«BACK FROM THE EDGE - James Arthur» la recensione di Rockol

James Arthur: X Factor, il buio più totale e la rinascita con il nuovo album

Vincitore di X Factor nel 2012, James Arthur torna sulle scene a distanza di ben tre anni dall'uscita del suo ultimo lavoro. E lo fa con un disco che racconta perfettamente quelli che sono stati gli ultimi anni della vita del cantautore britannico.

Recensione del 31 gen 2017 a cura di Redazione

La recensione

Ritrovarti da un giorno all'altro sulla vetta del mondo, senza neanche avere il tempo di accorgertene, può essere molto pericoloso. La fama improvvisa e le aspettative possono essere destabilizzanti. Il caso di James Arthur lo dimostra. Per chi non ne avesse mai sentito parlare: il cantante, originario del North Yorkshire, partecipò alla nona edizione della versione originale di X Factor - quella britannica - nel 2012. Guidato da Nicole Scherzinger, che quell'anno era caposquadra della categoria ragazzi dai 16 ai 24 anni, Arthur riuscì a sbaragliare la concorrenza del compagno di squadra Jahméne Douglas e soprattutto del favorito alla vittoria Christopher Maloney (primo al televoto in praticamente tutte le puntate) aggiudicandosi così il contratto con Sony. Il suo singolo d'esordio ottenne un discreto successo (anche nel nostro Paese, dove fu certificato oro) e il primo disco si spinse fino alla seconda posizione della classifica di vendita nel Regno Unito. Poi, il silenzio: James Arthur si è allontanato dai riflettori ed è letteralmente sparito dalle scene per ben tre anni. Il motivo? X Factor gli ha praticamente rovinato la vita ed è stato lui stesso a raccontarlo in alcune interviste rilasciate per presentare il suo nuovo album. Arthur ha detto di non riuscire più a vedere il talent ideato da Cowell, che solamente pochi secondi di X Factor gli scatenano un'ansia difficile da controllare, di aver pensato addirittura di suicidarsi.

Il disco che segna il ritorno sulle scene di James Arthur ha un titolo emblematico: "Back from the edge". È un'espressione inglese che in italiano può essere traducibile in diversi modi: "Fuori dall'anonimato", "Sull'orlo del precipizio", "Lontano dal bordo" di qualcosa. Sono tutte espressioni azzeccate: perché le nuove canzoni del cantante britannico riflettono piuttosto onestamente su tutto quello che Arthur ha passato nel corso degli ultimi anni, descritti "come delle montagne russe": "Questi due anni lontano dalle scene mi hanno fatto bene", dice lui, "c'è molto della mia personalità in questo album. È incentrato sull'amore, sulla speranza e sul fare affidamento su sé stessi e sulle proprie forze".

A livello di testi, "Back from the edge" è un disco molto personale e intimo: James Arthur sembra raccontare, come se leggendo le pagine di un diario, questo lungo periodo di lontananza dalle scene. Gli arrangiamenti e i suoni sono invece più energici, quasi in contrasto con l'aspetto più riflessivo dei testi: c'è molto soul, parecchio rock e qualcosina di hip hop. È un racconto molto lungo, "Back from the edge": ben 13 capitoli (nell'edizione deluxe le canzoni sono addirittura 17) la cui caratteristica principale è proprio questo contrasto tra testi intimi e riflessivi, quasi introversi, e suoni duri, più aperti.

Il disco è stato registrato tra Londra e Los Angeles e realizzato insieme ad un team ristretto di autori e produttori: Red Triangle (Charlie Puth, 5SOS), Andrew Jackson (John Legend, John Newman), Bradley Spence (Jamirowuai, Kasabian, Passanger, Alt-J, Coldplay, Radiohead) e Jonathan Quarmby.

Il ritorno di James Arthur è stata una sorpresa: pubblicare un nuovo album un periodo lunghissimo di assenza dai riflettori avrebbe potuto rappresentare un flop totale, per il cantante britannico. Anche perché, nel corso di questi anni, X Factor ha sfornato altre quattro potenziali star (Sam Bailey, Ben Haenow, Louisa Johnson e Matt Terry) e, si sa, il modo con cui il pubblico accoglie i vincitori del talent è un po' lo stesso con cui i bambini desiderano videogiochi e giocattoli nuovi, abbandonando nell'oblio e rinchiudendo in qualche scatola dentro un armadio i vecchi (avete presente la scena di Toy Story in cui il ragazzino quasi finisce per dimenticare il cowboy Woody quando gli viene regalato Buzz Lightyear?). E invece, il pubblico britannico non si è dimenticato di James Arthur: "Back from the edge" ha debuttato al primo posto della classifica di vendita nel Regno Unito, vendendo in tre mesi 100.000 copie (non numeroni, eh, ma nemmeno numerini).

Ma la cosa più interessante che ha portato in James Arthur questo lungo periodo di silenzio è il desiderio di raccontare una storia, la sua storia, trasformando una crisi totale in qualcosa di bello: in una manciata di canzoni sincere, oneste ed emozionanti.

TRACKLIST

01. Back from the Edge (03:54)
03. Prisoner (03:58)
04. Can I Be Him (04:06)
05. I Am (03:11)
06. Train Wreck (03:28)
07. Safe Inside (03:42)
08. Sober (03:06)
09. Phoenix (04:09)
11. Sermon (04:32)
12. Remember Who I Was (02:57)
13. Finally (04:21)
14. The Truth (04:20)
15. Skeletons (03:57)
16. If Only (04:03)
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