«TO VENUS AND BACK - Tori Amos» la recensione di Rockol

Tori Amos - TO VENUS AND BACK - la recensione

Recensione del 05 ott 1999

La recensione

11 canzoni nuove, 13 registrate dal vivo, per un totale di due CD e di ben oltre due ore di musica. Mentre prosegue il fortunato tour americano in coppia con Alanis Morissette (nonostante il ruolo di ‘opener’, Tori qualche giorno fa era in testa al sondaggio di popolarità condotto sul sito del periodico Rolling Stone, nell’angolo dedicato alla ‘battaglia delle bands’, che la vedeva per l’appunto contrapposta alla sua amica-rivale), Tori Amos chiude un anno di grandi riscontri con un disco che la posiziona nuovamente sui blocchi di partenza. Registrato nello Studio Martian in Cornovaglia, e in giro per il mondo durante il suo tour “Plugged ‘98” per quanto concerne la parte live, “To Venus and back” prende spunto dai milioni di chilometri fatti da Tori in questi anni per portare la sua musica in giro per il mondo. E di Tori Amos racconta nuove consapevolezze e antiche inquietudini, anche se è lei stessa a dire che le cose sono cambiate, e molto. Sposata con il suo tecnico del suono, Mark Hawley, Tori sembra aver superato il trauma ricevuto qualche anno fa relativo alla interruzione della sua gravidanza. Nelle interviste che affluiscono copiose da Stati Uniti e Gran Bretagna parla serena e soddisfatta di questa nuova fase della sua vita, dominata da una nuova serenità e in parte influenzata anche dalla curiosità e dal calore per la sua vicenda sentimentale. Le canzoni nuove di “To Venus and back” si presentano quindi meno ostiche all’ascolto, e anche meno pretenziose, di quelle contenute sui precedenti due album dell’artista, “Boys for Pele” e “From the choirgirl hotel”. Il suono d’insieme, pur con numerose differenze, sembra maggiormente imparentato a “Under the pink”, almeno in quanto a potenza d’impatto, come mettono in mostra brani come “Bliss”, “Concertina” e “Glory of the 80’s”, tre delle migliori canzoni del disco. Di ispirazione più recente è invece il suono di composizioni come “Juarez” – il resoconto sconvolgente di rapimento e stupro collettivo accaduto nel deserto di Juarez, appunto, in Messico, e raccontato immedesimandosi nella voce del deserto – e la conclusiva “1000 oceans”, insieme a “Josephine” un altro dei momenti migliori dell’album. Un po’ di stanchezza affiora comunque nei confronti dell’album dopo ripetuti ascolti, quasi che la parte inedita di “To Venus and back” offrisse subito il suo meglio per poi nasconderlo dopo un po’. Un album ancora non completo, forse, però capace di mettere in pace il cuore dei fans con alcune belle canzoni come quelle citate. Tutt’altro discorso, invece, per l’album dal vivo, visto che restituisce giustizia al repertorio di Tori nella sua totalità. Chi si aspettava da questo live una sorta di greatest hits registrato dal vivo rimarrà molto deluso, visto che mancano cavalli di battaglia come “Silent all these years”, “Crucify”, “Winter”, “China” e tante altre, per non parlare delle cover che Tori esegue spesso ai suoi concerti e che i fans inseguono sui bootleg in giro per il mondo (“Over the rainbow” e “Smells like teen spirit”, tanto per fare due esempi). Il materiale selezionato per il live segue invece un doppio filo, legato all’interpretazione e alla possibilità di improvvisare, privilegiando tutti quei brani che nell’esecuzione dal vivo hanno messo in mostra qualche lato inedito, o scatenato la propria potenza nascosta. E’ il caso della grazia di “Cooling”, della splendida potenza di “Space dog” – la stessa Tori ha dichiarato che, se non fosse stato per fare un favore al marito, non l’avrebbe mai messa -, della leggiadria di “Mr. Zebra”, quasi un brano minore di “Boys for Pele” trasformato da una splendida interpretazione. E poi ancora “Precious things”, “Cloud on my tongue”, “Cornflake girl” e due brani portanti come “Little earthquakes” e “Waitress”, illuminata da una lunga improvvisazione centrale. Compatta, potente e suggestiva, Tori Amos dal vivo torna a far respirare a pieni polmoni tutte le sue canzoni, alle quali a volte non viene resa giustizia dalla perfezione sterile delle studio versions. Sarà così anche per le nuove canzoni?

TRACKLIST

CD1 - Orbiting
01. Bliss
02. Juarez
05. Lust
06. Suede
09. Datura

CD2 - Live, still orbiting
02. Cruel
05. Girl
06. Cooling
09. Sugar
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