«INCREDIBILE - Moreno» la recensione di Rockol

Moreno - INCREDIBILE - la recensione

Recensione del 07 apr 2014 a cura di Mattia Marzi

La recensione

"Incredibile" è un album importante per la carriera di Moreno Donadoni, il rapper genovese vincitore dell'ultima edizione di Amici di Maria De Filippi; è il disco attraverso il quale deve dimostrare non solo di non essere una meteora (e cercare quindi di superare o almeno eguagliare il successo di "Stecca", consegnato al mercato nel maggio dello scorso anno e ad oggi certificato doppio disco di platino), ma anche di avere le carte in regola per essere definito un rapper a tutti gli effetti. Perché se è vero che in questi dodici mesi di notorietà Moreno è riuscito a conquistare la simpatia di un discreto numero di fan, al tempo stesso ha attirato l'antipatia di un altrettanto discreto numero di haters, i "puristi" che gli hanno rimproverato essenzialmente il fatto di aver raggiunto la popolarità passando per un talent show e di scrivere brani ascrivibili più al genere pop che a quello rap.
Esattamente come il precedente, il secondo album di Moreno Donadoni è stato prodotto dal team francese dei Medeline (già al lavoro con Fabri Fibra), dal beatmaker Takagi Beatz e da Dj Shablo; a questi tre nomi va inoltre ad aggiungersi quello del trio milanese di produttori 2nd Roof (hanno prodotto la traccia numero tre, "Giro tutto il mondo") e quello di Marco Zangirolami (co-produttore di "Prova microfono" e "Sempre sarai", rispettivamente seconda e quattordicesima traccia del disco).
Quattordici sono i brani in esso contenuti e tra questi anche due freestyle: "Per il mio dj" e "King Kong" (nella cui introduzione Giorgio Panariello rappa: "Incredibile ma vero è una bomba questo disco/di tutti gli altri rapper francamente me ne infischio"). Il comico fiorentino è tuttavia solo uno dei tanti ospiti chiamati a prendere parte alle registrazioni di "Incredibile": quattro di questi, vale a dire Alex Britti, Annalisa, Antonio Maggio e Fiorella Mannoia, provengono dalla scena pop italiana; gli altri, ovvero Guè Pequeno e J-Ax, sono invece due esponenti di punta della scena rap. Con la conseguenza che anche in questo "Incredibile" Moreno continua ad orientarsi più verso il pop che verso il rap, anche se in modo meno ostentato, come d'altronde testimoniano anche le caratteristiche principali del disco: ritornelli orecchiabili e radiofonici, rime azzeccate e una certa leggerezza nei testi.

Consapevole del fatto di essere una mosca bianca nel panorama rap italiano, Moreno sembra fare proprio di questa sua particolarità il punto di forza che lo porta ad affrontare i suoi detrattori, alle cui critiche risponde senza peli sulla lingua attraverso le strofe di gran parte dei quattordici brani contenuti all'interno di "Incredibile": in "Prova microfono", ad esempio, dichiara di voler rinchiudere dentro ad un sarcofago il "rap vecchio", mentre in "Nessuno mi può giudicare" allude al fatto di essere una novità del genere (quasi riprendendo il discorso de "La novità", uno dei brani contenuti all'interno di "Stecca" - "Ho colorato qualcosa che da un po' troppo era opaco/E ho portato il rap lì dove non c'era mai stato", canta infatti in una delle strofe della canzone). Moreno cerca di continuo una versatilità che lo porta a spaziare da brani tipicamente hip-hop come "La mia etichetta mi sta stretta" o "Ieri sera" (la cui base, dalle sonorità tipicamente electro house, richiama quella di "Harlem Shake" - brano del dj statunitense Baauer da cui, lo scorso anno, è nato l'omonimo meme di Internet) a momenti più pop e melodici, come nel caso di "Giro tutto il mondo" (un brano che potrebbe rivelarsi il tormentone dell'estate 2014, in cui Moreno incontra la voce, le chitarre e il banjo di Alex Britti), del duetto con Annalisa in "Ferire per amare" (l'unica delle quattordici canzoni contenute all'interno del disco che affronta il tema dell'amore - a firmare il testo c'è l'autore pop Roberto Casalino), de "L'interruttore generale" (brano, cantato in duetto con Antonio Maggio, il cui mix tra strumenti acustici come chitarre e fisarmoniche e base elettronica rappresenta il punto di equilibrio tra canzone d'autore e hip-hop) o del primo singolo estratto "Sempre sarai" (una ballad cantata in duetto con Fiorella Mannoia). Quasi in chiusura del disco si pone poi "Col sorriso", una sorta di "passaggio di consegne" in cui l'allievo Moreno si ritrova a dialogare faccia a faccia con il maestro J-Ax (un incontro-scontro tra il rap di oggi e il rap di ieri, si potrebbe dire).
Attraverso queste quattordici canzoni Moreno sembra aver messo a punto il suo stile personale, accentuandone i tratti caratteristici (semplicità e versatilità, come dicevamo) e ripulendolo da quella genuina immaturità che aveva contraddistinto il precedente "Stecca", intraprendendo così un percorso di crescita e di maturazione apprezzabile che, proprio in virtù della sua particolarità, potrebbe portarlo lontano. A dispetto delle critiche e dei pregiudizi, di cui Moreno pare (tra l'altro) non lasciarsi toccare: basti vedere la quarta di copertina, in cui il rapper si tappa le orecchie con gli indici e con fare indifferente.
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