«QUEEN OF ALL EARS - Lounge Lizards» la recensione di Rockol

Lounge Lizards - QUEEN OF ALL EARS - la recensione

Recensione del 13 gen 1999

La recensione

John Lurie ha definito quella dei Lounge Lizards come "musica religiosa, suonata da persone sagge". Forse questa definizione non è mai stata vera come in questo album, nel quale emerge con grande potenza la cifra spirituale della formazione. Accompagnato da una formazione numerosa (Michael Blake, Steven Bernstein, David Tronzo, Evan Lurie, Jane Scarpantoni, Erik Sanko, Ben Perowsky, Calvin Weston), Lurie assembla in 10 nuove composizioni tutto il suo scibile musicale, proponendo una musica come sempre influenzata da cornici e paesaggi sonori quanto mai differenti. Si va dalla musica del Maghreb a quella introspettiva e quasi ascetica dell’ultimo Coltrane, da alcune incursioni nel free che ricordano Ornette Coleman al jazz afro di Pharaoah Sanders, il tutto mantenendo però sempre il tratto comune di una musica quasi meditativa, capace di scavare e andare ad ascoltare nel profondo dei musicisti. Il titolo dell’album trae spunto da una frase scritta da Jimi Hendrix - da sempre un idolo di John Lurie - nelle note introduttive all’album "Electric ladyland": "e se ne andò dopo aver incoronato Ethel la cagna l’Unica Regina delle Orecchie": una frase rimasta impressa nella mente del giovane Lurie, e uscita fuori dalla memoria proprio in occasione di questo album, che in origine avrebbe dovuto testimoniare la potenza del gruppo catturandolo live. "Ma non c’è modo di catturare la ferocia del concerto", dice Lurie. "È qualcosa di intrasferibile. In studio puoi approcciare le cose in modo più raffinato e finisci per ottenere risultati che dal vivo non sarebbero mai possibili". Come sempre con i Lounge Lizards, anche questo album è pieno di musica cosmopolita, osservata da una prospettiva tutta newyorkese. C’è un po’ di musica juju africana nel brano "The first and royal queen", un accenno a Gershwin nello swing di "She drove me mad", un richiamo a Coltrane e ai percussionisti del Burundi in "The birds near her house", citazioni klezmer e minimaliste nel brano "John Zorn’s S&M circus". C’è soprattutto John Lurie e la sua poetica ‘punk-jazz meditativa’ in "Queen of all ears". Tanto per cambiare, nel caso dei Lounge Lizards, un’ottima prova.

Tracklist:
"The first and royal queen"
"The birds near her house"
"Scary children"
"She drove me mad"
"Queen of all ears"
"Monsters over Bangkok"
"Three crowns of wood"
"John Zorn’s S&M circus"
"Yak"
"Queen reprise"

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