«GLAMOUR - I Cani» la recensione di Rockol

I Cani - GLAMOUR - la recensione

Recensione del 29 ott 2013 a cura di Marco Jeannin

La recensione

Il “conseguente secondo disco dei Cani” non è uscito da una cameretta. Questa volta Niccolò Contessa è entrato in studio, accompagnato da Enrico Fontanelli degli Offlaga Disco Pax dove ha registrato gli undici pezzi, dodici se si conta “2033”, la ghost track finale, che compongono il nuovo “Glamour”. I Cani… Dei Cani abbiamo, più che parlato, chiacchierato tantissimo. La chiacchiera nel gergo corrente si traduce in hype. L’hype è quella brutta bestia che chiama tutti in causa per esprimere la propria opinione; che se da una parte è una bellissima cosa, dall’altra, spesso e volentieri, porta a deviare il discorso spostando la discussione dal centro, dal soggetto della contesa (in questo caso il primo album dei Cani), alla contesa stessa. Ai tempi de “Il sorprendente album d’esordio dei Cani” è andata esattamente così: all’inizio tutti presi a cercare di capire chi fossero questi Cani, poi si è passati a capire il suono dei Cani, a schierarsi pro o contro i Cani, e alla fine neanche ci si è più fatto caso al disco dei Cani. Un buon disco, a mio parere, uno di quelli che si fanno davvero ascoltare. Non sentire, ma ascoltare. Poco importa che i pezzi, effettivamente, fossero tutti un po’ troppo simili: quando uno me la racconta bene, io tendo a farmi prendere. Synth pop, twee… spirito hand made. Poi figuriamoci, Contessa è uno che ama toccare nervi scoperti: parlava di hipster, pariolini di diciotto anni, coppie e velleità universali, citando Wes Anderson e sfottendo le ragazzine con le reflex digitali. Tutte persone che si sono sentite chiamate in causa.



Ora, sono passati due anni. Contessa in questo periodo ha fatto quello che doveva fare, e cioè staccarsi e suonare. Poi, come già detto, è entrato in studio e ha inciso undici pezzi che riprendono solo in parte gli stilemi del primo lavoro, portando il tutto a un livello successivo. Da una parte quindi pezzi in linea: “Come Vera Nabokov”, “Corso Trieste” (featuring Gazebo Penguins), “Non c’è niente di twee” (bel singolo, raffinata la citazione dei New Order), “Storia di un artista”. Dall’altra piccoli esperimenti sonori: “Roma sud”, pezzo completamente strumentale dai contorni vagamente ambient che lancia un secondo strumentale “Theme from Koh Samui” (niente più cameretta), entrambi al fianco di Chris X. Nel mezzo “Storia di un impiegato”, che cita De Andrè e che si distingue dal resto per la vena nettamente più aggressiva: Contessa ha lavorato con Fontanelli in primis sul sound, un sound che si è fatto più stratificato e funzionale ai pezzi. “Storia di un impiegato” credo sia l’esempio migliore, e, di conseguenza il pezzo migliore. Cita, si autocita, ironizza, critica, incalza; in pratica l’essenza dei Cani: “Considerato che non sono un artista / e con le velleità non ci si vive / mi ritrovai con un lavoro vero / uno di quello proprio senza glamour”. Songwriting pulito, ritornello che ti rimane addosso, impasto voce e sound perfettamente amalgamato, il tutto condito da una sana dose di disillusione. Disillusione, realismo che chiama in causa Contessa per primo, vedi “FBYC” (“Ho paura di tutto, soprattutto dei cani”) o, in particolare, tutta la prima parte di “Non c’è niente di twee”. Come ne esce il Nostro? Con pezzi suoi (autobiografici, imbevuti di Roma e romanità) che prendono da altri, in primis dai Baustelle (“Introduzione”) e, guarda caso, dagli Offlaga, senza mai snaturarsi.

All’inizio ho parlato di “Glamour” definendolo il “conseguente secondo disco dei Cani”. Gioco di parole a parte, il punto è che questi undici pezzi sono l’evoluzione naturale di quanto sentito due anni fa. Sono più curati e un po’ più vari, sono belli da ascoltare e arrivi a canticchiarli che tu lo voglia o no, perché è questo che fa il buon pop. Poi possiamo stare qui a discutere tutto il giorno su questa o quella citazione, sul perché o percome di tutto e di niente. In questo caso conviene andare a fare un giro su youtube e leggere i commenti (a volte davvero spassosi) ai vari video. Per come la vedo io Contessa è un cantautore vero e i suoi pezzi sono bei pezzi. Il resto, la chiacchiera, conta poco. Io poi che non mi piacciono i cani non riesco a dirlo neanche per scherzo.
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.