«SLOWTIDE - Slowtide» la recensione di Rockol

Slowtide: leggi qui la recensione del disco d'esordio

Trip hop venato di elettronica e indie rock che ha trovato definitiva quadratura nel disco d’esordio della band di Novara.

Recensione del 05 apr 2017 a cura di Marco Jeannin

La recensione

Il sound è trip hop, è elettronico, è indie, ed è pop. Loro sono gli Slowtide, al secolo Annalisa Bosotti (voce), Michele Rossetti (voce), Carlo Franchini (chitarra), Mikel Peruch (batteria) e Lorenzo Crippa (sintetizzatori). Hanno iniziato a suonare insieme tra il 2014 e il 2015; dopo aver pubblicato un paio di pezzi su Youtube, “Too easy to twenty” e “Can’t you see”, nell’estate del 2016 sono entrati in studio per lavorare al primo album. Ne sono usciti con questo disco d’esordio omonimo, “Slowtide”, scritto ed interpretato interamente dalla band, e prodotto e registrato da due vecchie conoscenze di Rockol, Lucantonio Fusaro e Claudio Piperissa dei Mascara. Una scelta interessante e per nulla casuale, che rimanda immediatamente a quanto scritto in apertura: il sound degli Slowtide è effettivamente un mix di trip hop, indie e pop, una materia prima che Fusaro e Piperissa hanno già ampiamente dimostrato di saper maneggiare ai tempi dei dischi dei Mascara, appunto, e che qui assume contorni quasi dream pop.

Undici i pezzi in scaletta, su cui spiccano i due singolo “Leeway” e “Alaska”, posti strategicamente in apertura. Scelta che però non limita le successive nove tracce, facendo anzi da traino per l’ascolto di un disco che si contraddistingue per compattezza in termini di suono, di arrangiamento e, in generale, di scrittura. Molto interessante in questo senso l’utilizzo della doppia linea vocale: Annalisa Basotti e Michele Rossetti hanno un buon feeling e si completano a vicenda, andando a tessere trame e contrappunti che probabilmente faranno la differenza oggi come in futuro. Un po’ come è stato per gli XX, tanto per capirci, e “Rats” ne è un buon esempio.

“Dietro l’album non c’e` un’idea portante dalla quale e` stato sviluppato e neppure uno scopo comunicativo particolare. Quello che, piuttosto, e` presente in questo lavoro e` il risultato della prima ricerca musicale perseguita da tutti i membri della band all’interno di un piu` o meno chiaro orizzonte musicale. L’obiettivo comune era quello di confrontarsi e creare qualcosa che rappresentasse in parte ogni componente e allo stesso tempo l’insieme di tutti, al fine di raggiungere un suono il piu` personale possibile che potesse definire il progetto musicale”.

Slowtide è dunque un disco nato per suonare. Punto. Un obiettivo che possiamo dare tranquillamente per raggiunto. Band interessante.

TRACKLIST

01. Leeway (03:57)
02. Alaska (03:27)
03. C.Y.S. (03:03)
04. Knights (03:39)
05. Anchorites (03:17)
06. Rats (03:39)
07. Interlude (03:16)
08. Caves (03:44)
09. Reprize (04:15)
10. Talk in Circle (02:58)
11. What a Great Place (03:03)
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