«ILLUMINATE - Shawn Mendes» la recensione di Rockol

Shawn Mendes - ILLUMINATE - la recensione

Recensione del 27 set 2016 a cura di Mattia Marzi

La recensione

Ti sei appena lasciato con la tua ragazza e sei a terra? Mi dispiace dirtelo, ma il nuovo album di Shawn Mendes non è il disco che fa per te: "Illuminate" è un disco struggente, malinconico e molto triste. Lo si potrebbe quasi definire la versione maschile di "21" di Adele: testi che parlano di storie d'amore al capolinea, una certa rabbia mista a nostalgia, rammarico e dolcezza, ballad soul e blues perfette per il periodo autunnale e invernale, pezzoni che puoi ascoltare rintanato nella tua cameretta mentre fuori fa freddo e c'è il diluvio universale.





Quando uscì il suo primo disco, "Handwritten", Shawn aveva appena 16 anni ed era una Vine-star catapultata dal mondo del web alla vetta delle classifiche musicali. Di anni, ora, Shawn ne ha 18 e con questo suo nuovo album cerca di scrollarsi di dosso l'etichetta di "webstar" e di essere definito a tutti gli effetti un musicista. Senza troppi giri di parole, ci riesce davvero bene: "Illuminate" è un gran disco, uno di quelli che hai piacere ad ascoltare anche fuori dal lavoro. È musica pop, ma non la solita roba usa e getta che si sente spesso in giro: dentro ci sono una manciata di belle canzoni con un suono piacevole e "adulto" (soul bianco e blues) e una produzione curata nei minimi dettagli.

L'album è prodotto quasi interamente da Jake Gosling (ad eccezione di un paio di tracce, prodotte da Teddy Geiger), già collaboratore di Ed Sheeran: ed è proprio al mondo di Sheeran che Shawn Mendes si rifà maggiormente, con love ballad romantiche e sentimentali. Gli arrangiamenti mettono in primo piano il suono caldo delle chitarre, la voce di Shawn si sposta dai territori del blues a quelli del gospel, passando per il soul e la musica r&b: "Il mio ruolo è stato quello di farlo sentire a suo agio, sistemare le idee che gli frullavano per la testa, il suono che desiderava e le varie influenze", fa sapere il produttore, sottolineando come in questi 12 pezzi ci sia parecchia farina del sacco di Mendes, che li ha anche scritti. Il cantante canadese riesce a trarre ispirazione da Sheeran senza tuttavia cadere nell'imitazione del collega britannico: a differenza di Ed, che spesso inserisce nei suoi pezzi sonorità urban e rap, Shawn si mantiene più fedele a sonorità soul e blues, con arrangiamenti più acustici, scarni ed intimistici, meno puliti rispetto a quelli di "Handwritten".

Le canzoni di "Illuminate" possono essere suonate in un palazzetto dello sport come in un club, davanti a migliaia di ragazzine che urlano o su un piccolo palco mentre qualcuno gioca a biliardo e qualcun altro sorseggia birra al bancone. "Ruin" è un bluesaccio tutto chitarra elettrica e batteria che vede il cantante disperarsi per la sua ex, "Mercy" è un pezzo più pop-rock con un ritornello potente che ti si appiccica in testa e non sai come togliertelo. "Treat you better" è la canzone più pop del disco e non a caso è stata scelta come primo singolo estratto: è una dedica dolcissima ad una ragazza alla quale Shawn promette di essere migliore rispetto al suo attuale fidanzato ("I won't lie to you, I know he's just not right for you", canta nell'introduzione). "Three empty words" parla del tentativo di portare avanti una relazione anche se si è spento qualcosa che probabilmente non potrà più riaccendersi e "Don't be a fool" (un altro pezzone blues) è il finale amaro della storia: "So I'm sorry to end this now, but I know that it's for the best". "Lights on" è la canzone più positiva del disco (forse l'unica), quella in cui anche la voce del cantante si fa più dolce, mentre "Bad reputation" è il pezzo più incazzato: Mendes si rivolge ad una ragazza che gli piace, ma che ha una cattiva fama ("All of my friends seen her naked"). "Understand" è il giusto finale del disco, una canzone che fa il punto della situazione su quello che è accaduto a Shawn negli ultimi mesi: lui spera di restare fedele a sé stesso, alle sue radici, e lo fa con un pezzo pop-folk chitarristico.

Se c'è ancora chi pensa che "cantante giovane" sia per forza sinonimo di "teen idol", con Shawn Mendes può tranquillamente ricredersi. Non c'è solo un bel visino pulito, un paio di occhietti vispi e un sorriso che manda in tilt le ragazzine, qui: c'è anche - e soprattutto - un musicista di notevole talento che riesce a fare belle canzoni che possono piacere a tutti, a prescindere dall'anno di iscrizione all'anagrafe. E che hanno tutte le carte in regola per durare più di una breve stagione.

TRACKLIST

01. Ruin (04:02)
02. Mercy (03:28)
03. Treat You Better (03:07)
04. Three Empty Words (03:19)
05. Don't Be A Fool (03:35)
06. Like This (03:06)
07. No Promises (02:46)
08. Lights On (03:21)
09. Honest (03:19)
10. Patience (02:55)
11. Bad Reputation (03:18)
12. Understand (05:01)
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