«KODAMA - Alcest» la recensione di Rockol

Alcest - KODAMA - la recensione

Recensione del 16 ott 2016 a cura di Matteo Galdi

La recensione

Spesso la musica racchiusa in un singolo album non basta a riassumere l’essenza di un artista, come a volte un’intera discografia potrebbe non esprimere tutto il proprio potenziale se l’ascoltatore non conosce origini ed intenti di chi vi si cela dietro. Ed i francesi Alcest - band e progetto artistico che vede come principale ideatore e fondatore Stéphane Paut , in arte Neige - hanno origini lontane. 


Alle porte del duemila la scena black metal francese è più viva che mai, ed è proprio li che si incontrano Neige, Aegnor e Argoth, membri in contemporanea degli Alcest e dei Peste Noire – gruppo dal sound ben più cupo ed estremo del primo – ed incidono una prima demo dal sound grezzo, influenzato dai maestri scandinavi del genere, con testi e liriche basati su natura e poesia.  
Nel giro di un anno però, a causa della dipartita di due dei tre membri fondatori, gli Alcest divengono di fatto il progetto solista di Neige, che dona alla sua creatura un aspetto quasi mistico: i temi trattati sono i ricordi di una terra lontana, i testi sono racconti della “Fairy land”, sogni e visioni legati all’infanzia. Sin dall’esordio “Souvenirs d’un autre monde” la band è accompagnata e caratterizzata da un immaginario fatto di suoni, colori e immagini non riscontrabili nella realtà quotidiana.

Sul piano della scelta sonora sono infatti evidenti le strutture post-rock, strumentali, sognanti e malinconiche. Viene estratto l’aspetto più romantico possibile del black metal (da cui tutto è, incredibilmente iniziato), che di conseguenza è spogliato della crudezza e violenza che lo caratterizzano.

Un “kodama”  nella tradizione giapponese è uno spirito dei boschi, paragonabile alle driadi (le ninfe degli alberi, secondo la cultura dell’antica grecia) e l’album omonimo conserva esattamente questo aspetto mistico. Sembra tendere la mano al celebre regista Hayao Miyazaki ed alle sue innumerevoli pellicole, ai suoi molteplici e scenari dalle tinte oniriche e deliranti.

Particolare attenzione è (come sempre dalla band) rivolta al lato prettamente estetico, prosegue il trend qualitativo che da sempre accompagna la componente iconografica degli Alcest. Lo splendido, mistico artwork di copertina rende omaggio all’arte giapponese: poetico ed oscuro raffigura il dualismo e contrasto tra la natura e l’urbanizzazione, contrappone il candore della gioventù alla brutalità della morte.

I sette brani che compongono il disco (sei, con l’aggiunta di “Notre sang et notre pensées” inclusa nell’edizione deluxe) sono decisamente corposi, di lunga durata ed esaustivi lungo il proprio corso, riescono nell’intento di tramettere le stesse sensazioni di chi l’album lo ha scritto, non lasciando lungo il proprio corso un senso di incompiutezza.

Il quinto lavoro degli Alcest si apre con forse il brano più riuscito, “Kodama” è una lunga cavalcata, epica, incalzante e ricca di pathos: caratteristica del pezzo – ma un po’ di tutto l’album – è proprio l’alternanza tra luce ed ombra, tra suoni ora cupi e distorti ora ariosi e cristallini. Simile nelle trame sonore la successiva “Eclosion”, nella quale basso e batteria pestano incessantemente e con veemenza, quasi in contrapposizione ad una voce a tratti celestiale ed arpeggi di chitarra altisonanti. Degna di nota la semi-ballata “Untouched”, che ha il difficile ruolo di brano struggente ed emozionante all’interno del disco, mentre stona forse il finale composto da “Onyx”, un pezzo forzatamente ambient, i quali forse eccessivi distorsione e riverbero stonano con il lotto.

In definitiva una validissima prova da parte di Neige e della schiera di musicisti che lo hanno supportato nella realizzazione finale, che ormai inizia a divenire sinonimo di qualità e continuità. Un altro capitolo della storia, ricordi da aggiungere al racconto e che provengono da altri mondi lontani. Portano con se la cultura ancestrale dell’oriente, riuscendo ancora una volta a far sognare: l’immaginario degli Alcest non è mai stato più vivo.

TRACKLIST

01. Kodama (09:07)
02. Eclosion (08:54)
03. Je suis d'ailleurs (07:20)
04. Untouched (05:12)
05. Oiseaux de proie (07:48)
06. Onyx (03:51)
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