«SYRIA 10 - Syria» la recensione di Rockol

Syria - SYRIA 10 - la recensione

Recensione del 18 giu 2014 a cura di Mattia Marzi

La recensione

Chi lo avrebbe mai detto, vent'anni fa, che nel 2014 Syria avrebbe fatto un disco di musica elettronica? Nessuno, probabilmente. Ve la ricordate? Era il 1996, e una Cecilia Cipressi appena diciannovenne si aggiudicava il primo posto tra i Giovani alla quarantaseiesima edizione del Festival di Sanremo con "Non ci sto": un brano tipicamente pop, dal respiro melodico, nello spirito del Festival e della più tradizionale canzone italiana. Eppure nel corso di questi (quasi) vent'anni Syria ha stupito tutti: dal pop dei primi lavori in studio, infatti, nella seconda metà degli anni Duemila ha deciso di cimentarsi prima con l'indie (consegnando al mercato l'album "Un'altra me", contenente reinterpretazioni di canzoni incise, nella loro versione originale, da gruppi come Marta sui Tubi, Perturbazione, Deasonika, Non Voglio Che Clara - il disco fu prodotto da Cesare Malfatti dei La Crus) per poi esplorare la dance con il progetto "Airys" (pseudonimo dietro al quale la cantante si è celata per dare alle stampe l'EP "Vedo amo esco", contenente collaborazioni con diversi esponenti della scena electro tra i quali Pink Is Punk, Fare Soldi, Peluche e 3isacrowd).

Ed è stato proprio il progetto "Airys", forse, a gettare le basi per questo nuovo album in studio della cantante romana, intitolato "Syria 10", che ha visto la cantante radunare intorno a sé un bel gruppo di amici, produttori e dj provenienti dalla scena elettronica italiana: da Big Fish a Andro.id dei Negramaro, dai Two Fingerz a Stefano "Stylophonic" Fontana, passando per DJ Shablo, i Pink Is Punk e i Power Francers, Emiliano Pepe, Andrea Nardinocchi, Sergio Maggioni e Dario Moroldo (già produttori, questi ultimi due, del precedente "Scrivere al futuro"). A questi nomi bisogna poi aggiungere quello di Max Pezzali, autore (insieme a Fortunato Zampaglione e Francesco Di Benedittis) del primo singolo "Odiare".

Il decimo album in studio di Syria è al passo con i tempi, tutto da ballare, perfetto per la stagione estiva; in esso sono contenute dieci canzoni - ecco spiegato il "10" del titolo - tutte "radiofoniche", e di qualità (l'ascolto in cuffia rivela il grande e preciso lavoro dei produttori, soprattutto in fase di mixaggio). Alcune di queste, come la stessa "Odiare", "Squalo" (scritta da Dario Moroldo e Sergio Maggioni e definita da Syria stessa "un pezzo alla Berté", dal testo accattivante, che vede nell'amore uno squalo: "Tutti fermi ma l'amore non si ferma perché/tutti fermi ma l'amore è uno squalo"), "Sono io" (scritta da Peppi Nocera e prodotta dai Pink Is Punk, tratta di un tema caldo come quello dello stalking: "Sono io quella/che tu hai riempito di botte/quella che parlerà", canta con rabbia la cantante, all'inizio del brano) o "E' tutto chiaro" (prodotta da Stylophonic e scritta dai Power Francers - è cantata in duetto con la voce femminile del trio, Katerfrancers) convincono sin dal primo ascolto; altre, come "Fuori dal tempo" (molto vicina, per sonorità, alla musica house - specie nel ritornello), "Semplice o "Tutti i colori del mondo" (entrambe caratterizzate da atmosfere musicali più pacate, sospese), colpiscono invece ad un ascolto più attento. All'interno del disco figura poi una cover: si tratta di "Innamoratissima", versione femminile di "Innamoratissimo" (brano portato al successo dai Righeira nel 1986).

"La mia curiosità e la mia voglia di sperimentare, negli anni, mi hanno portato a concepire cose sempre diverse. La mia continua ricerca e l’innata voglia di sperimentazione che vive in me, hanno contribuito a rendermi quella che sono, non solo artisticamente parlando, e sono felice di averlo fatto", ha dichiarato Syria presentando il suo nuovo album. Un album che, proprio in virtù di questa continua voglia della cantante di sperimentare mettendosi sempre in discussione, e di ricercare continuamente nuove sonorità, si presenta come un progetto credibile e convincente.
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