THERE IS NOTHING LEFT TO LOSE

Bmg (CD)

Buttandosi a capofitto nei Foo Fighters, Dave Grohl aveva fatto capire sin da subito il nuovo andazzo post-Nirvana: musica che ne conservasse in qualche modo la fisionomia irrequieta e ‘accelerata’, bilanciata però da una manifesta componente pop che nel gruppo di Cobain era invece nascosta dietro la tormentata vocalità del leader. “There is nothing left to lose” procede impavido sulla sua rotta come un incrociatore tedesco, attento a ben bilanciare richiami rock e passaggi energetici con momenti melodici - se non prevedibili - quasi leziosi, trasformando il suono Foo Fighters nell’avvisaglia di una malattia, quella che conduce dritti alla dipendenza da alternative rock di stampo radiofonico. Non c’è un solo passaggio che risulti indigesto, tra le righe di questo album, ma tutto pop-rock ad alta densità proteica e con qualche picco d’eccellenza, come nel caso della iniziale “Stacked actors” – pare dedicata a Courtney Love e alla sua carriera nel mondo della celluloide, con qualche riferimento nel testo che ha suscitato l’ira della bionda leader delle Hole al punto da farle sputare veleno nei confronti di Grohl («non ha fatto niente per aiutare Kurt quando era nella m… con l’eroina») in un recente show televisivo –, del singolo “Learn to fly”, così come di “Live-in skin” e “Generator”. Per il resto non poche le citazioni che attingono a zone luminose della tradizione musicale USA – si cita a piene mani anche Roy Orbison – ma che messe tra le corde della chitarra di Dave Grohl danno un po’ di smarrimento. Il punk è lontano anni luce da casa Foo Fighters, ormai, ma l’ex-batterista nei Nirvana e i suoi pard potranno assicurarvi qualche sana sferzata elettrica, in ricordo degli anni d’oro di Seattle. E tanto, tanto pop.