«NELLA BOCCA DELLA TIGRE - Mondo Marcio» la recensione di Rockol

Mondo Marcio - NELLA BOCCA DELLA TIGRE - la recensione

Recensione del 15 apr 2014 a cura di Fabrizio Zanoni

La recensione

Alle volte basta un'idea nuova. Il problema però ė avercela questa benedetta idea, e averla giusta. E' il caso di Mondo Marcio che sforna un concept album senza precedenti nella scena rap nazionale.
Costruire un intero album sui campionamenti di un altro artista, campioni vocali dato il personaggio prescelto, e non musicali come abitualmente avviene col rap. Certo però che scegliere un personaggio come Mina era inevitabilmente un'arma a doppio taglio. Un mostro sacro che riempie l'etere con quella voce inarrivabile e sulla quale si è dato fondo nei decenni a tutte le aggettivazioni presenti nella lingua italiana, unita alla voce sostanzialmente monocorde di un rapper? Suggestivo ma pericoloso. Mina rischia di mettere in ombra tutto il resto.
Ho fatto una prova: chiedere a persone che ascoltavano "A denti stretti", il primo fortunato singolo che ha fatto da apripista all'album, di cosa parlasse la canzone. I più avevano nell'orecchio solo il campione di "Più di così", la canzone di Mina. Allo stesso tempo buona parte di questi non avrebbero ascoltato Mondo Marcio senza questa intuizione. Avere l'opportunità di pescare a piene mani nell'immenso repertorio della tigre di Cremona (da qui il titolo dell'album) per costruire duetti virtuali ha offerto a Mondo sonorità di sicuro appeal (anche se il cantante di Milano si è tenuto prevalentemente alla larga dai brani più famosi di Mina, scegliendo in un caso addirittura una reinterpretazione della signora Mazzini di un meraviglioso brano degli Afterhours). Quindi se il creatore di metriche arriva, grazie alla più celebrata voce italiana di tutti i tempi, a orecchie nuove, ha ora davanti a se la sfida di mantenere quelle orecchie anche da solo.
Ad alcuni risulterà poco digeribile il viziaccio di Mondo di rappare con una cadenza "americana" (oggetto per questo anche di attacchi e ironie da parte di colleghi), altri probabilmente storceranno il naso di fronte alle solite tematiche rap "sesso, donne, strada, dissing...", ma non si poteva certo chiedere a Marcio di essere diverso da quel che è, da quello che rappresenta nella scena metrica italiana ormai da 10 anni. 10 anni iniziati con il folgorante successo di "Dentro alla scatola" hit autoprodotta e autobiografica che a soli 19 anni gli regalò un disco di platino e folle di fans. Era il 2006. Il successo, come profeticamente cantava nel brano "L'ultimo show" dell'anno successivo, può andarsene in un lampo e infatti ci sono voluti anni di sostanziale ombra prima di rivedere la curva del consenso girare la sua punta verso l'alto, prima con "Cose dell'altro mondo" (2012) e ora con questo "Nella bocca della tigre" 11 brani più prologo tutti rigorosamente caratterizzati dall'interpolazione tra un brano di Mina e un nuovo testo rap che il Marcio gli ha costruito attorno per dare coerenza e filo logico tra il cantato e il rappato.
Il progetto è nato in realtà originariamente per un singolo brano "Un bacio? Troppo poco, poi la soddisfazione per il risultato raggiunto ha spinto a guardare oltre dilatando l'idea fino al concept album. Avuto l'ok dall'artista trapiantata a Lugano (non nuova alla concessione di autorizzazioni di questo genere ), MM ha dragato la discografia della cantante invisibile partorendo 11 tracce in cui, come detto, coraggiosamente il rapper, ad eccezione di "Parole, parole, parole" sceglie brani non scontati.
L'esperimento funziona? Sostanzialmente sì, pur con i limiti inevitabili sopra evidenziati e qualche cliché rap di troppo. Perchè uscire dagli steccati abituali del rap si può, oserei dire si deve. Servono idee, e Mondo Marcio ne ha avuta una, nuova e buona.
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