«CUPID DELUXE - Blood Orange» la recensione di Rockol

Blood Orange - CUPID DELUXE - la recensione

Recensione del 16 dic 2013 a cura di Michele Boroni

La recensione

Prima di parlare di “Cupid Deluxe” di Blood Orange - una delle novità più interessanti di questo fine 2013 - è necessario raccontare chi sta dietro a questo progetto. Devonté Hynes nasce artisticamente nei sobborghi di Londra come giovanissimo cantante dei Test Icicles, la risposta britannica al fenomeno tutto newyorkese del punk-funk di !!! e LCD Soundsystem. Ma dura poco.
Innamorato del sogno americano vola negli States e sotto il nome di Lightspeed Champion realizza un paio di ottimi dischi tra indie-pop-folk e cantautorato e nel frattempo scrive pezzi per Chemical Brothers, Basement Jaxx e Florence and The Machine. Ma la sua vera passione è il pop black soul di matrice anni 80, tutto synth e chitarrine funky, riattualizzato con suoni contemporanei. Nel 2012 si trasferisce stabilmente a NewYork, fa uscire il primo disco sotto il nome di Blood Orange e produce un EP capolavoro per Solange - la sorella piccola di Beyoncé - intitolato “ True” (disco da ascoltare assolutamente).
Dev Hynes è nero, ha un look totalmente fuori di testa, un taglio di capelli improbabile, si fa solitamente fotografare con cappellini e faccia da scemo o con in braccio dei conigli di angora e sceglie per i suoi dischi delle copertine devianti, come questa per “Cupid Deluxe” che sembra uscita da uno scarto del Terry Richardson anni 90.
Ma le canzoni contenute nel disco sono tutt'altro che degli scarti.
Si parte con “Chamakay”, smooth electro pop impreziosito dalla voce eterea di Caroline Polachek dei Chairlift (nome da segnare). Echi pop funk del miglior Prince si ritrovano in “No Right Thing” (dove compare anche Dave Longstreth dei Dirty Projectors), mentre Michael Jackson viene citato esplicitamente più di una volta, a cui però Hynes aggiunge una vena compositiva sofisticata e mai scontata. C'è spazio anche per l'hip-hop di matrice newyorkese con il rap old school di MC Despot nella bella “Clipped on” e quello più contemporaneo di tale Skepta in “High School”.
“Uncle Ace” è il vero capolavoro di “Cupid Deluxe”, un disco-funk che piacerebbe molto a David Byrne. Ad accompagnare Dev Hynes in tutto il disco c'è la voce sensuale della nuova fidanzata Samantha Urbani, già cantante dei misconosciuti Friends.
Era da tempo che non si sentivano così tanti assoli di sax in un disco di musica leggera. Ma non stonano affatto. Nonostante il materiale profondamente pop, il disco mantiene una vena malinconica e introversa che lo rende affascinante e ammaliante (“Chosen” e la finale “Time will tell” sono un fulgido esempio di questo).





Forse ciò che manca sono proprio quegli hook che caratterizzarono i pezzi anni '80 a cui si ispira (presentissimi invece in “Losing You” di Solange) e che porterebbero questo disco dritto dritto verso i primi posti della classifica, ma l'impressione è che non sia davvero questo l'obiettivo.
Nel frattempo pare che Dev Hynes abbia rotto il sodalizio artistico con Solange lasciando una scia di tweet rancorosi (che sembrano nascondere qualcosa di più di una semplice collaborazione professionale). Inoltre ha prodotto uno dei tormentoni pop di questo ultimo 2013 per Sky Ferreira (“Everything is embarassing”) e pare che sia a lavoro anche con Kylie Minogue.
His future looks bright!
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