«LA MAISON VERTE - Mimes of Wine» la recensione di Rockol

Mimes of Wine: leggi qui la recensione de "La maison verte"

A tre anni di distanza dal precedente ”Memories for the unseen” ecco tornare i Mimes of Wine di Laura Loriga con un album nuovo di zecca.

Recensione del 01 gen 2017 a cura di Marco Jeannin

La recensione

Direi di cominciare come si fa al cinema, e cioè con i titoli di testa. Una scelta dettata dal fatto che “La maison verte” è un signor disco, confezionato da musicisti veri, e va introdotto come si deve. Quindi... partiamo dal cuore, da chi ha scritto musiche e testi, l’anima dei Mimes of Wine: Laura Loriga. Laura è una pianista d’esportazione, nel senso che nasce a Bologna, ma è negli Stati Uniti che sta trovando la sua dimensione, a Los Angeles in particolare. I Mimes of Wine sono una sua creatura, nata nel 2007 e che oggi ha sulle spalle tre album. Quest’ultimo è stato prodotto e suonato da quella che ad oggi è la band Mimes of Wine: voce e pianoforte Laura Loriga, Luca Guglielmino alla chitarra elettrica, Stefano Michelotti alla nichelarpa e al violino, Helen Belangie al violoncello, batteria di Riccardo Frisari e Contrabbasso di Matteo Zucconi, responsabile anche delle registrazioni, mixate infine da Bruno germano al Vacuum Studio.

Nove i pezzi in scaletta, in cui si segnala la presenza di Corrado Nuccini dei Giardini di Mirò - band con cui Laura è stata recentemente in tour e con cui co-scritto la stupenda “Lovers'eyes” (… e un po’ si sente) - Francesca Pizzo (Melampus) e Tiziano Bianchi (Portfolio). Nove pezzi (post) folk seri e molto delicati, dal vago sapore apocalittico ma intrisi di una dolcezza fondamentale che ci aiuta a capire chi è oggi Laura Loriga e dove sta andando. “La maison verte” in questo senso è il classico disco della maturità pienamente raggiunta, una collezione di pezzi i cui suoni sono esattamente dove dovrebbero, arrangiati e mixati con una grandissima cura per il dettaglio.  

Ora, non sto qui ora a soffermarmi sul singolo pezzo: il mio consiglio è affrontare questo disco nella sua completezza, cuffie alla mano, con l’obiettivo di lasciarsi prendere dal fluire caldo degli arpeggi e delle melodie vocali. Non è un disco per le orecchie di tutti, e senza dubbio questo è il suo pregio più grande: ha bisogno di tempo e spazio per respirare, come un buon vino. Personalmente “La maison verte” mi ha permesso di conoscere il mondo Mimes of Wine, un progetto presentatomi chiamando in causa nomi quali Sara Lov, Cat Power e Lisa Germano; io, a questa lista già ben nutrita e piuttosto azzeccata, aggiungerei Marissa Nadler e Laura Veirs, giusto per completare il girone: Laura Loriga potrebbe, anzi, può tranquillamente giocarsela alla pari con tutte loro. Un talento vero.

TRACKLIST

01. Below a Fire (04:10)
02. Jai Singh (04:17)
03. Hour (03:40)
04. Last Man on Mount Elysian (03:44)
05. Birds of a Feather (04:02)
06. Gates (04:11)
07. Shemkel (03:52)
08. Lovers' Eyes (04:32)
09. Road (04:28)
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