«FONTE D'AMORE - Giuni Russo» la recensione di Rockol

Giuni Russo, la voce-strumento. Esce 'Fonte d'amore', con alcune registrazioni inedite: la recensione

Nel nuovo progetto discografico dedicato alla compianta cantante siciliana, "Fonte d'amore", c'è anche un disco di registrazioni inedite, "Sharazad", contenente demo, chicche, versioni alternative e brani mai ascoltati.

Recensione del 21 nov 2016 a cura di Mattia Marzi

La recensione

Che voce, quella di Giuni Russo. Qualcuno l'ha definita "la voce di un gabbiano", acuta e potente. Da queste parti ci piace definirla, piuttosto, una voce-strumento, tecnicamente perfetta (con un'estensione di quasi cinque ottave), capace di dipingere sensazioni e atmosfere particolari. Una voce che il grande pubblico non ha potuto apprezzare come meritava: da un lato perché da quel "grande pubblico" è fuggita, nel senso che si è auto-sottratta a quella che qualche anno fa veniva definita "musica leggera" e che oggi viene indicata più semplicemente come musica "pop", passando dalle canzonette orecchiabili ad un repertorio più sofisticato e ricercato, lontano dal facile consenso; dall'altro perché questa voce se ne è andata troppo presto, quando aveva ancora molte cose da raccontare.

In seguito alla scomparsa della cantante siciliana, avvenuta nel 2004, sono stati pubblicati alcuni dischi postumi, per lo più raccolte che hanno messo insieme il materiale più disparato, tra successi, demo, versioni alternative e remix: progetti un po' confusi e a volte non così necessari - ad eccezione della serie di pubblicazioni curate dalla GiuniRussoArte - nel senso che non raccontavano nulla di Giuni Russo se non quello che già si sapeva e che il pubblico aveva già avuto modo di ascoltare. Ora arriva un questo nuovo progetto discografico, "Fonte d'amore", un cofanetto - curato proprio dalla GiuniRussoArte - che contiene quattro dischi tra cui uno di registrazioni inedite.

"Giuni", "Album" e "Il ritorno del soldato Russo" per la prima volta in cd:
Nel cofanetto sono raccolti per la prima volta in versione cd gli album "Giuni" e "Album", usciti rispettivamente nel 1986 e nel 1987 solamente in versione LP e musicassetta: si tratta dei due album che Giuni Russo pubblicò per l'etichetta Bubble Record di Carlo Bixio dopo la rottura con la CGD, casa discografica che aveva pubblicato - tra il 1981 e il 1984 - gli album "Energie", "Vox" e "Mediterranea". "Giuni" contiene, tra gli altri brani, una delle canzoni di maggiore successo dell'intera carriera della cantante, "Alghero": uscita come singolo nel giugno del 1986 (sul lato b c'era "Occhiali colorati"), la canzone si rivelò una delle hit di quell'annata. Tutte le canzoni del disco sono state rimasterizzate da Pino "Pinaxa" Pischetola, ingegnere del suono noto ai più come braccio destro di Franco Battiato da ormai qualche anno a questa parte. Pischetola ha rimasterizzato anche le tracce di "Album", che può essere considerato l'ultimo disco "pop" di Giuni Russo: già a partire dall'album successivo, "A casa di Ida Rubistein" del 1988, infatti, la cantante optò per un deciso cambio di rotta, allontanandosi progressivamente dalla "musica leggera" e accostandosi alla musica da camera, alla musica classica, al jazz, al blues e alla musica sacra. Il terzo cd di "Fonte d'amore" contiene le canzoni dell'album "Il ritorno del soldato Russo", uscito nel 2014 ma solo in formato vinile e in edizione limitata, uno di quei progetti - a cui accennavamo sopra - che hanno messo insieme versioni originali e alternative, demo e inediti: "Le tue parole" è la prima stesura di "Morirò d'amore", "L'animale" è una versione inedita di Giuni Russo della canzone di Battiato già incisa dal cantautore per l'album "Mondi lontanissimi" del 1985.

"Sharazad", il disco di registrazioni inedite:
La vera novità di "Fonte d'amore" è rappresentata dal quarto disco, "Sharazad", contenente otto registrazioni inedite. L'album è frutto della produzione di Maria Antonietta Sisini, storica collaboratrice di Giuni Russo, che ha recuperato alcuni brani registrati dalla cantante in versione demo. Anche in questo caso, Pino "Pinaxa" Pischetola ha ricoperto un ruolo fondamentale, curando la post-produzione delle registrazioni e anche i mix, cercando di ripulirle dalle imperfezioni quanto più possibile (in alcuni casi ci è riuscito piuttosto bene, in altri no). Parliamo di "registrazioni inedite" perché non tutti gli otto brani contenuti nel disco sono effettivamente inediti: lo sono "Sharazad", "Giochi di nuvole", "Vestale" e "Fonte d'amore". Non lo sono "Fonti mobili", "E si perde", "Senza ragione" e "Maria Guadalupe".

