«STELLULAR - Rose Elinor Dougall» la recensione di Rockol

Le scintillanti stelle di Rose Elinor Dougall, tra alternative e power pop

L'ex cantante delle Pipettes torna sulle scene con una raccolta di mirabili popsong che non può lasciare indifferenti.

Recensione del 02 feb 2017 a cura di Michele Boroni

La recensione

Forse qualcuno di voi – in pochi, suppongo – avrà già sentito il nome di Rose Elinor Dougall. Era tra le componenti delle Pipettes, gruppo meteora degli anni zero dalle grandi aspirazioni pop in salsa vintage e dagli scarsi risultati commerciali, per poi diventare la voce femminile dei Business Intl, la band di Mark Ronson nel suo primo disco di inediti “Record Collection” del 2010. Anche il suo esordio da solista “Without why” del 2010, in equilibro tra credibilità indie e slanci pop, non fu notato da molti. Ci riprova oggi con “Stellular” facendosi produrre da Oli Bayston, personaggio piuttosto noto nell'underground inglese (ex Keith, ora Boxed In), e l'impressione è che questa volta la bella Rose avrà modo di farsi conoscere.

Ci troviamo in quel territorio di frontiera tra il dream pop e la dance, l'electro e il power pop, irresistibile se ben prodotto e realizzato, ed è questo il caso di "Stellular". Bastano le prime note delle chitarre delle iniziali “Colour of Water” e “Strange Warnings” per catapultarti nel mondo della perfezione pop, con rimandi a “Ordinary world” dei Duran Duran e ai migliori Prefab Sprout. Ma il disco in realtà riserva molte altre sorprese: c'è il suono moroderiano in “All at once” e “Closer” dove Rose si esibisce nella migliore imitazione possibile di Debbie Harry (“tutto stasera, tutto domani. Sono così stanca di aspettare" sussurra, e il pensiero corre verso "Rapture" dei Blondie).

C'è anche lo spazio per la ballata power pop di “Take Yourself with you” e il duetto con Oli Bayston in “Dive”. Tutto quanto servito con la voce superlativa e vellutata di Rose Dougall, con la stessa gamma di Roisin Murphy ma più calda, l'elegante potenza di Goldfrapp e, nei pezzi più electro, l'emotività vocale di Robyn.

13 piccole stelle pop (“Stellular” significa ricca di piccole stelle) cariche di bassi funky, contrappunti di chitarra e synth messi al punto giusto al servizio di canzoni tra malinconia e romanticismo. Il disco si chiude con “Wanderer” un canzone di maturo pop in cui si scusa per i suoi comportamenti: “Please forgive my recklessness”, implora malinconicamente.

Non hai niente da farti perdonare, cara Rose.

TRACKLIST

01. Colour Of Water (04:56)
02. Strange Warnings (03:49)
03. Stellular (03:52)
04. Closer (03:10)
06. All At Once (03:29)
07. Answer Me (03:51)
08. Dive (03:56)
09. Poison Ivy (02:59)
10. Hell And Back (04:17)
11. Space To Be (04:40)
12. Wanderer (04:51)
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