A partire dai contrasti tra bianco e nero, bene e male, di “Così diversi”. Fino ad arrivare alla contrapposizione tra purezza e lussuria di “Sono qui”. Ogni video, insieme al brano che accompagna, racchiude un mondo a se stante. Ognuno vuole raccontare una storia che basti a se stessa per essere compresa.

E tornano riferimenti ai contrasti anche nei testi delle canzoni. Primo tra tutti “Così diversi”, primo singolo estratto, nonché fulcro di tutto il lavoro. In un’epoca in cui tutti cercano di omologarsi alla massa, viene considerato diverso chiunque non tenti di farlo. Chi viene tacciato come diverso, però, in realtà è il più normale. 

Non è questo l’unico tema affrontato. Si parla d’amore, in tracce come “Sono qui”, che racconta il vuoto incolmabile che può lasciare un’assenza e spiega quanto il peso di questo vuoto possa essere insostenibile. Torna l’amore anche in “Egoista”, che descrive la tipica storia iniziata per caso e finita male: un incontro casuale in un giorno qualunque che lascia alle sue spalle una scia di sofferenza. Si parla di quanto, alle volte, sia necessario cadere e poi rialzarsi per poter stare bene, in “Altomare”. E si parla anche di quanto sia importante saper riconoscere il proprio valore, in “Non puoi comprarmi”.

L’ album è di stampo alternative rock. Ci sono tocchi di grunge in “Egoista” e “Non puoi comprarmi”, di elettronica in “Altomare”. 
“Anime restanti” è un album nato dall’amore per la musica e dalla voglia di non accontentarsi mai. È un album a tratti emotivo, a tratti riflessivo, a tratti provocatorio. Comunque mai banale. Arricchito dalle esperienze della band, confluite in questo sound avvolgente, intenso e sempre ricercato. È l’essenza degli UnicoStampo. È, in sostanza, “la traccia indelebile” del loro essere.

 

TRACKLIST

01. Sono qui (04:50)
02. Così diversi (04:39)
03. Dolcemente (04:00)
04. La noia (04:23)
05. Altomare (04:46)
06. Ti risvegli (03:57)
07. Egoista (04:05)
08. Non puoi comprarmi (03:11)
09. Sanguisughe (03:33)
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