«SEASONS OF YOUR DAY - Mazzy Star» la recensione di Rockol

Mazzy Star - SEASONS OF YOUR DAY - la recensione

Recensione del 03 ott 2013 a cura di Ercole Gentile

La recensione

Nel 1996 Bill Clinton era Presidente degli Stati Uniti e c'era la guerra in Bosnia; I Pink Floyd entrarono nella Hall of Fame, i Take That si sciolsero, i Ramones si ritirarono e 2Pac venne ucciso; in Italia Romano Prodi vinse le elezioni ed il boss Giovanni Brusca venne arrestato. La Germania si laureò campione d'Europa di calcio.
Sembra una vita fa ed in effetti lo è. In quell'anno i Mazzy Star pubblicano il loro terzo album “Among my swan” che, trainato dal singolo “Flowers in december”, consacra David Roback e Hope Sandoval tra i simboli del rock alternativo americano. Poi stop. La cantante si dedica al suo progetto solista con i Warm Inventions (nei quali milita anche Colm O'Ciosoig dei My Bloody Valentine, che collabora anche qui) e Roback inizia una carriera da attore. Il gruppo non si scioglie mai ufficialmente e si scopre, da una recente intervista, che i due in questi anni non hanno mai smesso di vedersi e comporre insieme musica, semplicemente non sentivano l'urgenza di pubblicarla. Ma la voglia di andare in tour, bé quella è dura a morire. Hope e David pianificano quindi un tour per il 2013 e decidono che non hanno voglia di suonare solo le vecchie canzoni e quindi ecco che ne scelgono dieci da quelle che hanno composto e registrato in tutti questi anni e ne fanno un disco. “Seasons of your day” è esattamente quello che ci si può aspettare dai Mazzy Star. E' un lavoro in cui immergersi per sognare di essere sulle strade degli Stati Uniti, magari di notte, viaggiando in mezzo alle immense lande del Nuovo Mondo. E' un lavoro in cui ancora una volta bastano elementi base come una chitarra (elettrica o acustica che sia) e la voce incredibile di Hope Sandoval a creare atmosfere eteree e coinvolgenti.



Prendete ad esempio il primo singolo “California”, in cui la sei corde di Roback crea un tappeto acustico da pelle d'oca e la voce della Sandoval ci ricama sopra delle tele rosse come il sole della loro terra; oppure “Common burn” con la sua delicatezza infinita o “Spoon” alla quale partecipa anche il compianto Bert Jansch e ricorda le atmosfere dei Led Zeppelin di “III”.
In “Seasons of your day” i Mazzy Star fanno esattamente quello che sanno fare e lo fanno ancora una volta ad altissimi livelli. E' uno di quei casi in cui ad un progetto non serve evolvere, ma semplicemente avere di nuovo voglia di fare ciò che si è capaci. Certo quando hai la voce di Hope Sandoval tutto torna più facilmente. Ma, come sempre, serve il cuore. E non aver pubblicato un disco per quasi un ventennio è la dimostrazione che per fare le cose i due sanno aspettare la stagione giusta.
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