BREVIARIO PARTIGIANO

MusicRaiser (CD + DVD)

Voto Rockol: 4.0 / 5
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di Gianni Sibilla

Nel 1995, uscì un disco importante per la storia del rock italiano: si intitolava “Materiale resistente” e celebrava i 50 anni della liberazione dall’Italia dal fascismo, riunendo alcuni dei più importanti gruppi del periodo a cantare canzoni a tema della resistenza, sotto la guida dei CSI - nati dalle ceneri deo CCCP, avevano pubblicato l’anno prima “Ko de mondo”. Il progetto, che comprendeva un documentario diretto da Guido Chiesa e Marco Ferrario, venne realizzato dal Consorzio Produttori, etichetta che per 5 anni fece grandi cose, con una visione nuova per il tempo, riunendo musicisti storici e nuovi.

20 anni dopo esce questo “Breviario partigiano”. Sono cambiate tante cose: parlare di resistenza oggi è diverso, è forse un tema meno rilevante, la memoria si sta perdendo, anche perché i testimoni diretti di quel periodo non ci sono più. La scena musicale è profondamente cambiata: gli anni ’90 furono quelli dell’esplosione del rock italiano - nel ’97 i CSI sarebbero arrivati al primo posto in classifica con “Tabula rasa elettrificata”.
E sono cambiati anche loro, i musicisti: quel nucleo di persone, dopo tempo e vari percorsi, si è ritrovata un paio di anni fa, dopo 15 anni. Prima facendosi chiamare Ex-CSI, poi Post-CSI: il nome si deve Giovanni Lindo Ferretti, che però ha preso un’altra strada, umana e musicale. Alla voce c’è Angela Baraldi, che da tempo collabora con Massimo Zamboni - assieme a Gianni Maroccolo, Francesco Magnelli e Giorgio Canali.
“Breviario partigiano” nasce dalla voglia di interrogarsi su cos’è oggi la resistenza, cosa significa oggi essere partigiani. E di farlo attraverso la musica, le parole e le immagini: c’è un film, “Il nemico”, diretto Federico Spinetti e Alberto Valtellina, c’è un libretto con parole e scritti di musicisti e intellettuali (un breviario, appunto), e poi c’è questo disco - il tutto finanziato con crowdfunfing su MusicRaiser.



Il disco contiene le prime tre nuove canzoni dei Post-CSI: “Il nemico”, che si apre con un recitato di Angela Baraldi, per trasformarsi in litania elettrica che ci ricorda perché abbiamo amato così tanto il suono di quei musicisti, 20 anni fa come oggi. “Senza domande”, più tesa, sempre elettrica e “Breviario partigiano”, che si apre acustica, per trasfomarsi in una ballata più delicata ed epica. “29 febbraio” è invece un recitato su base musicale, di Massimo Zamboni: racconta la storia di suo nonno, fascista, ammazzato in quel giorno del 1944, durante nella guerra di resistenza: la storia familiare che diventa tema di riflessione non solo per il singolo ma per tutti. E poi le altre canzoni: “Linea gotica” e “Cupe vampe” dei CSI, così come “Guardali negli occhi” - che fece parte proprio di “Materiale resistente”, registrate dal vivo recentemente, e poi ancora due brani nati dalla collaborazione di Angela Baraldi e Massimo Zamboni: tutte canzoni accomunate dal tema.

“Breviario partigiano” non è un album nuovo, non completamente nel senso di materiale inedito, e non è una raccolta come lo fu “Materiale resistente”.Pur nella sua disomogeneità di origine, e omogeneo nella sostanza e nei risultati: è un lavoro importante perché segna la rinascita definitiva di un gruppo di musicisti, anche in studio; perché è uno di quei progetti dritti, sinceri, profondi e coerenti e unici che in Italia solo questi musicisti sanno fare - da soli e soprattutto quando sono assieme. Ed è una testimonianza importante: parlare di resistenza e di partigiani, oggi, può sembrare inattuale, ma questo lavoro dimostra esattamente il contrario, e lo fa con grandi canzoni. Bentornati.