«HOT THOUGHTS - Spoon» la recensione di Rockol

"Hot thoughts" by Spoon, roba buona

Gli Spoon fanno centro per l'ennesima volta, "Hot thoughts" è un album all'altezza della loro fama

Recensione del 28 mar 2017 a cura di Paolo Panzeri

La recensione

Gli Spoon sono una grande band sin dagli esordi, sin da quando si rivelarono con il primo album “Telephono”, nel 1996. Questo è bene metterlo in chiaro da subito. Perché se da noi sono da ritenersi gruppo di culto con un seguito non da grandi numeri, nei natii Stati Uniti – sono originari di Austin (Texas) – il successo non gli fa certamente difetto. Di pubblico e di critica. Prova ne è che i loro ultimi tre album prima di questo “Hot thoughts” hanno raggiunto tutti la top ten delle classifiche di vendita. Volete un’altra prova: secondo i calcoli di Metacritic (il sito che aggrega le recensioni, ne fornisce una valutazione assegnandole un punteggio per poi ricavarne una media) sarebbero la band più apprezzata nei dieci anni che vanno dal 2000 al 2009. Insomma, non gli ultimi arrivati.

 

Questa doverosa introduzione prelude alla affermazione che per trovarsi di fronte a un passo falso degli Spoon di Jim Eno e Britt Daniel si deve attendere ancora qualche tempo. Perlomeno fino alla loro prossima uscita discografica, perché “Hot thoughts” è un lavoro all’altezza dei precedenti. In cabina di regia siede ancora una volta, dopo l’egregio lavoro svolto tre anni fa con “They want my soul”, Dave Fridmann (Flaming Lips e Mercury Rev) e non ha certo nuociuto ai suoni degli Spoon 2017.

 

In questa nona prova degli Spoon non sono presenti per la prima volta chitarre acustiche e l’album ha il sapore di un funk-rock quel tanto di antico da apparire quasi moderno. Loro se la sono cavata dicendo che lo scorso anno sono stati investiti dall’onda emotiva della morte di Prince e ne hanno mandato a memoria l’opera omnia. Noi, una volta inserito il cd nel lettore, veniamo investiti (molto piacevolmente) dal ritmo della title track che una volta sfumata lascia il posto alla altrettanto irresistibile "WhisperI'lllistentohearit", segue la affascinante “First caress” e così si prosegue fino alla lunga e rarefatta “Pink up” che fa presagire un cambio di scenario ma è soltanto un episodio. Il singolo “Can I sit next to you” rimanda nuovamente all’R’n’B e a sonorità che avevano cittadinanza nella New York di fine anni settanta, non facendosi mancare una spruzzata dei maestri Talking Heads. “I ain’t the one” è una ballata per voce e drum machine, “Tear it down” profuma di Beatles e il riff di “Shotgun” ricorda da vicino “I was made for lovin’you” dei Kiss anche se poi si va da tutt’altra parte. A chiudere lo strumentale “Us” dove spadroneggia una limpida tromba.

 

“Hot thoughts” è un album che ha diverse facce e che sorprende ad ogni successivo ascolto. Ogni successivo ascolto svela particolari e intuizioni sonore che, come fosse un caleidoscopio, non si esauriscono quasi mai. Come ha dichiarato Jim Eno, “Un album è più della somma delle sue canzoni. E’ una forma di espressione artistica”. Nel caso di “Hot thoughts”, concordiamo pienamente.

TRACKLIST

01. Hot Thoughts (03:48)
04. First Caress (02:48)
05. Pink Up (05:57)
07. I Ain't the One (03:48)
08. Tear It Down (04:20)
09. Shotgun (03:38)
10. Us (04:59)
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