«GIVE UP DELUXE 10TH ANNIVERSARY EDITION - Postal Service» la recensione di Rockol

Postal Service - GIVE UP DELUXE 10TH ANNIVERSARY EDITION - la recensione

Recensione del 15 apr 2013 a cura di Marco Jeannin

La recensione

I Postal Service sono Benjamin Gibbard, frontman dei Death Cab For Cutie, e Jimmy Tamborello, meglio noto con il moniker Dntel. “Give up” è il loro primo e unico disco, un album uscito nel 2003 quasi per caso e diventato col tempo un vero cult, meritevole di una riedizione pensata appositamente per celebrare i dieci anni dalla pubblicazione. Un disco che si merita prima doveroso un riepilogo, e poi un bel discorsetto di quelli giusti.

Capitolo uno: Riepilogo. Nel 2001 Gibbard viene contattato da Tamborello che gli propone di mettere la voce in “This is the dream of Evan and Chan”, un pezzo destinato a finire su “Life is full of possibilities”, disco d’esordio firmato Dntel. Il pezzo piace molto (accumula remix di prestigio a destra e sinistra), tanto da convincere i due a mettere in piedi una collaborazione ben più consistente; Gibbard e Tamborello iniziano quindi a lavorare ad una quantità di materiale più corposa: il primo aggiunge chitarra, voce e testo alle basi strumentali che il secondo gli invia tramite posta elettronica (da qui il nome della band). Nel 2003, questo rapporto creativo “a distanza” si concretizza con l’uscita di un disco, “Give up”. Dieci i pezzi in scaletta: Jenny Lewis dei Rilo Kiley e Jen Wood partecipano come guest vocalist, mentre Chris Walla, chitarrista dei Death Cab For Cutie, figura come produttore al fianco di Tamborello stesso. L’album è un successo, vende benissimo, la Sub Pop festeggia e la band se ne va trionfalmente in tour. Insomma, c’è parecchio entusiasmo intorno al progetto, eppure… eppure i Postal Service si fermano qui. Non per chissà quale motivo, semplicemente il tempo passa e Tamborello e Gibbard hanno effettivamente altri progetti a cui dedicarsi. Non vogliono mollare i Postal Service, cosa che a conti fatti non faranno mai, ma del fatidico secondo disco le cronache degli anni dal 2006 al 2012 conserveranno solo le dichiarazioni. Poi la svolta. Febbraio 2013, il sito dei Postal Service viene aggiornato: annuncia la reunion, un tour (che poi si rivelerà di portata mondiale) e la riedizione del disco d’esordio. I Postal Service sono tornati.



Capitolo due: “Give up” dieci anni dopo. La verità? Semplice: stiamo parlando di un disco avanti di dieci anni, e quindi, fatti due conti e se la matematica non m’inganna, perfettamente attuale. “Give up” suona oggi come un disco di oggi; una cosa che ha abbastanza dell’incredibile. Oggi che l’elettronica se ne va a spasso facendo la voce grossa. Oggi che i sintetizzatori sono tornati così di gran moda. Oggi che, attenzione, tutto questo sembra essere sinonimo d’innovazione. Ecco, “Give up” lo era già dieci anni fa. Meglio, tra l’altro. Punto. Elettro pop ai massimi livelli. Niente altro da aggiungere, pietra miliare del genere. Ci sono pezzi come “Such great heights”, tuttora un Singolo (da notare la “s” maiuscola) fuori dal comune, Clark Gable, la quintessenza della melodia pura e semplice, “We will become silhouettes” e l’incredibile “This place is a prison” (per citarne cinque a random, ma come si pesca, qui si pesca bene) in grado di provarne egregiamente l’intramontabile bellezza. Una bellezza che, compiuti i dieci anni e con una reunion in corso, è più che giusto festeggiare. Nella “Tenth anniversary edition” troviamo quindi il disco originale ottimamente rimasterizzato, accompagnato da un secondo disco contenente la bellezza di quindici bonus track. Nello specifico: due nuovi pezzi, “Turn around” e “A tattered line of string”, nati per l’occasione, più tre cover (rispettivamente di Flaming Lips, Phil Collins e John Lennon, la prima già presente sull’edizione in vinile del 2004), un paio di B-sides, cinque remix di pezzi del disco originale, una performance live radiofonica di “Recycled air” e le belle interpretazioni di “We will become silhouettes” da parte degli Shins e di “Such great heights” targata Iron & Wine.

Venticinque pezzi per i dieci anni di un duo. Più che un riassunto (comunque esaustivo), un meraviglioso punto di partenza. Perché qui ci sono dentro i Postal Service di ieri, di oggi, ma soprattutto quelli di domani. “Give up” è un’opera fondamentale: se per caso ve la foste persi dieci anni fa, vedete di non ripetere lo stesso errore.
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