«A TE - Fiorella Mannoia» la recensione di Rockol

Fiorella Mannoia - A TE - la recensione

Recensione del 30 ott 2013 a cura di Paola De Simone

La recensione

Sono bastate quattro parole di Fiorella Mannoia postate sulla sua pagina Facebook (“Tributo a Lucio… prossimamente”) a farci accendere alla sola idea di poter ascoltare le canzoni di uno dei più grandi artisti italiani, qual era Lucio Dalla, cantate da una delle poche interpreti di caratura nel nostro paese. A quel post, poi, ha fatto seguito una foto che la ritraeva al lavoro con l’orchestra Sesto Armonico e altri musicisti, mentre registrava in presa diretta, e la nostra asticella delle aspettative si è impennata. Da lì a poco è uscito il primo singolo, “La casa in riva al mare”, con i freschi arrangiamenti di Paolo Buonvino (vincitore di un David di Donatello e di un Nastro d’Argento) e abbiamo capito che ci saremmo imbattuti in una tracklist per niente scontata, come non lo sarebbero certamente state le strutture musicali affidate a musicisti e direttori d’orchestra di peso (oltre Buonvino, ci sono anche Peppe Vessicchio, Pippo Caruso, Stefano Zavattoni e Marcello Sirignano). Ora che “A te” – questo è titolo del disco tributo - suona nel nostro lettore, la caccia agli indizi è finita e non resta che sedersi in poltrona, chiudere gli occhi e perdersi nella musica in attesa di emozionarsi. Le delicate note di “Stella di mare” aprono l’ascolto e la voce della Mannoia si posa sui violini e sul pianoforte di Danilo Rea in maniera perfetta, troppo perfetta, e l’emozione non arriva. Ritentiamo con “Se io fossi un angelo”, ma niente, nessuna sfumatura, noiosamente impeccabile. E più ascoltiamo e più ci manca Lucio Dalla, con i suoi gorgheggi surreali, le sue imperfezioni canore, il suo coinvolgimento e la sua passione, il suo essere ironico e divertito, la sua originale personalità artistica. Colto e visionario come le sue canzoni, e chi vi si avvicina sa necessariamente in partenza che non avrà confronto facile. A quanto pare non capita solo agli emergenti di sentirsi rimproverare l’accostamento a giganti della musica e, come spesso succede, non è questione di talento – che in questo caso avanza – ma di credibilità e partecipazione. Perché alcune canzoni hanno una storia e un passato ingombranti, tanto da non essere malleabili, e allora si fa fatica a dar loro un’altra vita. Soprattutto quando quella di prima era esattamente come doveva essere. Ma a sorpresa uno scampolo di emozione arriva sulle note di “Caruso”, ecco quello che aspettavamo: la voce della Mannoia ci arriva finalmente coinvolta. Forse tradita da un ricordo o commossa dall’intensità del brano. Ma è un incidente, e – al netto del ricco e suggestivo accompagnamento musicale – quasi tutto torna un po’ algido e troppo perfetto.



Arrivano poi due duetti: il primo sorvolabile con un’urlante Alessandra Amoroso in “La sera dei miracoli” – altro bell’arrangiamento di Buonvino - e il secondo, più intenso e riuscito, con Ron in “Felicità”. E così, canzone dopo canzone, eccoci alla fine di questo disco che tanto aspettavamo e che forse non abbiamo capito, pur apprezzandone le intenzioni e il lavoro fatto sugli arrangiamenti. Anche la scelta delle canzoni è fuori discussione, perché la discografia del cantautore bolognese è piena di perle e qualcuna sarebbe rimasta certamente fuori qualunque criterio di selezione si fosse adottato. In questo caso Fiorella Mannoia ha fatto scegliere alla sua sensibilità, per questo si alternano indiscussi capolavori come “Caruso, “Anna e Marco” e “Felicità”, a brani meno inflazionati come “Stella di mare”, “La casa in riva al mare” e - a chiudere il disco - “Sulla rotta di Cristoforo Colombo”, in cui godiamo dell’eccellente clarinetto di Paola Scarponi nell’ottimo arrangiamento jazz di Stefano Zavattoni. Insomma, gli ingredienti ci sono tutti, ma per emozionarci evidentemente ci vuole altro: un disco di Lucio Dalla, per esempio.
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.