TORTUGA

Heinz Music/Sony Music (CD)

Voto Rockol: 3.5 / 5

di Mattia Marzi

Mentre alcuni suoi illustri colleghi continuano a fare dischi spinti dalla continua voglia di sorprendere, spesso deludendo le aspettative e lasciando perplessi pubblico e critica, Antonello Venditti consegna al mercato un nuovo album di inediti che tutto vuole tranne che sorprendere; "Tortuga", questo il titolo della diciannovesima prova in studio del cantautore romano, è esattamente quello che è lecito aspettarsi da un nuovo disco di Venditti: un album di canzoni d'amore incentrato sui testi, più che sulla musica; e sulle storie, che vengono raccontate da Antonello con il classico savoir faire. Storie che spesso prendono le mosse da situazioni vissute in prima persona, che attingono dall'autobiografico e che sono narrate in prima persona, in modo onesto e sincero: è quanto avviene in "Non so dirti quando" o "Tienimi dentro te", ad esempio, canzoni entrambe impostate sulla fine di una storia d'amore, ed è quanto avviene pure ne "L'ultimo giorno rubato", dove la fine di una relazione porta chi racconta a prestare più attenzione a sé stesso, a vivere il presente più serenamente ("Quanti giorni mi hai rubato senza che me ne accorgessi/quanti ne hai restituiti dopo averli fatti a pezzi./Non ha più significato il nome che ti ho dato/ricomincio dall'ultimo giorno rubato", canta nel ritornello del brano Antonello Venditti).

"Tortuga" arriva a quattro anni di distanza dalla pubblicazione del precedente "Unica" (nel 2014 è stato invece pubblicato il cd live "70.80 Ritorno al futuro", registrazione audio del tour intrapreso lo scorso anno dal cantautore) ed è il primo album di Antonello Venditti realizzato in collaborazione con il produttore Alessandro Canini dopo la fine del sodalizio artistico con Alessandro Colombini (al fianco di Venditti da "Sotto la pioggia" del 1982 a "Unica"); contro ogni aspettativa, la produzione di Canini sembra porsi in continuità con le precedenti prove in studio del cantautore e non costituire un punto di rottura: nove sono i brani contenuti nel disco, ciascuno caratterizzato da colori e sfumature diverse, i quali - se considerati nel loro insieme - vanno a comporre un mosaico variopinto al punto giusto. Si passa da sonorità più marcatamente pop-rock ("Nel mio infinito cielo di canzoni" e "Cosa avevi in mente", primo singolo estratto, una canzone dotata di grande forza espressiva che il cantautore interpreta con grinta e con voce graffiante - il testo del brano ha per protagonista una donna vicina ad Antonello, forse un'amica, che pare aver perso la "retta via"; non manca un tentativo di suicidio e non manca neppure una figlia nata da un rapporto occasionale, come alcune frasi lasciano intuire: "E una rosa sul polso e una croce sul petto/e non ti devo chiedere, non ti devo chiedere" e "L'amore è un rito pagano per raccontare domani a tua figlia chi eri, chi eri") a ballad orchestrali ("Non so dirti quando", "Tienimi dentro te" e "Tortuga"). "Ti amo inutilmente" è un brano dance in cui il canto di Venditti si fa deforme, grottesco, e le cui intelaiature sintetiche sembrano far inciampare il cantautore: si tratta però di una sorta di "scherzo" che vede Antonello beffeggiarsi della banalità di alcune canzoni pop moderne e dell'eccessiva semplificazione dei testi ("Io ti amo mio grande amore, io ti amo mi scoppia il cuore/dentro te io mi sono perso, e ti giuro non è uno scherzo", canta Venditti nella prima strofa del pezzo); sonorità elettroniche introducono pure "Attento a lei", che poi però vira verso il più classico pop-rock. Non manca uno sguardo rivolto al passato, al tempo che fu, con "I ragazzi del Tortuga" che pare rievocare le sonorità un poco world di "Benvenuti in paradiso" (e di una buona parte del disco omonimo pubblicato nell'ormai lontano 1991).

Un album che non vuole sorprendere, dicevamo: i nove brani contenuti all'interno di "Tortuga" si presentano all'ascolto, a livello di sonorità, come ancorati al suono di Venditti, quel pop d'autore mai banale che spesso tende ad accenni di rock e ad aperture orchestrali d'effetto, puntando dritto alla sfera emozionale. Suono che in questo nuovo album del cantautore cerca un compromesso con le tendenze del pop contemporaneo - se non altro per l'esigenza di mantenersi moderno - e che come risultato finale offre un disco sì fedele allo stile di Venditti ma intinto nei ritmi, nei suoni e nelle immagini di oggi.