Demo e versioni alternative:
"Fonti mobili" era destinata all'album "Gelsomini d'Arabia", la cui uscita era prevista per la fine del 1997, ma il disco non venne mai pubblicato a causa di contrasti con quella che era l'etichetta discografica di Giuni Russo, all'epoca. La canzone finì all'interno della raccolta "Irradiazioni", nel 2003: quella presente in "Sharazad" è una versione inedita, registrata a Milano il 10 ottobre 1990, con un fraseggio di sintetizzatore iniziale differente rispetto a quella del 2003 e con un ritmo meno serrato.
"E si perde" è una versione alternativa di "Voce che grida", altra canzone inedita contenuta all'interno della raccolta "Irradiazioni", e non ci sono grosse differenze tra l'una e l'altra: la versione contenuta in "Sharazad" è stata registrata a Milano il 31 dicembre 1995.
"Senza una ragione", invece, venne pubblicata già nel 2003 all'interno dell'album "Demo de midi", uscito per Sony Music, che raccoglieva alcune canzoni inedite registrate da Giuni Russo tra gli anni '80 e '90. La versione contenuta in "Sharazad", registrata il 7 settembre 1997, è leggermente diversa rispetto a quella di "Demo de midi": si apre con alcune note suonate al pianoforte (anziché al flauto), non c'è il rumore della pioggia in sottofondo e nel finale compare il violino del Maestro Giusto Pio (fondamentale collaboratore del Battiato del ritorno al "pop", negli anni '80, dopo il periodo dell'avanguardia elettronica).
"Maria Guadalupe", infine, è la versione di Giuni Russo della canzone scritta insieme a Maria Antonietta Sisini per la cantante Alessandra, che la incise nel 1995 per l'album "Cocktail d'amore" - la registrazione di Giuni è datata 13 febbraio 1988: è un divertissement che sembra una caricatura di certe canzoni "pop", con rime banali e melodie iper-orecchiabili (lo stile è quello del Battiato di "La voce del padrone").

Gli inediti:
"Sharazad", scritta da Giuni Russo e Maria Antonietta Sisini, è nata in Turchia, a Konia, ed è stata registrata il 1° settembre 1999 a Milano. Il titolo cita la protagonista di "Le mille e una notte" e non a caso elementi arabeggianti compaiono anche nell'arrangiamento e nella vocalità della cantante.
"Giochi di nuvole" (registrata il 5 giugno 1988) è un lento anni '60 con un finale arioso, quasi lirico: "Non puoi lasciarmi in questa stanza sola, sempre sola / che me ne faccio di un'altra notte ancora, ma resto qui con te".
"Vestale" (16 ottobre 1997) è una canzone dalle atmosfere più oscure, originariamente scritta per una collega della cantante (Rettore? Alice?): "Io sacerdotessa del sogno tuo, vestale / per te faccio un peccato d'orgoglio totale / nel tempo delle labbra tue", recitano i primi versi del testo.
"Fonte d'amore", infine, datato 23 maggio 2000, è un pezzo più ritmato che parla di "cambiamento, ribellione e di speranza": "Ho girato il mondo per mete lontanissime, in lungo e in largo / e ti ho trovato dentro in un angolo di casa mia".

Il libretto fotografico:
Oltre ai quattro dischi, "Fonte d'amore" contiene anche un libretto fotografico con oltre 30 scatti che ritraggono Giuni Russo in fasi diverse della sua carriera e della sua vita privata: ci sono foto degli anni '80 che la ritraggono coloratissima e sorridente (con quel ciuffo curatissimo), quelle scattate sul set della copertina dell'album "Vox" del 1983 (in cui compare anche Maria Antonietta Sisini) e altre che la vedono in compagnia di alcuni amici e colleghi (Mango, Alberto Radius, Rita Pavone e Teddy Reno, Alice, Franco Battiato). "Ciò che mi aspetta è nella mia anima e nella musica, alla quale mi abbandono come esperienza totale, senza confini", recita una scritta nelle prime pagine del libretto. Una sorta di manifesto emblematico che descrive bene quella che è stata l'artista Giuni Russo.

TRACKLIST

Disco 1 - "Giuni"
01. Alghero
04. Sogno d'oriente
06. Con te
07. Glamour
08. Europa

Disco 2 - "Album"
01. Ragazzi al luna park
02. Anima pagana
03. Alla luna
09. Il canto dei lillà

Disco 3 - "Il ritorno del soldato Russo"
02. Il ritorno del soldato
04. L'animale
05. Nell'anima
06. M'è rimasto nel cuore (Many rivers to cross)
07. Uomo piangi
08. Un milione un miliardo

Disco 4 - "Sharazad"
01. Sharazad
02. Giochi di nuvole
03. Vestale
04. Fonte d'amore
05. E si perde
08. Maria Guadalupe
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