«APPENA SVEGLIA - Chiara Dello Iacovo» la recensione di Rockol

Chiara Dello Iacovo - APPENA SVEGLIA - la recensione

Recensione del 03 mar 2016 a cura di Mattia Marzi

La recensione

Giochi di parole, ritornelli orecchiabili, testi a tratti riflessivi e a tratti ironici: potrebbe essere descritto così l'album di debutto di Chiara Dello Iacovo, seconda classificata tra le "Nuove Proposte" del Festival di Sanremo 2016 con "Introverso". Il disco rappresenta per la carriera della ventenne cantautrice piemontese allo stesso tempo un punto d'arrivo e di partenza: è un punto d'arrivo perché è il frutto del percorso intrapreso da Chiara nel 2013 con la partecipazione ai primi concorsi musicali, poi proseguito nel 2015 con la partecipazione a The Voice (ma fu eliminata prima della finale: inutile che il talent ne rivendichi il successo, come hanno fatto i responsabili alla recente conferenza stampa) e a Musicultura (premio della critica); è un punto di partenza perché è la carta d'identità con la quale la cantautrice prova ad accedere ufficialmente al mondo della musica.



L'album si intitola "Appena sveglia", perché - ha spiegato Chiara a Rockol - "essere appena svegli è la condizione più onesta in cui si trova un essere umano, a inizio giornata: è il rientro nel mondo"; prodotto esecutivamente da Maurizio Rugginenti e artisticamente da Davide Maggioni per l'etichetta indipendente Rusty Records - lo stesso team che aveva portato Antonio Maggio a vincere tra i "Giovani" al Festival di Sanremo 2013 con "Mi servirebbe sapere" - il disco contiene 10 brani che rappresentano uno spaccato del microcosmo di Chiara Dello Iacovo, fatto di filastorte (le filastrocche che la cantautrice scrive nel tempo libero), teatro (negli anni del liceo Chiara ha frequentato un corso di teatro ed ha all'attivo anche alcuni spettacoli), musica classica (nei ringraziamenti del disco Chiara cita Bach), Beatles, cantautorato italiano contemporaneo e le star di Disney Channel.


Se ti ha convinto "Introverso", non può non convincerti "Appena sveglia": il disco suona quasi tutto così, in maniera molto acustica ("è un disco senza inganni, non ha bisogno di effetti speciali", ha detto lei). E' una sorta di diario in cui Chiara annota le sue riflessioni, si racconta: è tutto scritto cantato in prima persona - testi e musiche sono della cantautrice - e Chiara parla di sé anche quando sembra delineare altri profili (in "Donna", canta: "Si volta e inciampa nelle crepe del parcheggio, trattiene nelle mani la paura dei vent'anni"). Ed è un diario che trae spunto dall'autobiografico: "Introverso", ad esempio, è nata nel loft di The Voice, in un contesto in cui la maggior parte delle persone avvertivano continuamente "l'esigenza di ostentare a tutto il mondo quello che sapevano fare" e questa "egomania" che pervadeva gli studi televisivi ha fatto in modo che Chiara tirasse fuori l'introversa che c'è in lei. E così anche "Vento", "La mia città", "Scatola di sole", "Genova" e "Soldatino" ("Ma non mi avevano avvisato che avrei dovuto trasformarmi, rinnovare il guardaroba e indossare artigli e armi", canta lei, alludendo alla centrifuga mediatica del dopo-The Voice - o del dopo Sanremo?).



Qualcuno ha visto in queste 10 canzoni l'influenza di cantautori italiani contemporanei come Niccolò Fabi, Daniele Silvestri e Simone Cristicchi. Ci sta, ma "Appena sveglia" non è solo cantautorato italiano contemporaneo: dentro c'è pure l'ironia pungente di Bennato (prendi frasi come "Ma quando ti ricapita di stare zitto e smetterla di prendere opinioni in affitto?"), la profondità della scrittura di De Gregori, e anche la freschezza e la spensieratezza dei "miti" adolescenziali di Chiara, su tutti Avil Lavigne e la Miley Cyrus dell'era Disney Channel. E' pop con un tocco di musica cantautorale.
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