«VOYAGES EXTRAORDINAIRES - SadSide Project» la recensione di Rockol

SadSide Project - VOYAGES EXTRAORDINAIRES - la recensione

Recensione del 13 mag 2015 a cura di Mattia Marzi

La recensione

I Sadside Project sono una delle realtà più interessanti della scena underground romana; nato nel 2008 dall'incontro tra il cantante e chitarrista Gianluca Danaro e il batterista Domenico Migliaccio, il duo ha alle spalle alcune importanti collaborazioni (Verdena, Adriano Viterbini dei Bud Spencer Blues Explosion e Joe Lally dei Fugazi, che ha scelto la band romana come gruppo di supporto per il suo tour italiano del 2011) e partecipazioni ad alcune importanti manifestazioni nazionali. Nel 2010, i Sadside Project hanno consegnato al mercato il loro EP di debutto, "Take a walk outside", seguito dagli album "Fairy tales" del 2011 e "Winter whales war" del 2013 (disco, quest'ultimo, prodotto da Giancarlo Barbati de Il Muro del Canto). Ora, a distanza di due anni dalla pubblicazione della sua ultima prova in studio, il duo torna sulle scene con un nuovo album di inediti, "Voyages extraordinaires", prodotto ancora una volta da Barbati.





Il terzo disco dei Sadside Project rappresenta una completa rottura nei confronti di quella che è stata la carriera del duo fino ad oggi; anzitutto, "Voyages extraordinaires" è un album che vede i Sadside proporsi al pubblico non più come semplice duo ma come vero e proprio progetto aperto, che varia i suoi componenti in base alle esigenze musicali. Stavolta, Danaro e Migliaccio sono entrati in studio con più di venticinque musicisti: un vero e proprio collettivo, insomma. Un mutamento importante riguarda anche il sound della band: non più - o meglio, non solo - garage rock, ma anche e soprattutto folk; sì, perché questo "Voyages extraordinaires" è un album le cui lavorazioni hanno visto la scrittura della band essere contaminata da nuove idee: il violino è diventato una componente essenziale dei Sadside Project, andando ad assumere la stessa importanza che nei precedenti lavori del gruppo avevano la chitarra elettrica e la batteria. Con la conseguenza che sonorità folk e modern-country hanno finito per prendere il sopravvento su quelle più marcatamente alternative e rock che avevano caratterizzato "Fairy tales" e "Winter whales war".

Tutti i brani contenuti all'interno di "Voyages extraordinaires" - dieci in totale - sono scritti in lingua inglese (la versione originale di "Nautilus", il pezzo posto in apertura del disco, aveva un testo in italiano; poi, però, i Sadside hanno preferito inciderlo in lingua inglese); si tratta, nell'80% dei casi, di canzoni che a livello di forma si mantengono sulle sonorità folk e modern-country alle quali accennavamo poco sopra e che a livello di contenuto si presentano invece come dei veri e propri racconti: non è un caso se il disco prende in prestito il titolo dall'omonima raccolta di racconti di Jules Verne. Un elemento ricorrente, nelle dieci canzoni, è la presenza dei cori, quasi a sottolineare il carattere corale e l'atmosfera d'insieme del disco; ma c'è spazio anche per una cornamusa (che fa il suo ingresso giocoso, quasi chiassoso, in "Requiem"), per un mandolino, un ukulele e un organetto (tutti chiamati a prendere parte al ricco arrangiamento di "Third class heart party, festa di paese", un pezzo pervaso da spensieratezza e allegria collettiva) e pure per un sintetizzatore come l'Arturia Moog Modular V (protagonista delle note finali di "Sherwood" - finale che avrebbe potuto essere utilizzato come ghost track del disco). La scrittura dei brani è insolita: "Nautilus" non segue il classico schema pop ma si presenta più come una sorta di suite, la voce principale di "Requiem" è il risultato di una sovrapposizione di ben cinque cori, "Analog landscape" è una rivisitazione in chiave folk di un brano tratto dal primo disco dei Sadside Project, con una linea di violino molto veloce.

In tutto questo folkeggiare, non mancano riferimenti al misto tra blues rock e grezzo garage rock, che è il sound con il quale i Sadside Project si sono fatti conoscere dal 2008 ad oggi e che in "Voyages extraordinaires" ritroviamo in appena due episodi: "If the truth should be told" e "Interstellar", posti in chiusura del disco.
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.